Il Signore vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina, primo giorno.

Cose buone… ce ne sono
state tante… l’emozione visibile negli occhi di chi si è avventurato per la
prima volta tra i colori di CasArcobaleno… qualcosa di nuovo stava accadendo,
non solo fuori, ma dentro ogni ragazzo o ragazza… iniziava un mondo nuovo…
nuove possibilità che affioravano dal “caos” che in qualche modo li avvolgeva e
li teneva come incatenati a se stessi, ad una vita “noiosa” tra letto, divano,
playstation, stare sotto casa con qualche amico e vincolati all’estenuante
strapotere del cellulare che è un mondo…immenso da una parte, ma intensamente
limitato e chiuso.
La nuova creazione di se
stessi, non più come “dispersi”, “disturbatori” o “fallimenti del sistema
educativo”, ma come co-creatori del loro crescere, scopritori di meraviglie,
affamati di stupore e curiosità, capaci di “stare dentro” come protagonisti e
come compagni di viaggio…tutti avranno intravisto l’orizzonte, che non è unicamente l’esame, ma è molto più ampio, e tanti vi
hanno riposto ogni desiderio di bene, qualcuno sarà stato comunque disilluso
dalle molte esperienze pregresse, e malgrado la nostra positività non
credendoci pienamente.
L’inaugurazione di IO VALGO
sgorga da una miriadi d’incontri… almeno quattro con ogni famiglia; questo
conoscerci, questo nostro avvicinarci decisamente e dimostrare interesse per
rispondere alle reali necessitò del ragazzo, colpisce… e forse spaventa
qualcuno: ancora prima di averli scelti e accolti a scuola, vogliamo parlare
con loro e ascoltarli singolarmente in un colloquio a sei occhi: quattro nostri
e i due del ragazzo/a; chiediamo a ciascuno uno sforzo di adultità, o meglio,
gli dimostriamo che li consideriamo e li trattiamo da adulti; tutto ciò fa
sgorgare necessariamente in loro quel germe di responsabilità, ma anche di
fiducia, che porta qualcuno a compiere non solo un’analisi onesta della propria
esperienza scolastica, ma anche un moto di sano orgoglio nell’affrontare la
nuova avventura e mettere “tutte le carte in tavola” per partire con sincerità.
I genitori dei giovani, che
seguono il tutto con trepidazione e ansia, ci hanno colpiti per la positiva
presenza, per l’incoraggiamento generale e per aver compreso lo scopo del
progetto IO VALGO: “Ho capito tutto; voi siete una comunità!”.
L’immagine
dell’inaugurazione è stata la strada che tutti loro dovranno percorrere; alle
scuole il ruolo di “segnali di direzione”, alle famiglie quello della “fonte
che dona vita e che disseta” mentre noi, l’equipe” siamo il “ponte” che li
aiuta a superare l’orrido che ha spezzato il cammino.
Il “Padre nostro che sei
nei cieli”, il Creatore non è estraneo o assente: la sua volontà affinché
ognuno si salvi e quindi si realizzi, il suo desiderio che ognuno/a sviluppi e
incrementi i propri talenti, il suo amore già donato “prima di esser formati
nel grembo materno” e il suo essere “il Dio con noi” è come “acqua” che disseta
nella fatica, “brezza leggera” che allevia il calore, è “coraggio” che sostiene
nello sforzo e “pane del cammino” per ritemprare e far continuare il sentiero,
è “roccia” su cui costruire un’esperienza stabile, salda, per loro e per noi.
Il nostro impegno comune sarà quindi quello di “raddrizzare sentieri, riempire burroni e abbassare monti”, creazione di una nuova morfologia del territorio interiore, e non solo culturale o educativo dei giovani, che coinvolgerà ognuno di noi perché dall’incontro usciamo tutti trasformati, un po’ feriti, e con la percezione certa di aver vissuto un’esperienza di Amore che supera e trascende le nostre persone e i nostri confini affettivi e relazionali.

Commenti