Buon giorno Bob... camminando con Chuy

Ci
ha ricordato la fortuna di avere un mese per studiare la Regola e ci ha
invitati a una relazione personale con il testo, ad andare in profondità e a
condividere tutto ciò affinché la nostra visione non sia solo personale, ma
possa essere arricchita dalla grande varietà dei fratelli della comunità del CIL
che costruiamo.
Ci
ha manifestato anche il desiderio di chiacchierare personalmente con noi... la
porta del suo ufficio è sempre aperta.
Il
CIL non è solo un'esperienza personale, ma un momento per interiorizzare e
preparare del materiale per l'animazione delle Provincie e delle Regioni...
obiettivo non facile:
1 La
Regola non è ancora stata approvata dal Vaticano;
2 il
documento della Regola che abbiamo tra le mani, si fa per dire perché è un CIL
sans papier, è solo per uso personale:
3 La
Regione RELEM è presente con solo 3 Provincie: ARLEP con 8 membri, Belgio Nord
con due fratelli, Italia, noi due... come possiamo pensare del materiale adatto
per gli altri 7 distretti, con un totale di altre 8/9 lingue differenti?
Fr,
Jesus Rubio (ma per tutti è Chuy), segretario della formazione per il mondo
ispanofono, è il nostro accompagnatore per due giorni; il lavoro che ci aspetta
è di confronto con il testo della Regola... è un cammino... un esodo...
"dobbiamo avvicinarci al testo con la minor resistenza possibil"e...
leggerlo, ascoltarlo, ascoltarci... pregarlo... rileggerlo, studiarlo, capirlo,
confrontarlo... condividerlo... lasciarci sfidare, convertire... farci spingere
fuori da noi stessi dal testo stesso...
L'obiettivo
è stato subito chiaro: identificare le nuove "ispirazioni", i nuovi
"spostamenti" e le nuove "chiamate" nella Regola Rivista in
relazione alla vocazione del Fratello delle Scuole Cristiane al fine di
ispirare una conversione personale e comunitaria; la metodologia per la
riflessione scelta da Chuy è: vedere-giudicare-agire... ci ha chiesto quindi di
situarci: "Dove sono io?" "Quali chiamate la Regola ci
suggerisce?"
Ogni
momento è stato preceduto da un "incontro personale" con il testo
della Regola Rivista e dal confronto tra la Regola del 1987 e del 2014;
successivamente, sia in coppie spontanee o con il proprio gruppo linguistico,
ci è stato donato un momento di ascolto dell'altro o degli altri affinché si
ascoltassero altre prospettive, riflessioni e "visioni" così da
ampliare la nostra comprensione del testo e della vita dell'Istituto.
Fr.
Chuy ci ha detto che "l'esperienza della lettura e studio della Regola
durante il Capitolo è stata per me come una tempesta, a volte come una
valanga" e ha condiviso la sua riflessione sui capitoli n 1 "Il fine
e lo Spirito dell'Istituto" e il n 10 "Il Fratello oggi".

L'Associazione
per il servizio educativo dei poveri è uno dei fil rouge che viene intessuto e
declinato in modo diverso in ogni parte della Regola; l'Associazione pone
dunque i Fratelli in un contesto più grande con una specificità ben precisa che
la Regola vuole e deve, necessariamente, dire agli altri.
La
vocazione del Fratello è stata inserita nello sguardo più ampio e
"cattolico" della Chiesa -Comunione per affermare meglio l'importanza
della testimonianza che sia il singolo fratello che la comunità ministeriale
hanno come prima responsabilità ed impegno; l'esser testimoni ci chiama ad
esser "segni" di Gesù e del suo Vangelo e ad unificare sempre più
nelle nostre vite personali la consacrazione, la vita fraterna e il servizio educativo
dei poveri... per esempio se all'orazione viene donato il tempo necessario ciò
è segno non solo del primato di Dio, ma della fede di chi crede che il frutto
del nostro apostolato è affidato a Dio e non solo ai nostri sforzi.
La
Regola ci invita ad esser "con e tra" i Lasalliani e non solo per
loro, facendo risaltare questa compagnia e accompagnamento che ci viene
chiesto; in questa nuova prospettiva la chiamata che riceviamo dal testo è di
metterci in cammino "per stare accanto a coloro che condividono la
missione educativa lasalliana".
La
giornata è terminata con la messa celebrata da p. Memeng, direttore spirituale
del Collegio Filippino che, salutandoci, ci ha detto, parafrasando Papa
Francesco: "Sarebbe impossibile pensare una Chiesa senza Fratelli".
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