Martedì...

Ci ha invitato a
scoprire e a "tessere" a nostra volta i vari fili che insieme formano
il grande arazzo che è la nuova Regola.
Siamo stati condotti
in una nuova lettura del Capitolo 4, "La vita comunitaria": il
capitolo contiene due citazioni evangeliche esplicite:
*
Giovanni 17, 21: "Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi
una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato" che il Fondatore commenta nella sua
Meditazione 39;
*
il "comandamento
nuovo": "Vi do un comandamento nuovo: che vi
amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni
gli altri" di Giovanni 13,34.
Le citazioni
evangeliche ci aiutano a ricordare che è "il Vangelo, nostra prima e
principale regola" che è l'essenza della vita consacrata come ci ha
fortemente ricordato il Concilio Vaticano II.

Il
nostro Fondatore si trova quindi a vivere in questo fermento religioso ed
educativo e ne diventa protagonista.

*
dallo stato di perfezione alla vita
evangelica
*
dal sopra o accanto dal Popolo di Dio ad
essere parte del Popolo di Dio
*
dalla separazione dal mondo alla presenza nel
mondo; (pag488),
e nello stesso tempo ci ha aiutato a ritornare a Cristo e alla sua sequela; ad
esser attenti ai movimenti della Chiesa; alle ispirazioni peculiari del
Fondatore; all'attenzione ai bisogni del mondo; al rinnovamento spirituale che
ha influenza profonda anche nello sviluppo del ministero apostolico. (pag
491).
La Vita consacrata oggi è chiamata a:
*
inculturarsi sempre più, essere una vita meno
"europea" e più africana, asiatica...
*
avere creatività e andare alle frontiere
*
essere libera per tornare ad esser vita
evangelica (pag 508)
La
teologia della Trinità e la teologia della Comunione sono alla base del 4°
capitolo.
La
comunione è tra noi, con e grazie a Cristo; l'Associazione è come se
intersecasse con la Trinità che è amore e conoscenza delle tre persone divine
ed è per questo motivo che si amplia e coinvolge altri, coloro che sono
chiamati e desiderano farne parte.
La comunità è
chiamata "casa e scuola della comunione": questa è la grande
sfida che abbiamo "se vogliamo essere fedeli al disegno di Dio e
rispondere anche alle attese profonde del mondo" (Novo Millennio
Ineunte 43).
Nella Comunione
ognuno partecipa secondo le proprie possibilità che cambiano nel corso della
vita; ognuno deve sentirsi sempre chiamato perché la Comunione è possibile a
tutti, sempre, malgrado le età, le infermità, le difficoltà... le stesse
comunità sono sempre segno del Vangelo all'interno della Famiglia Lasaliana,
come nell'Istituzione in cui vivono: questo aspetto della testimonianza nella
comunione che è la prima missione, non può mai essere dimenticato.
La comunità è il
primo luogo in cui i Fratelli sono evangelizzati: l'esperienza del Fondatore ci
ha insegnato che lui stesso è stato evangelizzato dai primi maestri nel suo
tentativo di presentare la Provvidenza divina; allo stesso modo la sua rinuncia
al canonicato e il suo distacco dai beni famigliari ha evangelizzato la prima
comunità lasalliana.
Ogni comunità deve
discernere la propria via per vivere e testimoniare la presenza di Dio dove si
trova.
Il discernimento è
"rientrato" nella nostra tradizione e nel nostro vocabolario grazie all'intervento
fatto da Fratel Miguel Campos all'Assemblea Internazionale della Missione
Educativa Lasalliana del 2006; molte volte in questo capitolo appare la stessa
parola e molte volte di più è sottintesa come strumento per comprendere
insieme: per esempio, l'incontro comunitario è definito come luogo del
discernimento della comunità.
Il Fratello
Visitatore e il suo Consiglio sono chiamati a discernere, per esempio, come il
carisma lasalliano, dono di Dio alla Chiesa, debba manifestarsi in alcune
realtà che hanno bisogno di nuove comunità lasalliane, ovvero comunità dove vi
è la presenza di laici; la nuova regola enuncia questa possibilità negli
statuti affinché si offerto alle situazioni locali di decidere se, come e dove
realizzare questa chiamata di Dio..
L'altro asse
trasversale del Capitolo 4, e di tutto la Regola, accanto al discernimento, è
l'accompagnamento.
L'accompagnamento
viene sottolineato con forza nella Relazione dell'Assemblea internazionale dei
Giovani Fratelli; l'accompagnamento personale, anche il nostro Fondatore l'ha
vissuto con costanza nella sua vita, è una necessità di ogni Fratello, ma anche
del Fratello Direttore e del Fratello Visitatore; l'accompagnamento e il
discernimento devono aiutare a valorizzare ogni Fratello, indipendentemente
dall'età o dalla funzione.
.jpg)
Nella Regola è
rimasta la distinzione tra Costituzioni e Statuti; i primi devono essere
approvati dal voto positivo dei due terzi dell'assemblea capitolare ed essere
sottoposti, per ogni cambiamento, all'autorità vaticane; mentre gli statuti
sono votati a maggioranza assoluta ed è affidato al Capitolo Generale il loro
cambiamento; questa differenza non è stata scelta in base al valore eh bisogna
dare all'enunciato, ma sulle opportune scelte fatte dal Capitolo Generale.
Commenti