Commosso, comlpito... dallo stato di abbandono dei figli di coloro che vivono ai margini
I contenuti del CIL sembrano avere
il sopravvento sulla Vita, sugli incontri, sulle conversazioni e condivisioni
che viviamo che sono la vera ricchezza per cui vale la pena vivere il CIL
stesso.

Dopo 17 anni come preside lasciò le
famose scuole lasalliane malesi, diremmo noi paritarie, perché per lui erano
impegnate più verso l'efficienza che verso le persone e il sistema non era
adatto ai giovani provenienti dalle zone più marginalizzate della città che non
conoscevano bene le lingua, l'inglese e o il bahasa, perché il sistema
scolastico era focalizzato troppo sulle materie e non riusciva ad aiutarli a stare al passo con gli altri.
Il suo direttore spirituale gli
consigliò di "prendere tempo per stare con i poveri"; fratel John
andò ad abitare in una periferia di Penang in una casa di 12 stanze dove ogni
stanza era abitata da una famiglia differente e gli fu anche suggerito di non
fare nulla finché non fosse stato richiesto il suo aiuto.
"E' stato importante vivere con
i poveri per capire come il sistema educativo fosse più o meno rilevante per
loro; quando un ragazzo tornava da scuola buttava i libri sotto il letto, che era
occupato dal resto della famiglia, andava a tagliare la legna o comprare
qualcosa da mangiare; finito ciò si buttava a letto, dopo aver fatto la fila
per il bagno, l'unico nella casa dalle 12 stanze. Il mattino dopo tirava fuori
la cartella e arrivato a scuola gli veniva chiesto: "Hai fatto i
compiti?". Questa scuola non poteva andare bene per lui, per loro".
Cominciò a cercare i ragazzi più "deboli"
da 5 scuole e a radunarli per aiutarli nello studio in una sorta di doposcuola;
nel 1984 s'imbatté in un orfanotrofio dove tutti i ragazzi avevano problemi
d'apprendimento e cominciò a far doposcuola anche a loro.
Due occasioni cambiarono la sua
percezione dell'educazione: nel 1971 fu mandato in Giappone come rappresentante
delle scuole secondarie della Malesia in una delegazione di 40 persone e passò
un mese di formazione; un mese di lezioni frontali che gli facevano ricordare
le lezioni che i ragazzi dovevano subire; un giorno durante un
laboratorio/lezione incontrò un insegnante di Taiwan che gli disse: "Nel
sistema scolastico, quando vuoi insegnare a John la matematica, ti chiedono di
conoscere bene la matematica; ma ora ti dico che se vuoi insegnare a John la
matematica, devi prima conoscere John!". Questa affermazione si conficcò
nel cuore di Bro. John,
L'altra occasione provvidenziale fu
durante un master in USA; ogni venerdì uno studente della classe era scelto per
rispondere alle domande del gruppo; quando gli chiesero che facesse, Bro. John
rispose che era il direttore di un "Learning Center", quindi gli
chiesero cosa fosse un "Learning Center"; e Bro. John rispose spiegò
che era un luogo educativo per coloro che avevano problemi di apprendimento
(slow learner) e diede la spiegazione di chi fossero gli slow learner.
Dopo averlo ascoltato, l'insegnante
del master definì Bro. John uno "slow teacher", perché quegli allievi
avevano solo differenti abilità di apprendimento, non "slow" lente
capacità.
Così i "Learining Center"
sono dei luoghi educativi dove gli "apprendisti" sono aiutati ad imparare
in modi differenti; all'interno ci sono le "Learning Station"
affinché i ragazzi possano apprendere con modalità differenti; la centralità è
data agli skill d'apprendimento e non alle materie.
Un bambino arriva al Centro per due
ore e un quarto al giorno; nella prima ora ha l'opportunità di implementare tre
skill di base (parlare, ascoltare, ricordare, compitare (spelling), leggere,
scrivere, comprendere, contare, fare, disegnare); per esempio, un “apprendista” viene mandato
prima nella stanza delle manualità dove deve realizzare qualcosa di concreto:
un aquilone;, passati venti minuti l'allievo andrà nella stanza della
narrazione a raccontare ciò che ha fatto e l'insegnante lo aiuterà a migliorare
il proprio vocabolario, con la grammatica, etc...
Successivamente andrà nella stanza
della scrittura dove scriverà ciò che ha fatto e vissuto. Le tre esperienze
saranno poi condivise dall'equipe educativa affinché l'educazione sei sempre
olistica.
C'è un intervallo di 15 minuti e
nella seconda ora ci sono 5 altri skill da usare insieme... per esempio
guardare la tv e poi discuterne insieme; il Centro ospita non più di 25 alunni
per volta.
In questi 29 anni i "Learning
Center" sono diventati più di trenta, legati ad un network che permette a
ciascun centro di custodire le proprie peculiarità, ma che assicura
supervisione e formazione specifica e si interessa anche del parziale
finanziamento dei progetti.
Accanto ai "Learning
Center" sono sorti i "Teaching Center" non per formare maestri,
ma facilitatori dell'apprendimento.
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