GLI EDUCATORI DELLA GIOVENTÙ SONO COLLABORATORI DI GESÙ CRISTO



                Voi siete –dice san Paolo– “ambasciatori e ministri di Cristo” nel vostro ministero; comportatevi, dunque, come suoi rappresentanti. Gesù vuole che i vostri discepoli vi considerino come lui stesso e che accolgano i vostri insegnamenti come se “Dio li esortasse per mezzo vostro” […].
                Per compiere questo dovere con l’esattezza e la perfezione che Dio richiede da voi, offritevi spesso allo Spirito di Nostro Signore per agire unicamente mossi da lui […]. Se farete così, lo Spirito si diffonderà sui vostri alunni, che acquisteranno, nella sua pienezza, lo spirito del cristianesimo […].
                Con la similitudine [della vite e i tralci] Gesù vuole farvi capire che quanto più la vostra azione educatrice a favore dei vostri discepoli sarà vivificata da lui e attingerà da lui la virtù, tanto più produrrà frutti copiosi. Perciò chiedetegli insistentemente di animare tutti i vostri insegnamenti con la forza del suo santo Spirito; e come è lui “la luce che illumina ogni uomo”, sia anche lui a illuminare la mente dei vostri alunni e a portarli ad amare e a praticare il bene che insegnerete loro […].
                Vi capiterà di incontrare qualche difficoltà nei vostri rapporti con gli alunni, perché ci sarà sicuramente qualcuno che non profitterà delle vostre istruzioni e in cui noterete un certo spirito libertino. Ricorrete allora a Dio e chiedete insistentemente a Gesù Cristo che vi riempia del suo Spirito perché è lui che “vi ha scelto per essere suoi collaboratori”.
                Considerate Gesù come “il buon Pastore” di cui parla il Vangelo, “che cerca la pecorella smarrita e, trovatala, se la mette sulle spalle e la riporta all’ovile”. Voi fate il suo stesso lavoro: siete, dunque, obbligati a fare come lui; domandate, quindi, le grazie necessarie per riuscire a convertire i loro cuori.
                Pregate molto, se volete riuscire nel vostro ministero; esponete continuamente a Gesù Cristo le necessità dei vostri discepoli, soprattutto le difficoltà che incontrate nel dirigerli. E il Signore, vedendo che considerate lui como onnipotente e voi come semplici strumenti, non mancherà di accordarvi ciò che gli chiedete.

( dalle 3ª. e 4ª. Meditazioni per il tempo del ritiro

un dono grande

"È il più grande miracolo che possiate fare e l'unico che Dio vi domanda: toccare il cuore dei vostri alunni..."  La Salle M 139,3

Questa mattina ho ricevuto questo regalo inatteso: un messaggio su facebook in cui Emanuele ci ringrazia e racconta il senso del suo anno trascorso con noi a CasArcobaleno; il testo non è stato corretto.

EMANUELE INGANGI, IO VALGO 2014 CASARCOBALENO.

Ciao a tutti io sono Emanuele Ingangi, ho 15 anni e ho frequentato CasArcobaleno. Ho frequentato CasArcobaleno perché, perché a scuola non andavo bene, a scuola mi comportavo male, a scuola ero un ragazzo di strada, a scuola ero un ragazzo che non era idoneo per stare a scuola, a scuola ero uno senza niente, senza la minima speranza di andare avanti.
A scuola facevo casino, rispondevo, mi comportavo male, chiamavano a casa è proprio quando chiamavano a casa mi sentivo un vuoto dentro, mi sentivo un frammento dentro il cuore cadeva a pezzi e la testa non ci stava. Mi sentivo così per mia madre, ogni giorno veniva chiamata dalla scuola e le dicevano come mi comportavo cosa facevo, e che dovevano fare qualcosa per riprendermi sennò prendevo una brutta strada. Io mi sentivo male, mi sentivo nulla, perché delle volte invidiavo dei miei amici che studiavano e volevo farlo anche io ma lì pensavo che non potevo, non avevo capacità, ero "buono" solo per fare casino. Un giorno, per me è un santo giorno, la professoressa mi disse: Emanuele vuoi fare un progetto? Io già sapevo cosa era questo progetto ma non con CasArcobaleno. Io gli risposi subito di sì! Un giorno conobbi a una persona molto speciale Fratel Enrico Muller. Iniziai a fare i primi colloqui, le prime chiacchiere, diciamo "i primi passi". A Dicembre iniziò il progetto, a dicembre iniziò tutta un'altra vita, a dicembre capì chi era Emanuele e cosa poteva fare Emanuele. Quando iniziò, ci spiegarono cosa ci facevano fare, ci spiegavano le possibilità che poteva offrire questo progetto ecc. A passar del tempo mi affezionai a CasArcobaleno e mi affezionai a tutti gli educatori di CasArcobaleno, io mi avevo fatto prendere a bene, a simpatia, anche se ho fatto delle assenze per colpa del mio poco sonno. Sì, mi ero affezionato, ormai la mia "scuola" era lì, sembrava che la mia casa era lì, avevo tutto lì gli amici, gli educatori, la voglia di fare, la voglia di scherzare, la voglia di cambiare. Ed era proprio la voglia di cambiare che mi faceva avanti e forte, perché dicevo tutta la gente che vede solo il lato negativo di me, questa volta mostro il mio lato positivo, e volere è potere! E lo volevo, e lo voglio ancora, perché ho ancora da cambiare, però il grande penso che l'abbia cambiato. L'ho cambiato grazie a loro, grazie a CasArcobaleno, grazie in particolare ad Enrico, una persona molto ricca di speranza ricca di bene, ricca di pace. Enrico mi ha trattato benissimo, mi ha trattato come se fossi suo figlio, come ha trattato tutti! Non mi sono mai sentito così accogliente come mi ha accolto Fratel Enrico, mi ha dato una fiducia che mai nessuno mi abbia dato, mi ha dato dei sorrisi che raramente qualcuno mi ha fatto sentire così! Anche tutti gli educatori sono stati speciale e sono tutt'ora speciali, perché salvano la vita delle persone, ti cambiano in poco tempo se uno ha voglia di cambiare! Non posso mai smettere di ringraziare Fratel Enrico, e tutti gli educatori che mi hanno aiutato tanto nel percorso. "CasArcobaleno è un arcobaleno di speranza, è un arcobaleno che ti fa capire tante cose dalla vita, e del futuro, è un arcobaleno che se lo guardi bene ti accorgi che conosci il vero te, CasArcobaleno è una strada, una strada positiva una strada di felicità, una strada di salvezza, cambiamento e consapevolezza. CasArcobaleno è una scala che quando ottieni quello che vuoi ti godi il panorama. CasArcobaleno è la strada della felicità!

GRAZIE DI TUTTO!

PULIAMO IL MONDO

Facciamo sul serio. 
A partire da mercoledì 24/Set. no a Domenica 28, decine di Associazioni e gruppi di cittadini “puliranno e boni ficheranno”, aiuole, piazze, giardini, spazi scolastici di usi su tutto il territorio.



MERCOLEDI 24 Settembre
ore 16 aiuole di fronte al Centro Ed.Terr. L’Impronta (vicino alla Piscina “Galante”)
ref. Piergiorgio 3286774568

GIOVEDI 25 Settembre
ore 9:00 “Giardino di Montale”- X Circolo- Via F.lli Cervi ref. Ciro 3357674772

VENERDI 26 Settembre
ore 9:00 “Centro diurno –la Gatta Blu” di fronte alla Metropolitana ref. Rosario3281782473
ore 11:00 Aiuole I.C. Pertini-87° D.Guanella ref. Maria 3294930653
ore 16:00 “Boni ca aiuola” Via F.lli Cervi (direzione Melito) ref. Enzo 3396870974

ore 16:30 “Casarcobaleno” – Via Ghisleri ref. Enrico 3473364487

SABATO 27 Settembre
ore 9:00 “Aiuola L’Isola di Arturo” Via Monterosa (Liceo “E.Morante) ref.Aldo 3466760412

DOMENICA 28 Settembre
ore 9:00 “Piazzale Rettoria Gesuiti” – Via Ghisleri ref. Antonio3282236730

ADESIONI:
Volontari per Napoli, Ripuliamo Napoli, Pollici Verdi, Volontari nella Notte, Ue’Cap, Resistenza Anticamorra, Banda Baleno, Orange Revolution, Gridas, AQuas, DreamTeam.Donne in rete, Occhi Aperti, Mammut, Centro Ed.Ter. L’Impronta, Coop.”L’Uomo e il Legno”, Agesci NA14, Gruppo Zoone, I.C. Pertini-87°D.Guanella, X Circolo “E.Montale”, Liceo “E.Morante” , ARCI Scampia.

In collaborazione con l’ASIA di Napoli per promuovere la “raccolta di differenziata”, l’utilizzo dell’Isola ecologica e l’utilizzo del N°verde per la raccolta domiciliare degli ingombranti.

la profezia di mamma Nele, di Oscar e Helena

Nele è una giovane lasalliana belga; l'ho incontrata l'anno scorso a Malta al corso della RELEM, la regione dei Fratelli che comprende Europa e Medio Oriente; siamo diventati amici e ho avuto occasione di parlarle di Scampia.
Alla fine dell'incontro mi chiese se sarebbe potuta venire con i suoi figlia Scampia nell'estate 2014; naturalmente le risposi positivamente.
Durante quest'anno abbiamo concordato il tutto e il 4 agosto Nele è apparsa a Scampia con Oscar ed Helena di 7 e 5 anni, due angioletti biondi che non sono passati inosservati.
Nele non è venuta a fare vacanza, ma volontariato... ha preparato Oscar ed Helena che hanno comprato e raccolto oggetti di cancelleria per i bambini di Scampia.
Helena, per esempio bambina molto diligente, mentre preparava la sua valigia, divideva equamente pennarelli e colori per i bambini di Scampia, ma inevitabilmente alla fine ha deciso che doveva dare più colori ai bambini di Scampia di quelli che voleva tenere per sè.
Oscar si è avvicinato ai ragazzini che giocavano a pallone con la difficoltà linguistica che lo scoraggiava un po'; malgrado il primo fallimento... ha ritentato ed è riuscito a giocare e farsi amici... e ad esser cercato dai bambini di CasArcobaleno o della Ludoteca che chiedono: "Dov'è Oscar?" o "Il bambino belgo, dove si trova?" (citazione reale).
Due bambini stranieri la cui lingua di comunicazione era solo il fiammingo hanno fatto breccia in tutti.
Al campo Rom di Giugliano sono stati presi per mano dai bambini e portati a giocare tra le baracche; Helena ha anche ricevuto un piccolo regalo da una bambina.
Oscar ha stretto una profonda amicizia con Daniel un ragazzino Rom di 11 anni che frequenta la ludoteca... sono diventati amici, hanno passato tempo insieme comunicandosi tanto e superando la barriera delle lingue materne... fiammingo e romanes... delle lingue apprese... inglese e italiano... l'ultimo pensiero di Oscar quando alle 6.30 si è alzato per prendere l'aereo è stato per Daniel... "Vorrei andarlo a salutare ora", mentre Helena, malgrado la sua piccola età e la sua timidezza ha chiesto alla mamma se poteva diventare la mamma adottiva di Daniel, tramite un'adozioni a distanza.
Ovunque i due bambini sono stati bene, hanno amato e sono stati amati... Alex, il nostro amico Rom, tornando dal mare si è messo vicino ad Oscar e lo abbracciava come se volesse proteggerlo.
Oscar ha imparato un po' d'italiano a cui si era preparato con un dizionario fiammingo-italiano che portava con sé: conta fino a 13 con un'ottima pronuncia ed è stato curioso nel dare nomi italiani alle cose quotidiane, come ha insegnato numeri e parole in fiammingo a molti piccoli curiosi.
Certo il merito è di mamma Nele, che ha creduto che l'esperienza in periferia fosse per i suoi figli importante; è sempre stata vicino a loro, ha vegliato sulle loro difficoltà, ha saputo dare fiducia a noi e ai bambini, crede che educare il cuore a condividere sia parte importante come quando ha lasciato Helena imbronciata, gelosa e arrabbiata sulla spiaggia e ha portato nel mare Daniela, una ragazzina Rom, che non sapeva nuotare.
I bambini hanno fatto i capricci e hanno litigato tra di loro come si addice a fratello e sorella, ma niente ha impedito loro di sentirsi a casa nel nostro quartiere, di creare relazioni, di sentirsi a casa nel nostro palazzo, nel campo Rom, nel quale sono voluti tornare il giorno prima di partire, tra le nostre strade, con tutte e tutti.
Nele, mamma lasalliana, che non teme perché affida i suoi figli alla Vita; Nele che condivide con tutti, partendo dai suoi figli, i suoi valori e la sua passione educativa per chi è più vulnerabile; Nele che sorride e cammina tenendo i suoi piccoli per mano...
C'è stata molta sapienza in Nele nel donare a Oscar e Helena ciò che è importante, necessario, profondo, vero e c'è stata molta gioia in tutto ciò che si è vissuto.
Quante mamme e papà Lasalliane sono pronti a donare ciò in cui credono ai propri figli e figlie condividendo la fede nel Vangelo annunziato ai Poveri, la scelta lasalliana di una comunità e di una missione con e per gli ultimi, scegliendo la periferia come luogo di apprendimento e di gioia, i Rom come amici dei propria figli...? Quanti verranno a fare vacanze a Scampia o in altre periferie del mondo?

PS.
Quest'anno Nele non è la prima laica della RELEM che è venuta a stare con noi: a marzo sono venute Céline e Sylvie dalla Francia... non credo sia un caso che siano donne... e non sentono, forse non capiscono neppure, le nostre barriere dei distretti, ma scelgono di connettersi per condividere la missione lasalliana, il servizio educativo per e con i Poveri in Europa, per mettere in circolo ricchezze, sogni, desideri, speranze, timori, sfide, opportunità... quanto noi Fratelli abbiamo ancora da imparare per non farci chiudere dall'istituzionalizzazione, che ha una sua utilità, e per aprirci a ciò che oggi ci dice Dio per essere Lasalliani con e per i più vulnerabili in Europa e nella RELEM?


A SCUOLA DAI ROM 4

il sogno di Sara, la profezia di Marta e la nostra trasformazione.

Sono stati Battista e Martino, i primi due bambini rom a darmi una mano a spazzare una parte dello spiazzo cementato che si trova di fronte al loro campo pieno di vetri e di piccola immondizia; ci sembrava ideale per far colorare i bambini, farli distendere, giocarci.
Lo spiazzo era già stato spazzato da noi due settimane fa proprio per donare ai bambini un luogo un po' più pulito e sicuro dove stare.
Enzo, un giovane papà si poi unito a noi nella pulizia.
Finiti i bans, i bambini e qualche neonato accompagnato dalla mamma o dal papà hanno invaso festosamente la spazio cementato e hanno cominciato, come facciamo con loro da giorni, a disegnare o giocare con i gessi... animali, case, ma anche tante parole, perché la richiesta di scrivere il proprio nome o qualche piccola e semplice frase... la più gettonata è comunque "Ti amo"...  è sempre più forte. Appaiono così nomi e parole seguite con solerzia precisione e impegno dalla propria parola gemella scritta da uno dei nostri piccoli amici; è l'esercizio e il divertimento più gettonato... sapienza dei piccoli e degli umili.
E' stato bello osservare che ogni spazio ripulito veniva subito abitato da qualche bambino che portava il suo gessetto colorato e cominciava a colorare il grigio cemento.
Sara, una diligentissima bambina di 8/9 anni mi si avvicina e mi chiede perché continui a pulire solo questa parte della gettata di cemento e non pulisca vicino agli alberi dove c'è oggettivamente più ombra; non sembra per nulla convinta dalla mia spiegazione e mi chiede di spazzare anche quella parte da lei suggeritami. Le chiedo che vorrebbe fare se quello spazio fosse pulito e lei, sorridendo impacciata e timida, mi confida che le piacerebbe portare in quell'angolo ripulito due sedie e un tavolo e aggiunge "per sedersi insieme".
Spinto dal desiderio sognante di Sara, mentre il campo è in allegro fermento per la presenza danzante, giocante e pitturante dei volontari, mi metto a spazzare sotto gli alberi.
Qualcuno tra i genitori che sempre osservano attentamente la nostra presenza, mi chiede che senso abbia quello che sto facendo e mi invitano a lasciare stare.
Rispondo che sto semplicemente facendo qualcosa affinché il loro piccoli abbiano uno spazio pulito, perché era un loro diritto.
Enzo, il papà che già prima mi avevo dato una grande mano nel ripulire l'altro spazio, non si perde d'animo e si unisce alla mia azione ecologica... spostiamo insieme un grande materasso di gomma piuma... io riprendo la scopa e vengo letteralmente circondato da scriccioli di 4-5-6 anni che vogliono aiutarmi; nego loro la scopa e gli chiedo di raccogliere tutti i pezzi dei frigoriferi rotti e smembrati gettati in quell'area e anche sotto gli alberi.
La gioia dei bambini è proporzionale al loro impegno: sorridenti trascinano, spingono, tirano anche in due i pezzi più pesanti, sempre richiamando la mia attenzione; i bambini e le bambine si moltiplicano e tanti sono impegnati a raccogliere l'imbottitura, ingombrante ma leggera, dei frigoriferi.
A quel punto un giovane papà mi si avvicina e mi dice che ora tocca a lui scopare un po' e mi chiede la scopa; gliela lascio a vado con i piccoli a raccogliere gli oggetti ingombranti, lodando il loro impegno e incitandoli... è stato facilissimo... a fare di più.
Non so in quale momento preciso sia avvenuto il miracolo, ma so di essermi girato e aver visto due donne con in mano la scopa che si erano unite a noi, un signore aveva portato badile e carriola per raccogliere e spostare i rifiuti accumulati, un altro con una mazzetta piegava gli spuntoni di ferro che da sempre danno fastidio e facevano inciampare i bambini.
Ero sbalordito e felice... sempre più gente si è unita, anche a spostare piccole cose.
Il giovane papà che mi aveva chiesto la scopa mi dice che non se la sentivano di pulire in mezzo a quest'inferno dove vivono; gli confido che ciò non bisogna farlo per noi, ma per gli altri e che tutto ciò funzione se è fatto insieme, in cooperazione.
Mi ascolta sorride, annuisce e continua a spazzare.
C'è un entusiasmo generale, la gioia danza tangibile nell'aria, sembra che qualcosa di nuovo stia succedendo, nuovi sorrisi s'elevano la cielo, forse preghiera di lode... un'anziana signora rom, vestita di tutto punto secondo le loro tradizioni, mi dice di guardare come è bello che tutto sia pulito.
Simone non smette di farmi d'assistente con il suo sorriso senza incisivi superiori... ogni tanto batte un cinque con me... è felice e tenace.
Sono molto felice; mi sembrava di realizzare bene la mia vocazione di fratello e dell'inserzione... ascoltare, cogliere e cercar di realizzare i sogni dei piccoli, dare l'esempio, indicare una possibile strada, coinvolgere, farsi da parte e dare agli altri il ruolo di protagonisti.
Lo spiazzo ha un nuovo aspetto, un nuovo colore e un nuovo gusto per tutti.
Rimane dell'acqua stagnante con molti grossi rifiuti; Nuria mi assicura che lo puliranno loro, in modo tale che tutto sia bello; il 2 agosto è una loro festa.
IL sogno deve attuarsi in una comunità e con la comunità... oggi è Santa Marta.. colei che "si agitava per molte cose"; senza nulla togliere alla preziosità di chi contempla, oggi essere d'esempio nel fare è necessario: «l'uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni» (Evangelii Nuntiandi n 41); la profezia di Marta è importante quanto quella di Maria, perché fa e invita a fare, fa perché altri godano, perché anche altri possano far festa; fare non da soli, ma insieme, fare spazio agli altri, riflettere su ciò che si fa, sognare insieme e poi fare!
Necessario è stato raccogliere il sogno di Sara: che bello essere i raccoglitori dei sogni dei piccoli e delle piccole... sogni raccolti nell'ascolto, come nell'intuizione donata dallo Spirito, sogni grandi e irrealizzabili come piccoli che necessitano solo il nostro "Sì!"; tutti i sogni sono importanti e preziosi e non sono da trascurare... raccoglitori e attuatori di sogni... un ascolto e un impegno che ti trasforma... "quotidianamente l'Istituto dei Fratelli è trasformato dai giovani che consentono ai Fratelli di accompagnarli come “fratelli maggiori" (circ 461 5.16)... grazie Sara che trasformi anche me!


A SCUOLA DAI ROM 3

il segno di Batista
"Scrivimi albero in corsivo, Riko"
è questa la semplice richiesta fattami da Batista, 8 anni, mentre mi porge un gessetto verde.
Non ci sono banchi né sedie, non c'è lavagna; abbiamo solo la gettata di cemento su cui possiamo scrivere. Mi metto in ginocchio, com'è giusto che sia davanti a un bambino, e scrivo nel miglior corsivo che posso... il gesso mi aiuta assai... la parola richiesta.
Senza perdere neppure un minuto, Batista con tutto l'impegno che il suo cuore e la sua mente possono contenere e far sbocciare, s'inginocchia e copia le mie lettere, una per una... nulla può distrarlo: né le urla degli altri bambini che giocano a calcio, né le corse fatte da altri, il cadenzato ritmo delle ragazze che saltano la corda... niente lo distrae del suo desiderio... scrivere e scrivere in corsivo!
Il risultato lo soddisfa, mi tira per farmelo ben osservare e, forse anche correggere; attira l'attenzione di qualcun altro di noi adulti, chiama qualche suo amico; a tutti vuole mostrare che è capace di scrivere in corsivo.
è contento e la sua gioia, contagiosa, richiama qualche altro ragazzino... "Scrivi foglia"; giustamente non c'è albero senza foglie... e anche questo trisillabo appare sul cemento e lui, con attenzione e slancio, copia e cesella la sua "foglia".
"Fiore, scrivi fiore in corsivo". Le stagioni hanno questo ritmo ed è naturale assecondarle... scrivo fiore e, nuovamente, Batista la fa sua e quasi la incide sulla gettata grigia con il gessetto viola.
Altri copiano a modo loro le parole scritte in un moltiplicarsi di segni più o meno decifrabili dai tanti colori dei gessi colorati.
Il frutto più bello sono loro: bambini scalzi, nudi o con vestiti usati, sporchi e a volte strappati che hanno compreso perfettamente che "un uomo che sa leggere, scrivere e far di conto può fare tutto nella vita!" (citazione imprecisa, ma lasalliana).
Non hanno classe se non lo spazio all'aperto antistante il campo; non hanno banchi e sedie, ma comodamente si adagiano per terra, non hanno quaderni e libri: solo cemento su cui lasciare i propri segni... e gridano con il loro silenzio attento, impegnato e diligente che l'educazione è un loro diritto, che sono fatti per imparare, per scrivere, leggere, contare, disegnare, comporre, colorare, inventare... che niente in realtà può fermare o affievolire la loro sete, la loro fame di apprendere e di comunicare.
"La maggio oppressione si esercita su chi è muto... se il popolo non arriva a possedere la Parola, nonostante tutto, continuerà ad esser manipolato". Danilo Dolci
Batista e gli altri piccoli amici lo hanno capito; finché non sapranno leggere e scrivere saranno destinati ad una vita sub-umana, non solo di stenti, ma una vita senza futuro alcuno; credo siano stufi di campi, di baracche, di fango, di non poter determinare in alcun modo il proprio futuro.
Sono stanche di chiedersi se la loro vita potrà esser diversa da quella dei propri padri e madri che per mille ragioni sono hanno potuto dar loro un domani differente, sicuro.
Scrivere con il gesso sul cemento all'aria aperta è forse come scrivere sulla sabbia, ma, come fede Gesù di Nazareth, è un atto libertà, di sfida.. scriveremo ancora finché non ci sarà giustizia, scriveremo ancora finché non smetteranno i pregiudizi e la segregazione, scriveremo colorato per dare bellezza a un posto dove siamo stati confinati come bestie, scriveremo per dire IO CI SONO.

"Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia perché saranno saziati"... forse tocca a noi cominciare a saziarli, a comare la loro sete.

A SCUOLA DAI ROM 2


 la Maestra Gina
Arriviamo al campo Rom... c'è sempre molto entusiasmo.. il primo bambino che vede le macchina.. un piccola vedetta Rom, corre baldanzoso ad avvisare gli altri...  più ci avviciniamo e più bambini vengono a salutarci.. sorridenti, sporchissimi, festanti... infiniti "Ciao" risuonano nell'aria... melodia celestiale... scendiamo.. tutti ci corrono incontro... chi abbraccia l'adulto a chi è più affezionato, chi batte cinque a tutti, chi sorride e, timidamente, aspetta un po' più in disparte... sanno che siamo giunti per loro... loro ci aspettavano... come non pensare all'insegnamento sapiente della volpe al piccolo principe?..
Appena siamo stati salutati tutti, Gina, una ragazza Rom, si stacca dal gruppo e torna, con il suo nugolo di bambine e bambini, all'interno del campo. Gina è la ragazzina che vuole sempre distribuire i colori agli altri, decisa e un po' permalosa, vuole gestire il tutto e anche un po' gestirci... torna correndo dal campo, sempre con la propria scorta o il proprio seguito... ha una busta di plastica gialla in mano.. corre da Giorgia e le dice: "Ecco le tue scarpe che hai lasciato qui ieri!"... il tono è perentorio; la busta viene porta a Giorgia che, imbarazzata, prende il sacchetto con le sue scarpe... tra noi gagè, noi volontari, noi cristiani c'è un silenzio abbracciato da stupore: Gina è scalza, i piedi, sicuramente callosi, sono neri.. l'abbiamo sempre vista correre sul cemento, tra i vetri di bottiglie rotte, nel fango, tra la polvere... è scalza... chissà se ha mai avuto un paio di scarpe... è scalza e nella sua profonda umanità e gratitudine, ha conservato gelosamente il paio di scarpe di Giorgia per ridargliele... dal sorriso e dagli occhi splendenti che ha, non credo che abbia mai pensato di tenersi quel bene prezioso per sé: erano di una sua amica, di chi viene a giocare con lei e tutti i suoi amici ed amiche.
Gina, ragazzina Rom scalza, restituisce le scarpe...

Ci guardiamo... i nostri occhi sono lucidi, meravigliati, entusiasti, stupiti, contenti... Gina ci ha insegnato la dignità, la gratitudine, il rispetto, la legalità, il valore dell'amicizia, l'umanità, la ricchezza del Regno di Dio... "I Poveri li avrete sempre con voi"... coloro che non accumulano, non tengono... disperdono, donano... rendono bello, vero giusto e luminoso il nostro mondo... meno male che ci sono loro, così potremo essere salvati.... Grazie Gina, donna tanto libera da non essere attaccata a nulla...  Gina, maestra, giudice e salvatrice del nostro vivere, del nostro donare, del nostro credere, del nostro sperare, del nostro amare.

A SCUOLA DAI ROM 1

ALEX, un ragazzo Rom di tredici anni
Alex è un ragazzo Rom di tredici anni; vive nel posto peggiore che mi sia capitato di frequentare, un campo
Rom in mezzo al nulla della ‘terra dei fuochi’, con una ditta di gas naturale di fronte... e il gas di notte pervade l'aria… già qualche bambino è stato portato all'ospedale per asfissia...
È sempre sorridente anche se gli occhi tradiscono vulnerabilità e ferite...
è un ragazzino, come tanti della sua età, pieno di energia... corre sempre, avanti e indietro quando si passeggia... gli piace anche prendersi cura dei più piccoli, farli giocare o aiutarci se abbiamo qualche problema anche solo di comunicazione con i piccoli del campo Rom.
Con altri tre amici, Denis, Tony e Scina, l'ho coinvolto in un laboratorio di pittura durante il 6° Simposio Internazionale d'Arte di Scampia...
Sorridenti sono giunti pieni d'aspettative, curiosi, felici di uscire dal campo per incontrare coetanei... nuovi
amici da scoprire, da rincontrare...
Vengono invitati a porsi davanti ad una grande tela 4x2 m... sono spaventati... "Che dobbiamo fare? Non abbiamo mai disegnato con i pennelli! Non siamo capaci!"
Li tranquillizzo... anche il pittore, un ragazzo senegalese di 26 anni, Mame Demba Beye, si avvicina e spiega
loro cosa debbano fare...
Per semplificare dico loro: "Disegnate ciò che volete, quello che desiderate di più!"
Alex, con il suo timido sorriso, disegna... una SCUOLA; non c'è urlo o gemito più profondo, non ci può essere denuncia più grande e più efficace: SCUOLA scritto in caratteri di un luminoso blu cobalto in un edificio marrone, colore delle loro baracche, colore della terra da cui sboccia la vita...
L’Arte libera il desiderio, esprime l’inesprimibile, permette a ciascuno di dirsi, raccontarsi, di condividere...
non ci sono filtri quando ci si concede di lasciar sgorgare il mondo interiore...
SCUOLA una parola che può cambiare le vite e aprire orizzonti inediti...
SCUOLA un mondo sconosciuto che come società civile non siamo stati in grado di aprire per più di un centinaio di bambini e bambine di Giugliano...
SCUOLA il sogno colorato di un ragazzo Rom di 13 anni…
SCUOLA la recondita aspirazione di un Rom, consegnata senza mezzi termini a un semplice fratello delle
SCUOLE cristiane...
SCUOLA, quale gusto ha per lui? Forse ha il suono e il calore della terra promessa... i colori e la vitalità dell’Isola che non c’è...
SCUOLA: casa della cittadinanza, incubatrice di legalità, spazio di educazione e di cultura, germinatrice di
liberazione, porta spalancata su mondi sconosciuti, ordito di fraternità e d'inclusione, portatrice di vita!
"QUESTO ISTITUTO È DI GRANDISSIMA NECESSITÀ!"
Alex c'è... noi dove siamo?


Chiesa: clinica privata o Ospedale da campo?

I pensieri sparsi dei giovani romani hanno prodotto questo commento da parte di una sacerdote della diocesi di Napoli:
"e sempre nello stile "andiamo allo zoo"?????" 
Provo profonda tristezza per uomini di chiesa così limitati e miopi, UOMINI DI CHIESA CHE NON ENTRANO E NON VOGLIONO ENTRARE MAI NEI CAMPI ROM, preferendo la comodità di uffici ad orario, uomini di chiesa chiusi in sacrestie olezzanti, ripiegati in riti sterili e vuoti.... che non annunciano, ma ripetono formule e non hanno la Gioia del Vangelo... uomini di chiesa che giudicano e che non ascoltano, a cui sembrano sconosciute le parole compassione misericordia... uomini di chiesa che amano lanciare proclami e dogmi... uomini ritti e non inginocchiati, uomini di una chiesa che è clinica privata e non "ospedale da campo"... uomini di una chiesa autoreferenziale, unici tenutari che vogliono gestire da soli il Sacro e la Rivelazione, trattenere e legare la PAROLA, che sceglgono gesti per cui la tradizione è ripetizione e non novità... che traggono fuori dal tesoro solo cose vecchie... alla chiesa gestita da questi uomini non posso e non voglio appartenere... mai!
DIO è Gesù... e non viceversa! 


«Gesù si è deliberatamente “svuotato” per gli altri, e ha cercato le persone e i luoghi più poveri. Si è stabilito lontano dal centro comodo perché è lì che si possono incontrare gli emarginati ed i privati di ogni cosa. Avendoli incontrati, si è messo al loro servizio…

Andare dal centro verso la periferia, cambiare una posizione di autorità e di controllo con una di livello più basso e di servizio, è contribuire alla riorganizzazione del mondo e alla ristrutturazione delle relazioni. In questo mondo il primo diventa ultimo, il padrone servo e il professore alunno. E in questo momento, in questo movimento, la persona che era disprezzata e privata dei diritti è innalzata e restituita alla dignità e il regno di Dio avanza.» Gittins Antony J., “A presence that disturbs: a call to go radical discipleship, Liguori/Triumph, Missouri 2003, p. 162


Stare insieme agli amici e amiche Rom di Giugliano

Landa di ululati solitari... immondizia sparsa che sembra far parte del paesaggio da millenni... una voragine acquitrinosa che devi superare... non è un videogioco apocalittico, è l'entrata al campo Rom di Giugliano... il nostro camper avanza traballante e dal nulla appaiono loro, i bimbi e le bimbe, con i loro vestiti, sporchi, enormi, appariscenti, bucati... si fanno intorno al camper e fanno festa... sono felici di vederci, di averci con loro.
Sono i sorrisi, che come lampi ti colpiscono e ti accolgono, ti avvolgono appena scendi e tutto il contorno, scompare.

Qualcuno ha sempre l'avvertenza di chiamare gli altri, quelli che non sono sulla strada a giocare.. e vengono scalzi o calzati, di corsa, sempre più numerosi... "Cerchio!" è la parola magica che essi stessi urlano, dicono e la figura geometrica si realizza in un... battibaleno; cerchio spazio d'incontro e del canto, spazio del contatto mano nella mano... tutti uguali, tutti allegri, tutti amici... ogni canto inebria l'aria e i cuori... non importa se i gesti non sono precisi... se le parole non tutti le sanno a memoria... la gioia s'impossessa... balla con noi... c'è una grande leggerezza... tangibile... si salta insieme, s'improvvisa un trenino, ci si rincorre.... appare un pallone... i più grandi approfittano per un incontro, per sfidare la proprie prestanza, l'energia, i muscoli... tutta questa competizione fisica intesse amicizia, relazioni, non sfida... un modo per conoscersi, scoprirsi uguali... le ragazze tessono reti di confidenza, con le parole, le confidenze, domande più intime, sguardi e confronti delicati... i bambini e le bambine saltano ovunque e corrono per avere il proprio foglio da colorare, il pennarello giusto... quel colore che piace tanto... e tutto si riesce a trasformare grazie alla volontà e alla audacia dei piccoli Rom in una sedia, un banco per.. realizzare il proprio capolavoro.

7 VIAGGIO A SCAMPIA.. riflessioni sparse.


Pensieri sparsi.... dei giovani pellegrini!

Non si può stare lontani da Scampia... il problema sono i mesi che bisogna aspettare prima di tornarci: sono un'attesa infinita ma bellissima, come quando da piccoli si aspetta  Babbo Natale per i regali.

Una cosa che mi ha colpito dei bambini del campo Rom è quando ce ne stavamo  andando via e tutte le bambine mi hanno salutato e abbracciato come poche persone avevano fatto e si vedeva che quei gesti erano spontanei e pieni d'amore.

I ragazzi di CasArcobaleno sono particolarissimi, sono estremi in tutto: nel trasmettere emozioni, nel parlare, nel giocare però è questo che li rende così speciali.

Trovare tanto amore e tanta felicità in un quartiere comunque sia, malfamato, può essere un qualcosa di talmente appagante che neanche tutto l'oro del mondo può raggiungere.

Mi trovo tra queste mura colorate e respiro aria di fratellanza e di condivisione... venire a Scampia è qualcosa che arriva nello stomaco, simile a quando t'innamori, farfalle che volano nello stomaco, immagini tristi e sorrisi si riflettono ripetutamente nella mia mente.

Ho visto la realtà sotto un diverso punto di vista, ho capito che nulla deve esser dato per scontato e che la felicità si trova specialmente nelle piccole cose.

Qualcosa è realmente cambiato in me... non so cosa, né perché... ho dovuto passare oltre il mio pregiudizio: fare qualcuno felice è come esser tu stesso felice.

Al Campo Rom l'ambiente è sporco, puzza, ma non c'è niente di meglio che vedere il sorriso di un bambino che ti ringrazia di aver giocato con lui.

Prima di Scampia non avrei mai immaginato di guardare gli zingari come amici con cui uscire e divertirsi.

Ho paura che l'aiuto che ho dato non sia stato abbastanza e sia stato solo passeggero, mentre ciò che ho imparato da questi ragazzi mi accompagnerà per tutta la vita.

Tutto a CasArcobaleno ha senso!

Le emozioni provate in questi giorni sono state troppo forti per esser descritte e se qualcuno me le chiedesse, potrei solo rispondere: "Prendi il treno... vedile, vivile!"

Questa bambina Rom con cui sono stata per due pomeriggi insieme è stata in grado di farmi cambiare idea su tante cose e mi ha fatto capire veramente quanto sia stata fortunata ad esser nata in una famiglia come la mia ed è stato solo grazie a questa esperienza che sono potuta crescere e maturare.

Io ho trovato leggerezza nei bambini Rom.

Penso che 4 giorni a Scampia possano cambiare la vita, anche  radicalmente, ti possano curare le ferite che hai dentro, ti possano accendere un fuoco che non si spegne più. Grazie Scampia!

GRAZIE AD ALESSANDRA, ALESSANDRA, ALESSANDRO, ALICE, ANDREA, ANGELA, ARIANNA, EDOARDO, GIULIA, GIULIA, LUDOVICO, LUCREZIA, MARIO, MICHELA, ORTENSIA, PAOLO, PIETRO, VITTORIA.



un invito eccezzionale

Un 'esperienza unica nel suo genere...musicoterapia tra i templi di Paestum... immergersi e lasciarsi trasportare dal ritmo dell'armonia... venerdì 30 ,maggio dalle 16 alle 19.