Un Natale benedetto, con la comunità dei Fratelli a Scampia

Dopo tre visite di poche ore per conoscere CasArcobaleno e la comunità dei Fratelli, con i gruppi del CIL degli ultimi due anni, ho capito che c'era un solo modo per comprendere meglio questa esperienza diversa di vita e missione lasalliana, ed era "essere lì" direttamente, per vivere, farmi coinvolgere e imparare dalla comunità. Perciò mi son proposto di andare a vivere con i Fratelli Enrico, Raffaele e Bruno per 2 settimane del tempo di Natale, a Scampia. Sono immensamente grato a loro per l’affetto e accoglienza fraterna durante quei giorni, insieme a Carmela (socia della cooperativa lasalliana “Occhi Aperti” che momentaneamente abita  con la comunità dei Fratelli), e a Diletta, terapista occupazionale che lavora a CasArcobaleno e Ludovica, volontaria in Servizio Civile, che spesso condividono, oltre allo spazio, anche la missione e le inquietudini della comunità e della scuola CasArcobaleno.
In poche parole, è stata una benedizione e una nuova lezione di fratellanza, semplicità e lavoro; una specie di ritiro, di silenzio accogliente e diverso, nel quotidiano della Comunità dei Fratelli.
SCAMPIA è -dicono- il quartiere più difficile, il "settore malavita" napoletano, fino a poco fa estremamente complicato. pericoloso e stigmatizzato, al quale ancor'oggi molti napoletani non vogliono affacciarsi per paura di "fare un brutto incontro" e che perciò giudicano senza conoscerlo. Con tanti problemi ancora da risolvere, duramente colpito dal "potere" corrotto e violento della mafia in molti aspetti e in molte persone, dall'"affare" della droga e il suo abbondante denaro facile, Scampia è allo stesso tempo territorio di contrasti dove tanti dei suoi quasi 80.000 abitanti, perlopiù di condizione modesta, vivono, lavorano e cercano vie diverse e oneste per le loro famiglie e per le nuove generazioni napoletane. Un terreno dove, tra la zizzania, cresce anche il buon seme: il buon grano per un futuro pane.
In quel contesto un piccolo gruppo di Fratelli, 2 italiani e 2 stranieri, nel 2007 hanno deciso di accettare la sfida di andare a Scampia e iniziare lì un itinerario di vita spirituale, comunitaria e di missione, inseriti nella realtà del quartiere, cercando nuove vie di risposta, in fedeltà al carisma lasalliano, ai bisogni più urgenti...
Là, con loro, ho vissuto questo Natale 2014. Sono andato a condividere la loro quotidianità: 1) la preghiera del mattino e della sera, nella cappellina semplice ma affettivamente curata; 2) la celebrazione eucaristica nella vicina chiesa dei Padre Gesuiti; 3) la collaborazione fraterna e solidale nelle "faccende domestiche": un appartamento nel 10º piano di un condominio del quartiere; 4) la presenza e l'accompagnamento dei fr. Enrico e Bruno agli studenti di CasArcobaleno, del programma Io valgo,"scuola della seconda opportunità": alternativa educativa che i Fratelli e una rosa di altri educatori riuniti in una Cooperativa “Occhi Aperti” (nome nato dopo il 44° Capitolo Genrale dal Vangelo dei discepoli di Emmaus) offrono a un gruppo di 16 ragazzi e ragazze adolescenti (13-17 anni) allontanati dalla scuola media per diverse difficoltà, affinché riescano a superarle, a dare un nuovo indirizzo alla lora vita, a trovare forse un posto nella scuola superiore o nel mondo del lavoro; con questi giovani ho condiviso diversi momenti della prima settimana, momenti di giochi collettivi e di creatività, e una lezione per presentare loro il meglio della Colombia; e 5) la presenza e l’ “essere compagnia”, molto rapida nel mio caso, al campo di Giugliano dove mi sono recato (uno dei due campi Rom), una volta con fr. Enrico, Ludovica e Diletta, e un'altra con fr.Raffaele, che totalmente è dedito ai Rom. Con un camper-scuola, fr. Raffaele tenta di avvicinare la scuola ai bambini, ma  molto del suo tempo lo spende nella ricerca di soluzioni alle loro necessità elementari: vestiti, medicine, cibo, alloggio, e un altro terreno dove stabilirsi in condizioni più dignitose.
Oltre alla vita della comunità, mi ha molto arricchito conoscere l'attuale esperienza di fraternità e comunione tra i Fratelli e le Suore della Providenza (queste, presenti dal 1989, oggi dedite ai bambini nel "Giardino dai Mille Colori"). Insieme ai loro benefattori e collaboratori, e ai bambini e alle loro famiglie, abbiamo ringraziato il Signore celebrando il 13 dicembre i primi 25 anni della presenza delle Suore a Scampia. Nel contesto del quartiere, la loro presenza e il loro lavoro è testimonianza di vita religiosa diversa, che si manifesta in amicizia, gioia, fratellanza, collaborazione e cura reciproche e con le persone che li circondano, nel programmare insieme le attività della missione, negli incontri per pregare insieme, nei pasti condivisi più volte alla settimana. Una comunità che si allarga ad abbracciare in speciali rincorrenze anche la comunità dei Padri Gesuiti e con religiose e di altri religiosi con i quali in questi anni si sono stretti dei vincoli fraterni. Tutti insieme puntano alla ricostruzione del tessuto sociale vivendo in mezzo al popolo, creando vincoli di fratellanza e collaborazione, cercando soluzioni concrete alle difficoltà e lavorando uniti, ognuno secondo il proprio carisma, a servizio di tutti, specialmente dei poveri: bambini, giovani, donne, famiglie, carcerati, ecc., e a difesa dei diritti dei più vulnerabili e sempre ultimi. A Scampia, oggi, gli ultimi sono le famiglie Rom: per molti anni ai margini della società, esclusi da tutto, senza sanità, senza tetto, senza cibo e senza riparo dignitosi; senza neppure il diritto alla cittadinanza; ripudiati, respinti, perseguitati, e inoltre sfruttati economicamente e politicamente.
Vivendo questi giorni di Natale con i Fratelli e le Suore a Scampia, ho rinnovato il senso della mia preghiera personale e comunitaria partendo dalla semplicità e chiarezza della Parola; il valore del lavoro solidale e dei gesti affettuosi nella costruzione della comunità, e la visione del lavoro e la preoccupazione comuni in funzione del miglioramento delle condizioni di vita dei nostri fratelli più bisognosi. Ho rinnovato anche il valore della nostra testimonianza ecclesiale da consacrati laici accanto ai poveri, il dono oltre ogni valutazione di tanti volontari lasalliani e non lasalliani di tutto il mondo che hanno deciso di sostenere il progetto e offrire il loro contributo, le loro idee, la loro formazione, le loro esperienze, il loro tempo e la loro vita, e condividendoli con tutta la comunità di CasArcobaleno; ho pure rinnovato il mio ringraziamento per il regalo che ci fa il Signore nei nostri partners e associati lasalliani di ogni specie che Egli continua a chiamare ed appassionare alla Missione Educativa Lasalliana, e che contimnueranno a sostenerci, ad evangelizzarci, a pregare per noi e a sostenere con noi la missione dell' Istituto, per la Chiesa e il mondo.
Che questa esperienza di Comunità e Vangelo possa arricchirsi e proseguire; diventi migliore, si trasformi, si diversifichi e si moltiplichi per il bene della Chiesa e di quel mondo (con tante e diverse Scampie dappertutto), in cui il Signore continua la sua chiamata a vivere e a rispondere "insieme e per associazione" alle necessità educative, innanzitutto dei poveri.
A tutti, un Anno 2015 con tante benedizioni da Dio, con delle grossi opportunità di costruire felicità e una raccolta di ottimi frutti nei progetti abbracciati.

             Fr. Josè Ricardo Moreno R.

Natale con i tuoi

Le famiglie si ritrovano per Natale, ci si unisce anche solo per un pranzo... così è successo anche a noi, Comunità Lasalliana di Scampia: sono venuti a vivere un momento natalizio, le nostre "sorelle e fratelli" con le proprie famiglie a trovarci...Andrea con Solveig, Emanuele e Elena; Marina con Piero e Stefano, Alessandra e Riccardo e... Annalisa con Francesco e Riccardo non ci hanno potuti raggiungere bloccati dalla macchina che si è rotta in viaggio... questi Associati e no del "Collegio San Giuseppe - Istituto De Merode" sono venuti perché CasArcobaleno è casa loro, è nei loro cuori, la sentono parte del proprio orizzonte umano, spirituale e lasalliano...E' stato un ritrovarsi, sotto il nostro tetto ancora "in riparazione" e tra le mura colorate che echeggiano delle parole napoletane dei nostri mostri.Hanno voluto portare a Scampia i loro "tesori": mogli e mariti, figli e figlia; hanno desiderato condividere l'esperienza lasalliana di stare e lavorare con e per i Poveri; hanno scelto di connettere in profondità la loro vita con il loro "credo" e la loro scelta dei Poveri.E' scegliere un pezzo di Betlemme... è portare i loro cari dove "non c'è posto", tra coloro che non hanno posto a volte... forse hanno voluto anche spiegare, facendo toccare con mano... o quasi, perché è mancato l'incontro con i ragazzi e le ragazze che vivono lo spazio educativo lasalliano... e che sono i "nostri tesori" e la nostra vera ricchezza.Ci siamo incontrati all'eucarestia domenicale, alla S. Maria della Speranza dei p. Gesuiti sj, che dona sempre la possibilità a tutti di vivere la comunità che vive la fede nella propria quotidianità, di sentir la Parola di Vita che tocca e converte il cuore, di spezzare il pane e condividere il vino per e con il Povero.
Il pranzo lo viviamo con le nostre sorelle della Provvidenza e anche con alcuni soci della cooperativa Occhi Aperti, che rimangono sempre colpiti da come altri laici vivano il carisma e la missione lasalliana... sono, accanto a noi, i migliori testimoni della vocazione lasalliana.
Scampia, durante il pellegrinaggio che compiamo con chi ci viene a trovare, ha fatto il suo effetto: Emanuele, 11 anni, passeggiando per il quartiere ha ammesso: "Certo che non è proprio il massimo dello splendore!", ma avrà imparato dal suo papà che questo "non splendore" è ricco di Presenza e di significato!
Il nostro Natale è stato allargato anche dalla presenza di Fratel José Ricardo Moreno, dello staff del CIL, che con molta semplicità ha condiviso la nostra vita per 15 giorni donandosi con gioia e scoprendo come alleviarci la fatica quotidiana...sempre con il suo sorriso e le note che uscivano dalla sua chitarra.
Sono stato al campo Rom e ho ricevuto da una famiglia un regalo... un bambino mi ha chiesto perché non gli abbia fatto un biglietto di auguri per Natale... l'affermazione è stata una spada!
La sera del 24 abbiamo accolto a CasArcobaleno, i Fratelli Maristi della comunità di Giugliano insieme, naturalmente, con le nostre sorelle.
Momento di preghiera per "fare posto", cena semplice in allegria e... tombola per allietare l'attesa della messa di mezzanotte... alla Stazione con p Alex Zanotelli mccj e altri gruppi campani impegnati con i senza fissa dimora, i Rom, l'acqua...
È un immergersi in un'umanità che tiene i piedi per terra e le mani sporche, che non si tira indietro, che c'è e fa posto... a coloro che stanno ai margini... un gruppo di giovani Scout da Caserta, giunto in leggero ritardo, avevano lo sguardo anelante di cogliere... i "primi vagiti" del Bambino che nasceva in una stazione fredda... un uomo nordafricano ha condiviso i sui 18 anni lontano da casa, la perdita del lavoro da un giorno all'altro... le tante difficoltà incontrate e la nostalgia da casa... si spero che il 2015 segni l'apertura di un centro per i senza fissa dimora presso l'Albergo dei Poveri di piazza Carlo III... ho incontrato e guardato negli occhi due giovani del Mali appena giunti e che non sapevano dove andare a dormire... abbiamo dato coperte, qualche cosa da mangiare... ma rode nel mio cuore di uomo e di cristiano consacrato l'aver fatto poco e niente se non tradurre in francese e offrire un abbraccio fraterno, per coloro per cui oggi, 24 dicembre 2014, ancora "non c'è posto"...
Non è un "Natale con i miei"... malgrado abbia ricevuto tanto e tanti abbiamo desiderato festeggiare Natale con me... non merito tutto ciò... ma ci sono ancora "miei" per i quali non faccio posto, non facciamo posto... quando sarà allora Natale?

 Tranne i poveri pastori, nessuno penso' al divino Bambino;  sembrava perfino che Dio stesso non volesse che i ricchi  e i grandi gli si avvicinassero.
Infatti lAngelo,  che annunzio'  la sua venuta, diede ai pastori solo poche informazioni perche' potessero riconoscerlo, a cominciare dallambiente povero e misero dove lo trovarono, ambiente persino repellente per chi ama i luoghi splendidi.
                            San Jean Baptiste de La Salle

MURI


ci sono stato davanti... ho pregato innanzi ad esso... ne ho sentito il peso e la violenza... il sopruso e l'ingiustizia... E' un muro che separa, che chiude, che divide... E' un muro che mette fratello contro fratello... ti senti piccolo davanti ad esso, inerme, debole... quasi schiacciato... e senti i muri che tu stesso costruisci, le categorie in cui rinchiudi gli altri, le meschinita' che ti mummificano in un muro di separazione... senti il muro che a Scampia, casa mia, allontana i bambini e i giovani dalle scuola e dall'educazione, dalla legalita'... non puo' esser solo colpa loro... I MURI CHE IL SISTEMA camorra CSOTRUISCE CON VIOLENZA E PAURA... I MURI CHE QUI TENGONO LE DONNE IN UN SERRAGLIO.... I MURI DELLA PAROLA NON DATA, nON CONQUISTATA, non detta.... i muri del potere e della corruzione. del sopruso... i muri costruiti ad hoc attorno alle diversita' razziali, sessuali, religiose, culturali... i muri che la stessa chiesa... ma per fortuna c'e' chi li mina dall'interno, il vescovo di roma francesco... ha costruito per "DIFENDERSI"...
e di fronte a questo spazio diviso, in cui sembra che tutti debbano mettersi al sicuro per paura dell'altro... DIO, avvolto nel silenzio per secoli, abbatte, con la Parola fatta carne: un bambino che giace in una mangiatoia, ogni muro, ogni divisione... quella TRA VITA E MORTE, TRA RELIGIOSO E LAICO, TRA BUONO E CATTIVO, tra giusto e sbagliato, tra puro e impuro... e'la sua vocazione: unire cio' che e' separato, pacificare i fratelli in lotta, riunire i dispersi, far incontrare le diversita' create da Dio... e questo avviene anche in me, in te... allora e' natale... auguri
                                      tuo fratello enrico

ti lascio questa preghiera... leggermente trasformata..
dalla lettera agli efesini... come preghiera
ora in cristo gesu'
noi che un tempo eravamo lontani,
siamo diventati vicini,
grazie al sangue di Cristo.
Egli infatti e' la nostra pace,
colui che di due ha fatto una cosa sola,
abbattendo il muro di separazione che ci divideva,
coe' l'inimicizia, per mezzo della sua carne.
Cosi' egli ha abolito la Legge,
fatta di prescrizioni e di decreti,
per creare in se stesso, dei due,
un solo uomo nuovo,
facendo la pace,
e per riconciliare tutti e due
con Dio in un solo corpo,
per mezzo della croce,
eliminando in se stesso l'inimicizia.
Egli e' venuto ad annunciare pace
a noi che eravamo lontani,
e pace a coloro che erano vicini.
Per mezzo di lui infatti
possiamo presentarci,
gli uni e gli altri,
al Padre in un solo Spirito.



teatro, passeggiate, cacce fotografiche e premio Nobel

È stata una settimana di scuola vivace e inattesa...
E' stata una settimana intensa...
Shakespeare ci ha invitati martedì a conoscerlo con la sua eterna tragedia dell'amore: "Giulietta e Romeo da una buona idea di W. Shakesperare" è stata una rappresentazione napoletana, calata nei quartieri con Capuleti e Montecchi trasformati in due famiglie di Camorra... e i "mostri" si sono lasciati abbastanza avvincere da questa narra-azione declamata in napoletano... il teatro, esperienza nuova, se si escludono le recite scolastiche specialmente della primaria di cui erano stati attori, per tutti; purtroppo l'Auditorium municipale non offre l'idea dell'architettura teatrale, né del pathos che contraddistingue la casa di Melpomene... ma ci sono stati, chi più avvinto... Antonio, soprannominato Antoine per il suo estro artistico, richiamava i ragazzi di una scuola secondaria di 1° grado perché chiacchieravano durante la rappresentazione... qualcun altro si è lasciato invece coinvolgere da locali vicende amorose volendo organizzare una nuova love-story o tragedia tra una ragazza di CasArcobaleno e un ragazzo dell'ITIS, insomma rendere il testo vivo e vivace, ma non ha avuto successo né come "sensale" né come sceneggiatore... non si è vista la famosa scena del balcone, che poi abbiamo recuperato con il film "Romeo + Juliet" di Baz Luhrmann con L. Di Caprio e C. Danes, che riscuote sempre grande successo da noi... e il miracolo più grande è l'apprezzamento che il testo di Shakesperare recitato in una ambientazione moderna e cosmopolita che tutti, le ragazze in prima fila, ma anche i ragazzi, esprimono... alcune frasi finiranno sui profili di facebook... ben venga!
passeggiate... per il quartiere e al Bosco di Capodimonte... Capodimonte è una meta abbordabile vista la vicinanza, e gioiosa per la rigogliosità del parco; è sempre proficuo uscire e stare rilassati con loro, anche se non è mancato un momento di tensione... e in quelle occasioni volano parole e mani. Abbiamo favorito la conoscenza formando delle coppie che, grazie a un questionario, a modalità di doppia intervista, ha favorito la conoscenza... un pezzo di storia personale, dei sogni condivisi... è il secondo anno che proviamo questa esperienza e questa modalità che sembra funzionare... ogni tanto tentiamo con coppie un po' forzate per connettere chi sembra non volersi incontrare o conoscere... la natura aiuta, la bellezza e il sole coinvolgono... nei forziamo un po', per ora con piccoli successi... c'è anche chi desidera avvicinarci per condividere alcune proprie problematiche più personali e profonde: ricerca di confidenza sicura? Necessità di "poggiare" fardelli troppo pesanti?... non c'è risposta.. dobbiamo esserci... Signore donaci orecchi ed occhi e cuori pronti ad accogliere e conservare, cuori che si sdegnano e non si rassegnano... occhi che guardano e vedono, oltre la realtà, capaci a guardare dentro... profondamente... donaci orecchi attenti e sensibili al sussurrato, al non detto, ai gemiti gridati dagli sguardi, alle parole che sorgono silenziose dal cuore...
La fotografia li appassiona sempre: la novità di una materia così nuova e che offre grandi possibilità, l'uso di un'attrezzatura specifica, elettronica, ma delicata, la bravura di Fabio... qualcuno ha occhio... inquadra, vede linee, colori, luci e ombre... coglie l'attimo speciale per cui l'immagine possa aver vita oltre... del momento inatteso che esprime profondità, bellezza... e un oceano o un'esplosione d'emozioni...
Farsi fotografare per qualcuno è difficile, non solo perché desiderano apparire "splendidi" in ogni scatto, ma anche perché non a volte non sono a proprio agio con se stesa/o e lasciarsi catturare da un compagno e poi essere "fissato" è troppo disturbante.
Hanno camminato nel quartiere... qualcuno ha superato i limiti, ma altri, la maggioranza, ha colto la novità... hanno tentato di guardare gli altri e il mondo, fin troppo conosciuto, tramite l'obiettivo, che può trasfigurare tutto, anche ciascuno di loro.
Si sono fotografati, c'è chi era particolarmente soddisfatto del proprio lavoro e raccontava la bellezza delle foto scattate... è un inizio di passione, un entusiasmo fugace, ma ciò gli ha permesso di esserci e starci.
Non potevamo non raccontar loro di Malala Yousaf, premio Nobel per la Pace 2014: "Avevamo sete di conoscenza perché il nostro futuro era lì, in classe. Ci sedevamo e studiavamo e imparavamo insieme... Ma quando il mondo è cambiato, anche le mie priorità sono cambiate. Avevo due opzioni. Stare zitta e aspettare di venire uccisa. O parlare e venire uccisa. Ho deciso di parlare... La mia grande speranza è che questa sia l’ultima volta che dobbiamo combattere per l’istruzione dei bambini. Chiediamo a tutti di unirsi e sostenerci nella nostra battaglia, per poter risolvere questa situazione una volta per tutte. Come ho detto, abbiamo già fatto molti passi nella giusta direzione. Ora è il momento di fare un balzo in avanti.

Cari fratelli e sorelle, il cosiddetto mondo degli adulti può anche capire queste obiezioni, noi bambini no. Perché nazioni che chiamiamo grandi sono così potenti nel provocare guerre, ma troppo deboli per la pace? Perché è così facile darci una pistola, ma così difficile darci un libro?  Perché è così facile costruire un carrarmato, ma costruire una scuola è così difficile?
Viviamo nel mondo moderno, nel ventunesimo secolo, e crediamo che nulla è impossibile. Possiamo raggiungere la luna, forse a breve atterreremo su Marte. Per questo, in questo ventunesimo secolo, dobbiamo essere determinati a far realizzare il nostro sogno di un’istruzione di qualità. Realizziamo uguaglianza, giustizia e pace per tutti. Non solo i politici e i leader del mondo, ma tutti dobbiamo fare la nostra parte. Io. Voi. È nostro dovere.
Dobbiamo metterci al lavoro, non aspettare. Chiedo ai ragazzi come me di alzare la testa, in tutto il mondo. Cari fratelli e sorelle, diventiamo la prima generazione a decidere di essere l’ultima: classi vuote, infanzie perdute, potenziale perduto, facciamo in modo che queste cose finiscano con noi.
Che sia l’ultima volta che un bambino o una bambina spendono la loro infanzia in una fabbrica.
Che sia l’ultima volta che una bambina è costretta a sposarsi.
Che sia l’ultima volta che un bambino innocente muore in guerra.
Che sia l’ultima volta che una classe resta vuota.
Che sia l’ultima volta che a una bambina viene detto che l’istruzione è un crimine, non un diritto.
Che sia l’ultima volta che un bambino non può andare a scuola.
Diamo inizio a questa fine. Che finisca con noi. Costruiamo un futuro migliore proprio qui, proprio ora".
. (Discorso di Malala per il Premio Nobel)
Raccontare la storia di Malala è stato come aprire un orizzonte troppo vasto... marziano... c'è chi ha detto a voce alta che mai avrebbe lottato per andare a scuola, tanto meno rischiare la vita, chi ha vissuto il tutto con disagio, chi non avrà seguito, ma anche chi avrà accolto la storia e le parole di questa ragazza diciassettenne gli saranno sembrate... straordinariamente insolite e capaci di porre domande... quando qualcuno di loro capirà che l'educazione è la strada per non cedere al potere e al richiamo suadente, ma mortale della Camorra?... Malala ci ha aiutati a seminare grandezze, profondità, speranze e desideri, sogni e l'importanza dell'educazione...


in margine a una passeggiata... in Veneto

Per descrivere questi tre giorni è poco quello che ho detto, ci sarebbe da dire tanto altro ancora, si ci sarebbe di dire ancora altro, di dire altro all'infinito, perché voi ci avete regalato l'infinito di bene, e noi siamo contenti di avere questo bene, e lo ricambiamo nel massimo dei modi.
Ho passato tre giorni fantastici insieme a voi, ci voleva un weekend così bello, così libero, un weekend più bello di tutti insomma, delle occasioni capitano nella vita, ma l'inizio ha tutto un altro effetto, è un emozione unica rivedervi dopo cinque mesi, cinque mesi di lontananza e ci voleva un vostro abbraccio, un vostro bacio, la vostra attenzione, le vostre risate, le mangiate insieme, le partite al bowling, andando in giro al bar, e in questi pochi giorni ho capito tanto il bene che voi volete ed il bene che noi vogliamo verso voi.
Appena vi ho rivisti ho avuto le formiche allo stomaco, quelle formiche che ho voluto avere, che ho desiderato avere, dall'emozione di vedervi, anche se non piango difficilmente, ma i miei sentimenti li trasformo in abbracci, carezze, baci e altro...
Vi ho trovati sempre belli sorridenti, allegri e con l'ansia di vederci, come noi abbiamo avuto l'ansia per vedere voi.
La mia felicità è vedere noi sempre insieme, come un quadro che ha tanto valore, noi abbiamo il valore di bene, uno sa valere anche con un minimo gesto, anche con una minima cosa che ha dentro al cuore la caccia è impara a valere e a dare il valore ad una cosa. Voi per me avete un valore così enorme che siete quasi, anzi no siete quasi, siete una famiglia, siete una famiglia di ritrovo, di conforto, di compagnia, di divertimento e una famiglia d'amore. Con le parole non non sono mai stato bravo, ma ogni tanto mi dedico a scrivere per sfogare tutto quello che ho nel cuore, scrivo delle parole che sanno di sincerità e di bene. Ci siamo sentiti come se stessimo a casa nostra, ci avete dato tutto, la massima ospitalità, ci avete dato massima fiducia e massima attenzione. Non so come ringraziarvi, ho 10000000 cose da dirvi ma l'emozione che sto provando in questo momento a scrivere questa lettere a per voi è massima, essendo molto emozionato ne riesco a dire una cosa con tanti significati. Perché ho scritto questa lettera?
Ho scritto questa lettera per voi, per farvi capire io quanto tenga a voi, quando vi voglio bene ad uno a uno, l'ho scritta perché ne avevo il bisogno di scriverla, avevo il bisogno di ringraziarvi, vi sento vicini come se state affianco a me, come se stessi parlando con voi, ho scritto questa lettera che per me è importantissima, ho scritto questa lettera per voi!
"GRAZIE A DELLE PERSONE, A DEI PROGETTI, A DEI NUOVI INCONTRI CHE TI CAMBIANO LA VITA.

RINGRAZIO: LEONARDO FLORIAN, PROF. SUSANNA ZURLO, PROF. CARMEN DALLO, LORENZA FILIPPIN, CHIARA BOCCADIFUOCO, SOPHIE SOMMADOSSI, GREYCE SOMMADOSSI, ILARIA MENEGON, MARTA SETTE.
POI RINGRAZIO ANCHE QUELLI NON PRESENTI: LAPO MAROTTA, GIOVANNI MOIANA, PAOLO CITARELLA (ROMA).
E UN RINGRAZIAMENTO OLTRE AD ALEX ED ANNA, RINGRAZIO FRATEL ENRICO DELLE OPPORTUNITA' CHE MI STA DANDO, DELLA FIDUCIA CHE HA IN ME.
SIETE TUTTI NEL MIO CUORE, A PRESTO.


08/12/2014, Napoli EMANUELE INGANGI.

in margine a un viaggio a Paderno del Grappa..

Quando i sogni hanno gia' radici, ma non ancora spazi in cui esser seminati... cosa bisogna fare?

"Ah, siete una scuola", chiese infine la cameriera nella speranza di comprendere questo gruppo così eterogeneo e troppo affettuoso, mentre cercava di raggruppare le nostre ordinazioni, caotiche e con molte varianti per allergie o gusti diversi, così da poter portare a termine il proprio lavoro e... scappare!
"Almeno due scuole, Paderno e Scampia" specificai.
"Più una famiglia che una scuola!" aggiunse Susanna.
Sì, per questi tre giorni siamo stati più una famiglia, ovvero uno spazio colmo di affetto, di cura, di relazioni che vanno approfondendosi... pranzi preparati con gioiosa attenzione... momenti di attesa brevi, ma dal sapore interminabile... amiche che ci vengono a trovare da Milano: Camilla, Laberga e Q... un anticipo di feste natalizie... affetto traboccante, sempre vero e pungente... famiglia no.ì'èn di sangue, famiglia non solo o sempre di fede, Alex è mussulmano... famiglia aperta... famiglia esigente... famiglia che ha sentito la mancanza di alcuni assenti,.. Lapo, Paolo, Giovanni... casa Sommadossi, trasformata a casa per tutti... Grace adottata contro la sua volontà...
E' stata una vacanza, è vero, ma maggiormente è stato un incontrarsi per scoprire che non è vero che "lontano dagli occhi, lontano dal cuore"... tutti abbiamo toccato con mano che i fili intessuti a gennaio e luglio, si erano irrobustiti, inspessiti, ma pronti ad esser immessi in un nuovo ordito... per un arazzo più grande.
L'inquietudine spregiudicata che mi alberga è la seguente: cosa devo, dobbiamo fare perché la verità, la profondità e la fede di questi vissuti, di ciò che i giovani vivono a Scampia nelle esperienze di volontariato e che si portano via, ma che non riescono ad innescare nei propri ambienti di vita, di ciò che tanti Lasalliani stanno testimoniando e trasmettendo non si perda in progetti di vita ripetitivi e "stantii" che sostengono una società individualista, del potere e del denaro, del successo e del prestigio, valori nei quali non crediamo: la società dell'individuo e non della comunità, la società del profitto e non della solidarietà, la società dell'accumulo e non della condivisione, la società dei discorsi e non della Parola, dell'apparire e non della verità.
Penso alle ragazze e ai ragazzi con cui sono stato troppo poco tempo in questi giorni... li ho guardati e ho cercato di ascoltarli e di leggerli, soprattutto li ho visti tradurre in gesti quotidiani i desideri profondi dei loro cuori, li ho visti scrivere, non nella sabbia, ma nella vita pericopi evangeliche; li ho osservati mentre si lasciavano prendere dalla gioia del poter donare gratuitamente per ricevere, senza desiderarlo, gratuitamente.
Come tutto questo può entrare come valore e innovazione nel Progetto Educativo Lasalliano? Come ci impegniamo affinché tutto ciò plasmi le comunità educanti, i collegi docenti, il consiglio di direzione? Come le nostre prassi pedagogiche e le nostre didattiche possono formarsi attorno a queste narrazioni vitali, a queste "Buone Notizie" e tutto ciò come può trasformare le relazioni educative, le lezioni, la disciplina...?

Quali progetti vocazionali lasalliani siamo decisi a tradurre in vita perché siano reali possibilità per chi si sente chiamato da Dio a incarnare i sogni del Regno, a vivere una fraternità più ampia, a continuare ciò che si è radicato nel proprio cuore e a seguire le inquietudini per un mondo nuovo, migliore e più umano?

IO VALGO... first impression








Volti e nomi, sguardi e sorrisi, curiosità e stupore, desiderio e... sono questi i nostri nuovi allievi ed allieve di IO VALGO: Mattia, Roberta, Concetta, Antonio, Lorenzo, Giovanni, Maikol (si firma così, ma si chiama Mario), Francesco, Marco, Antonio, Giuseppe, Maria, Sabrina, Antonio, Morena e da martedì anche Raffaella.
Qualcuno si muove già con disinvoltura a CasArcobaleno: entra, saluta, gioca, segue le lezioni... chi ti sfida a ping pong e vuole giocare con uno di noi e chi vuole la giusta distanza e non vuole abbassare la guardia... qualcun'altro ci osserva con un sguardo attonito, le labbra leggermente aperte, sembra che si stia chiedendo se siamo veri professori e se può trovare qui il suo spazio; uno ci vuole colpire con il suo talento artistico. mentre un altro desidera coccole e attenzione... c'è chi ha l'aria più intellettuale; il comico del gruppo che imita il mio accento nordico per conquistare gli amici; le ragazze cercano la presenza delle compagne, si appartano sempre un po' di più... ma interagiscono con noi... c'è in tutti l'ansia di novità e, forse, di pace... di liberazione e riconciliazione con se stessi... di verità!
Le storie sono diverse e simili... anni di scuola infruttuosi... difficoltà e fastidio... professori che fanno odiare se stessi e le materie che insegnano... "Batterei la professoressa di matematica ogni giorno!" e chi ricorda qualche altra insegnante con riconoscenza... madri che accusano la scuola d'insensibilità e di vendetta, a discapito dei propri figli o figlie... molte famiglie, malgrado non poca prole, non sembrano aver avuto alcuna esperienza positiva del "mondo scuola" e di non esser mai riuscite ad entrare in dialogo con esso... ci sono famiglie che si affidano a noi per quel figlio o questa figlia così problematici... sono persone semplici e sembrano pregarti con gli occhi per un aiuto efficace... altre navigano in acque conosciute e sembrano volerli solo parcheggiare, per non avere altri problemi... chi descrive il proprio figlio come un "angioletto incompreso" e chi lo definisce come uno "stupido", rigorosamente davanti al ragazzo che cerca di difendersi dall'eccessivo "ammore materno" (le due mm sono necessarie in questo caso)... ci sono padri in carcere o padri assenti, che se ne sono andati... e qualche papà che si è fermato a giocare un po' a pingpong da noi... madri troppo ingombranti o immerse in altro e anche chi ha offerto la propria disponibilità per dare una mano... con vera gratitudine... genitori che non hanno mai superato o affrontato il mitico "esame di terza media"... a questo punto lo sguardo, di solito, si abbassa con vergogna e con un grande senso di colpa... sembrano volersi accollare, giustamente o meno, l'insuccesso odierno... si percepisce il peso di generazioni di "dispersi" e si stagliano le troppe inadempienze di stato e le vite misere e complicate di queste famiglie... ci sono famiglie parte del "sistema" ed altre in cui la precarietà e la povertà fanno da padrone.
Quest'anno abbiamo voluto ampliarci... abbiamo pensato a momenti di gioco, intessuti nella struttura di IO VALGO, affinché il "giocare" sia componente utile e necessaria all'essere, al crescere, all'apprendere... con Donatella, la nostra pedagogista, abbiamo messo a fuoco i "traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo grado" e "le competenze di cittadinanza" affinché siano i nostri comuni obiettivi lasciandoci ispirare dal "curriculo verticale" pensato dal M.I.U.R.... martedì, se tutto va bene, andremo a teatro a vedere un adattamento di Romeo e Giulietta e giovedì, tempo permettendo, al Bosco di Capodimonte... ma vogliamo anche meglio integrare la ricchezza della "peer education" che i lasalliani e le lasalliane dell'Istituto Filippin, del Collegio San Giuseppe-Istituto De Merode e forse anche dell'Istituto Gonzaga, vivranno con noi... e noi con loro; ma anche valorizzare al meglio la presenza di tre studentesse della Saint Mary's University di Moraga (USA) e del gruppo SEMIL di Troyes.
Prima di ogni progetto, idea, sperimentazione, però, ci sono loro: i "mostri" di IO VALGO 2015 e già tra di noi dell'equipe, non si parla d'altro... si condividono aneddoti, osservazioni, notizie e informazioni raccolte sporadicamente, intuizioni, possibili strategie, interpretazioni... tutto per far sì che quest'anno sia per loro, un anno scolastico unico e speciale, capace di far scoprire a ciascuno le infinite possibilità e risorse umane, intellettive, creative, relazionali e spirituali che giacciono inespresse, inutilizzate... congelate... in ciascuno e ciascuna... operazioni maieutiche... azioni di libertà e di felicità... generative e costruttive... per conoscersi e riconciliarsi... per imparare ad imparare... per scoprire la risorsa della comunità e degli adulti... per camminare a testa alta... amarsi e sentirsi amati... in tutto questo non siamo soli, possiamo chiedere aiuto... "Pregate molto, se volete riuscire nel vostro ministero; esponete continuamente a Gesù Cristo le necessità dei vostri discepoli, soprattutto le difficoltà che incontrate nel dirigerli. E il Signore, vedendo che considerate lui come onnipotente e voi come semplici strumenti, non mancherà di accordarvi ciò che gli chiedete" (M 196,1 ).