auguri


“C’erano pastori in quella regione che pernottavano nei campi, facendo la guardia alle loro greggi. L’angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse…” (Lc. 2,9)

I pastori, vivendo tra le bestie, erano persone abbruttite, erano considerati come dei criminali, dei ladri; si rubavano il bestiame tra di loro, si uccidevano; erano considerati non-persone. I pastori erano perciò l’immagine dei peccatori per i quali non c’è nessuna speranza., coloro che andavano castigati da Dio, ma quando Dio nasce, li incontra e non solo non li castiga, ma li avvolge con il suo amore. (A. Maggi)

...i pastori ci hanno fatto venire in mente i nostri fratelli e le nostre sorelle di Scampia che vivono non solo d’espedienti, ma di spaccio, violenza, e… ma DIO è amore e l’unica maniera che ha Dio di relazionarsi, di comportarsi con gli uomini è quella di una comunicazione incessante di amore...




Natale a Scampia

Ho pensato in queste settimane cosa vuol dire aspettare Natale, il Signore che viene, a Scampia…

Forse a Scampia, Natale sarebbe avere tutte le strada pulite senza immondizia accumulata come montagne, i prati verdi d’erba e non ricoperti da sacchetti e cartacce…

Forse per Natale a Scampia si dovrebbero avere case non di 15 piani come enormi scatole di sardine, ma case esteticamente belle e funzionali, in cui le persone possono vivere non relegate a causa degli ascensori rotti, per relazionarsi e avere tutti i servizi necessari…

Forse Natale sarebbe una Scampia dove i bimbi sono liberi di giocare per strada e senza scuole che assomigliano più a delle carceri che a luoghi di vita e di formazione per il futuro…

Forse sarebbe Natale a Scampia se tutti avessero un lavoro onesto e pagato…

Forse Natale dovrebbe essere una Scampia dove il Sistema camorra, non controlla le vita di tutti e sottomette tutti alla legge della violenza, ma un luogo d’incontro e di vita ordinaria, non senza problemi, ma con la possibilità di sperare…

Tutti questi pensieri, ed altri, si sono accumulati in me finché non ho capito che quando Dio si fece carne, la situazione non era idilliaca, anzi era molto simile… Roma dominava nella Terra Santa e in tanti altri luoghi con violenza e supremazia… la mortalità infantile era drammatica e la non considerazione di donne e bambini era una legge non scritta… la vita media era sicuramente bassa e assai precaria… l’osservanza religiosa ostacolava la fede nel Dio della storia… eppure tutte queste cose e tutte le altre che ignoro, non hanno ostacolato Dio che ha visto in quel momento “la pienezza dei tempi”… e se fosse ancora oggi la “pienezza dei tempi” anche per Scampia?

Quando Dio nacque non fu stravolto nulla… tutto accadde nel silenzio della notte, sotto le stelle, con canti di angeli uditi solo dagli ultimi (i pastori)… e nulla sembrò cambiare… la violenza fu ancora violenza… le malattie ancora malattie, considerate condanne divine… la fame, sempre fame… ma tutto in profondità si trasformò… anche la morte…

Allora anche il nostro germogliare alla vita nella nostra piccolezza e povertà può essere segno di Natale… allora non sarà Natale se Scampia diventasse un paradiso caraibico, ma se accogliamo che sia oggi il tempo per aprire la mano, per farsi toccare il cuore, per condividere i propri beni, per credere che i poveri, gli ultimi, sono i nostri maestri, sia oggi il momento della contemplazione della Vita, sia oggi l’occasione per appassionarsi e spendersi per il nostro mondo, sia oggi la pienezza dei tempi.

pecora nera

Pecora bianca… pecora nera… essere una pecora nera, ma bianca… in un mare di ragazzi di colore che chiedevano diritti… hanno marciato a Caserta per dialogare con il prefetto e spingere affinché si metta sulla “mensa” la legge bossi-fini e sia cambiata, limata e resa rispettosa dei Diritti umani… i ragazzi africani erano compostissimi, seri, senza alcun eccesso, urla, slogan… una passeggiata di 3000 persone.. c’erano il vescovo Nogaro, Zanottelli e i comboniani di Castel Volturno, i sacramentino e le orsoline di Caserta, noi due fratelli di Scampia, don Vitagliano… qualche parlamentare… che non conosco… qualche altra “pecora bianca”… fare parte di un popolo è stato bello… sembra che i tuoi passi pesino meno, che il fendere l’aria sia caldo e fresco insieme… che tu abbia le tue mani incrociate con molti, tanti, moltissimi… sono gli occhi che si guardano e guardano insieme nella stessa direzione… ci si sente piccoli… ma immersi un disegno… di un Altro… il mondo è più piccolo, unito, è un abbracciare non il mappamondo, ma proprio il mondo… la distinzione e la pacatezza, l’eleganza e il ritmo… dei nostri amici, fratelli e sorelle africani… gli è stato detto di non toccare le luminarie posate e terra, di non entrare nelle aiuole, nei giardini… tutto è stato osservato, fedelmente, senza eccezioni, malgrado siano stati 3-4 ore davanti alla Prefettura aspettando che la delegazione tornasse dopo l’incontro con il prefetto… fra le richieste, non tanto per avere risposte immediate, ma per essere portate al tavolo nazionale, la proposta di dare il permesso di soggiorno a color che denunciano il lavoro nero… non costringere gli immigrati a tornare al loro paese per poi essere richiamati in Italia ed essere regolarmente assunti… e tante altre che, ora, scusami non ricordo… siamo popolo e ti assicuro che ogni occasione per vivere come popolo, per essere immerso nella folla, che è fatta di volti e cuori ed emozioni e relazioni tra le persone… è un’esperienza di Vita… quella vera, quella in abbondanza…

si lavora

I lavori continuano e già la giungla che avvolgeva tutto, un po’ come i rovi della bella addormentata sono ormai stati domanti e… distrutti… dove al terra è scura intravedo già un prato, fiori e i ragazzi che vi giocano… Francesco e Linda (fratello di Virginia e fidanzata) studiano all’Accademia e ci aiuteranno per dare colore e vita… ora non c’è che da chiudere la recinzione prima di cominciare i lavori dentro casa: tetto, pavimento, pittura… o come dicono qui, pittatura… abbiamo informato il galoppino della droga che avremmo chiuso la circolazione interna…e poco dopo si è presentato un ragazzetto, non un pezzo grosso di certo… tracagnotto, 25/28 anni circa… chiede chi sia il titolare e… ci dice che dobbiamo chiudere il passaggio solo alla fine della pulizia del parco… in caso contrario… romperanno nuovamente la recinzione… tutto si è svolto nella massima tranquillità… il ragazzetto è venuto con piglio di comandante… ha ordinato… noi siamo stati tranquilli e abbiamo spiegato il nostro planning dei lavori e la necessità di avere il cortile chiuso per sicurezza… non vorrei che vi preoccupaste troppo… nessuna minaccia, nessuna violenza… tutto come se fosse la norma… come se venisse un messo comunale ad informare che il comune… ha disposto così… domani, oggi per te che leggi, verranno gli operai per il tetto… “l’arca” continua…

cesare


Cesare è un uomo grande con la barba.

Cesare porta i sandali senza calze anche in inverno.

Cesare ti guarda dritto negli occhi quando si parla.

Cesare ti abbraccia forte.

Cesare ti accoglie in qualsiasi momento.

L’ufficio di Cesare è dentro una scuola materna.

L’ufficio di Cesare è piccolo, ma ci si sta dentro tutti.

Cesare…

ho voluto iniziare con pensierini da bimbo, per presentarvi Cesare Moreno, uno dei fondatori dei Maestri di Strada… a Cesare va a pennello la frase: “è faticoso stare a contatto con i ragazzi perché si è obbligati ad elevarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Di stendersi, d’allungarsi, di issarsi sulla punta dei piedi… per non ferirli…”.

Ascoltare Cesare è percepire la vita come spazio ancestrale dell’educazione; si è obbligati ad avere il coraggio di mettere da parte tutti gli schemi mentali e le arzigogolate teorie per porre all’aperto, davanti ai propri occhi, e al cuore, la relazione come germoglio vitale… non ricordo che diceva che la grandezza della persona umana si vede non dalle grandi idee, ma dalla capacità di entrare in relazione con gli altri… ascoltarlo è affascinante, teorie educative e prassi consolidata spuntano colorate mentre ti parla… è un pozzo di idee e di prospettive… ma anche un’eco, un riflesso arcobaleno di storie di scugnizzi e ragazzine, che stavano nei vicoli stretti di questa città… è uno spazio aperto sulla strada… o meglio un abbraccio che non molla, che è fedele e che non vuole demordere… è capace di scorgere il germoglio che non si vede… e a quella visione, a quel sogno si attacca e… lo fa fiorire… Cesare ascolta, vede, osserva i ragazzi… e poi riflette… coglie i dettagli e risponde con altri… “Perché i ragazzi arrivano alla nostra scuola della seconda opportunità e appena giunti, vogliono subito uscirne con un amico/a appena incontrato dentro la nostra scuola?”. “I ragazzi non facevano colazione prima di venire a scuola perché in casa erano i soli ad alzarsi o nessuno gliela preparava, o l’avrebbero fatta da soli… allora prendiamo un’aula e la trasformiamo in un luogo dove i ragazzi possono venire a fare colazione insieme, con una “mamma sociale” che li accoglie con affetto e cura”… con Cesare i discorsi sono ampi… e sono colmi di vita… anche i sogni prendono colore… colori differenti, nuovi ed insieme antichi… ha chiesto di avere la “Condite”… le mani, gli occhi e i cuori troveranno nuovi spazi per incontrarci, progettare insieme e fare qualcosa di bello per gli “scugnizzi” e per Dio…

EFFATA'... apriti... apriamoci

EFFATA’… cominciamo a toccare con mano quanto anche Alvaro ci dice: “i poveri oggi sono i nostri maestri”… tra gli operai che lavorano al Centro c’è un sordomuto che ha chiesto a Raffaele se conosceva cosa volesse dire “Effatà”… naturalmente Raffaele ha risposto: “Apriti!” e il nostro amico si è dimostrato contento che ci fosse un sordomuto nel Vangelo, oltre condividere i propri dubbi di fede, come sulle sofferenze provate da Gesù sulla croce… Nel pomeriggio ha portato le immagini dell’icona a tutti loro ed Alessandro, uno degli altri operai, riconoscendo la pericope evangelica, vi ha visto il Cristo completo, la sua morte come la sua risurrezione, ma anche Salvatore, il fratello, ha visto la morte e la vita, come lo Spirito che è al centro dell’icona e lui conosce la forza dello Spirito… e anche Nicola, il nostro sordomuto, con gioia ha visto nell’Effatà che anche lui c’è nella Buona Notizia… e anche lui può esserla… cominciando ad esserla per noi visto che l’Effatà sembra essere per loro realtà, ferialità ed evidenza, come non lo è ancora a sufficienza per me.

AEFJN

AEFJN EUROPA

EPA… sai cosa sia? E l’ATT? Cosa s’intende per Sovranità alimentare? Cosa vuol dire far advocacy?... sono tornato da Koln… dove compagnie compagne del Signore, consacrati e no, di tanti paesi d’Europa (GB, Germania, Spagna, Belgio, Olanda, Italia, Francia… ma non sono riusciti a venire Portogallo e Irlanda www.afjn.org)… si sono ritrovati per mettere al centro della loro “essere con il Signore” fede e giustizia tra l’Europa e l’Africa… sentire e vedere suore e frati con tante primavere sulle spalle, che hanno accolto nella propria consacrazione la giustizia e la pace, i poveri e i dimenticati e che sono capaci di andare a 80 anni a fare gli osservatori internazionali nel Congo (ex Zaire) per assicurare la regolarità delle elezioni, dopo essere stati buttati fuori più di 30 anni fa, o a 75 anni, fare manifestazioni pacifiche e non violente davanti al Parlamento Europeo a favore degli Africani e dei diritti umani… mi aiuta ad allargare quei piccoli confini del mio cuore… “allargare lo spazio della mia tenda”… far entrare la politica e l’economia, così lontane dal mio sentire, nella mia associazione per i poveri, nella mia obbedienza, povertà e castità… nel mio inginocchiarsi come nel mio camminare… ma fa rendere anche necessario il mio essere a Scampia, come il mio non fossilizzarmi solo a questo piccolo angolo di Campania… e anche ai quei bambini e giovani p necessario parlare di EPA e Sovranità alimentare…

EPA: (Economic Partnership Agreements) la UE ha dal 2002 cominciato a negoziare con 77 paesi Africani, dei Carabi e del Pacifico (ACP) accordi di partenariato economico con l’obiettivo di stabilire “nuovi aggiustamenti negli scambi, compatibili con le regole del WTO, che rimuovano progressivamente le barriere agli scambi tra UE e paesi ACP”; l’EPAs però prevede l’eliminazione di tutte le barriere commerciali sul 90 per cento degli scambi UE e ACP e vengono rilanciati i negoziati su argomenti scottanti – investimenti, concorrenza, facilitazioni commerciali e appalti pubblici – negoziati che erano respinti dai ACP nell’ambito del WTO… parlando semplice: il coltivatore di pomodori del Sengal troverebbe al mercato sengalese i pomodori italiani a prezzo minore… quindi creerebbe maggior povertà e quindi emigrazione… (www.europafrica.info).

ATT: (Arms Trade Treat) trattato contro il mercato delle armi leggere adottato il 26 ottobre 2006 dall’ONU e che ora deve essere ratificato da ciascun singolo paese e messo nelle singole legislazioni.

Sovranità Alimentare: dovunque nel mondo, le importazioni di prodotti agricoli convenienti (dumping) distrugge l’economia agricola locale. Per esempio: il latte europeo è importato da India e Africa; i maiali statunitensi sono importati dai Carabi o la carne e i cereali europei importati dai paesi africani… la Sovranità Alimentare chiede ai governi del Nord e del Sud di stabilire delle politiche alimentari che permettano alla maggioranza della popolazione mondiale di vivere con dignità. La S.A. , termine coniato da Via Campesina nel 1996, è il diritto dei popoli, comunità e nazioni di definire le proprie politiche agricole, pastorale, di lavoro, di pesca, di cibo e riguardo alla terra che siano ecologicamente, sociologicamente, economicamente e culturalmente appropriate alla proprie ed uniche circostanze in contrasto con le forze del mercato internazionale.

Advocacy: consiste nel fare presente ai nostri governi i diritti degli poveri, degli altri, dei poveri, attraverso l’informazione dei parlamentari e dell’opinione pubblica affinché la società civile sia sveglia e faccia la giusta e non violenta pressione affinché, per esempio, il mercato non sia l’unico sovrano della politica; è una delle strategie più importanti per promuovere la giustizia per I paesi in via di sviluppo poiché le decisioni perse nell’emisfero nord hanno un impatto enorme e a lunga scadenza per centinaia di milioni di abitanti dell’emisfero Sud. E’ un imperative che la loro voce sia udita e presa seriamente in considerazione nel percorso per prendere delle decisioni e noi come religiosi e cristiani non possiamo non prendere sul serio questo compito profetico. Un’advocacy cristallina è una strategia che impegna noi cristiani a collegarci con tutti gli uomini e le donne di buona volontà e di qualunque credo per la creazione di un mondo più giusto.

… mi auguro che questi ed altri temi possano trovare una ferita in te e fare parte del tuo camminare umilmente con il tuo e nostro Dio Padre.

kyrie eleison..non distrarsi

Kyrie eleison… kyrie elison… kyrie elison

Non sono molto contento… credo di aver sbagliato… inserimento è ed era per me la parola chiave del mio, del nostro stare a Scampia… ed ora mi ritrovo a vedere operai che lavorano al nostro futuro Centro… che, giuro, non si chiamerà mai Centro in futuro… avrei dovuto andare a lavorare con loro, malgrado io non sappia fare nulla di ciò… questo era inserirsi, era essere povero… non credo che la colpa sia tutta mia… le due fasi scelte dalla provincia, non mi/ci aiutano a vivere inseriti… siamo datori di lavoro ora, siamo i missionari che con i $, non nostri per ora, ma dell’ANLAIDS, mettono a posto un luogo abbandonato… certo alcuni lavori richiedono competenze e strumentazione professionale, ma avrei potuto mescolarmi con loro, dire: “Venite, ma ci sarò anche io a lavorare con voi!”… e si percepisce la passione, forse un po’ demoralizzata, di docenti e dirigenti che da anni fanno scuola a Scampia… E’ vero che oggi siamo andati alla scuola media Carlo Levi e all’ITIS Galileo Ferrarsi e abbiamo tessuto nuove conoscenze… siamo andati dall’Assessore che ci accoglie sempre come fratelli e abbiamo conosciuti altri due assessori con cui dovremo lavorare anche perché l’edificio che abbiamo è in definitiva del comune… sono stato a Koln e domani si partirà per Roma per il Capitolo… ma l’essere in mezzo agli operai a raccogliere erbacce e immondizia sarebbe stata la scelta giusta, una pietra da mettere… ce ne saranno altre di occasioni… la pulizia dell’edificio, come dare il colore alla recinzione che dovrà essere rinnovata… devo non perdere di vista anche i dettagli… non solo i principi che rimangono saldi… sono le sfumature che faranno sì che la nostra presenza abbia senso, abbia sapore e gusto… sembra che la Provincia preferisca sottolineare la strada del fare… i bravi religiosi che vanno a fare qualcosa per i bambini sfortunati di Scampia… e non quella dell’essere che è per me fondamentale… io voglio fare con loro… sarebbe stata una splendida semina… c’è da chiedere perdono allora all’Abbà e l’impegno a non distrarsi… ad inserirsi come poveri tra i poveri… senza privilegi, senza mani pulite e piedi al sicuro… kyrie eleison, kyrie eleison, kyrie eleison… chiedi perdono con me e soprattutto invochiamo lo Spirito… che non ci distraiamo più…