Un Natale benedetto, con la comunità dei Fratelli a Scampia

Dopo tre visite di poche ore per conoscere CasArcobaleno e la comunità dei Fratelli, con i gruppi del CIL degli ultimi due anni, ho capito che c'era un solo modo per comprendere meglio questa esperienza diversa di vita e missione lasalliana, ed era "essere lì" direttamente, per vivere, farmi coinvolgere e imparare dalla comunità. Perciò mi son proposto di andare a vivere con i Fratelli Enrico, Raffaele e Bruno per 2 settimane del tempo di Natale, a Scampia. Sono immensamente grato a loro per l’affetto e accoglienza fraterna durante quei giorni, insieme a Carmela (socia della cooperativa lasalliana “Occhi Aperti” che momentaneamente abita  con la comunità dei Fratelli), e a Diletta, terapista occupazionale che lavora a CasArcobaleno e Ludovica, volontaria in Servizio Civile, che spesso condividono, oltre allo spazio, anche la missione e le inquietudini della comunità e della scuola CasArcobaleno.
In poche parole, è stata una benedizione e una nuova lezione di fratellanza, semplicità e lavoro; una specie di ritiro, di silenzio accogliente e diverso, nel quotidiano della Comunità dei Fratelli.
SCAMPIA è -dicono- il quartiere più difficile, il "settore malavita" napoletano, fino a poco fa estremamente complicato. pericoloso e stigmatizzato, al quale ancor'oggi molti napoletani non vogliono affacciarsi per paura di "fare un brutto incontro" e che perciò giudicano senza conoscerlo. Con tanti problemi ancora da risolvere, duramente colpito dal "potere" corrotto e violento della mafia in molti aspetti e in molte persone, dall'"affare" della droga e il suo abbondante denaro facile, Scampia è allo stesso tempo territorio di contrasti dove tanti dei suoi quasi 80.000 abitanti, perlopiù di condizione modesta, vivono, lavorano e cercano vie diverse e oneste per le loro famiglie e per le nuove generazioni napoletane. Un terreno dove, tra la zizzania, cresce anche il buon seme: il buon grano per un futuro pane.
In quel contesto un piccolo gruppo di Fratelli, 2 italiani e 2 stranieri, nel 2007 hanno deciso di accettare la sfida di andare a Scampia e iniziare lì un itinerario di vita spirituale, comunitaria e di missione, inseriti nella realtà del quartiere, cercando nuove vie di risposta, in fedeltà al carisma lasalliano, ai bisogni più urgenti...
Là, con loro, ho vissuto questo Natale 2014. Sono andato a condividere la loro quotidianità: 1) la preghiera del mattino e della sera, nella cappellina semplice ma affettivamente curata; 2) la celebrazione eucaristica nella vicina chiesa dei Padre Gesuiti; 3) la collaborazione fraterna e solidale nelle "faccende domestiche": un appartamento nel 10º piano di un condominio del quartiere; 4) la presenza e l'accompagnamento dei fr. Enrico e Bruno agli studenti di CasArcobaleno, del programma Io valgo,"scuola della seconda opportunità": alternativa educativa che i Fratelli e una rosa di altri educatori riuniti in una Cooperativa “Occhi Aperti” (nome nato dopo il 44° Capitolo Genrale dal Vangelo dei discepoli di Emmaus) offrono a un gruppo di 16 ragazzi e ragazze adolescenti (13-17 anni) allontanati dalla scuola media per diverse difficoltà, affinché riescano a superarle, a dare un nuovo indirizzo alla lora vita, a trovare forse un posto nella scuola superiore o nel mondo del lavoro; con questi giovani ho condiviso diversi momenti della prima settimana, momenti di giochi collettivi e di creatività, e una lezione per presentare loro il meglio della Colombia; e 5) la presenza e l’ “essere compagnia”, molto rapida nel mio caso, al campo di Giugliano dove mi sono recato (uno dei due campi Rom), una volta con fr. Enrico, Ludovica e Diletta, e un'altra con fr.Raffaele, che totalmente è dedito ai Rom. Con un camper-scuola, fr. Raffaele tenta di avvicinare la scuola ai bambini, ma  molto del suo tempo lo spende nella ricerca di soluzioni alle loro necessità elementari: vestiti, medicine, cibo, alloggio, e un altro terreno dove stabilirsi in condizioni più dignitose.
Oltre alla vita della comunità, mi ha molto arricchito conoscere l'attuale esperienza di fraternità e comunione tra i Fratelli e le Suore della Providenza (queste, presenti dal 1989, oggi dedite ai bambini nel "Giardino dai Mille Colori"). Insieme ai loro benefattori e collaboratori, e ai bambini e alle loro famiglie, abbiamo ringraziato il Signore celebrando il 13 dicembre i primi 25 anni della presenza delle Suore a Scampia. Nel contesto del quartiere, la loro presenza e il loro lavoro è testimonianza di vita religiosa diversa, che si manifesta in amicizia, gioia, fratellanza, collaborazione e cura reciproche e con le persone che li circondano, nel programmare insieme le attività della missione, negli incontri per pregare insieme, nei pasti condivisi più volte alla settimana. Una comunità che si allarga ad abbracciare in speciali rincorrenze anche la comunità dei Padri Gesuiti e con religiose e di altri religiosi con i quali in questi anni si sono stretti dei vincoli fraterni. Tutti insieme puntano alla ricostruzione del tessuto sociale vivendo in mezzo al popolo, creando vincoli di fratellanza e collaborazione, cercando soluzioni concrete alle difficoltà e lavorando uniti, ognuno secondo il proprio carisma, a servizio di tutti, specialmente dei poveri: bambini, giovani, donne, famiglie, carcerati, ecc., e a difesa dei diritti dei più vulnerabili e sempre ultimi. A Scampia, oggi, gli ultimi sono le famiglie Rom: per molti anni ai margini della società, esclusi da tutto, senza sanità, senza tetto, senza cibo e senza riparo dignitosi; senza neppure il diritto alla cittadinanza; ripudiati, respinti, perseguitati, e inoltre sfruttati economicamente e politicamente.
Vivendo questi giorni di Natale con i Fratelli e le Suore a Scampia, ho rinnovato il senso della mia preghiera personale e comunitaria partendo dalla semplicità e chiarezza della Parola; il valore del lavoro solidale e dei gesti affettuosi nella costruzione della comunità, e la visione del lavoro e la preoccupazione comuni in funzione del miglioramento delle condizioni di vita dei nostri fratelli più bisognosi. Ho rinnovato anche il valore della nostra testimonianza ecclesiale da consacrati laici accanto ai poveri, il dono oltre ogni valutazione di tanti volontari lasalliani e non lasalliani di tutto il mondo che hanno deciso di sostenere il progetto e offrire il loro contributo, le loro idee, la loro formazione, le loro esperienze, il loro tempo e la loro vita, e condividendoli con tutta la comunità di CasArcobaleno; ho pure rinnovato il mio ringraziamento per il regalo che ci fa il Signore nei nostri partners e associati lasalliani di ogni specie che Egli continua a chiamare ed appassionare alla Missione Educativa Lasalliana, e che contimnueranno a sostenerci, ad evangelizzarci, a pregare per noi e a sostenere con noi la missione dell' Istituto, per la Chiesa e il mondo.
Che questa esperienza di Comunità e Vangelo possa arricchirsi e proseguire; diventi migliore, si trasformi, si diversifichi e si moltiplichi per il bene della Chiesa e di quel mondo (con tante e diverse Scampie dappertutto), in cui il Signore continua la sua chiamata a vivere e a rispondere "insieme e per associazione" alle necessità educative, innanzitutto dei poveri.
A tutti, un Anno 2015 con tante benedizioni da Dio, con delle grossi opportunità di costruire felicità e una raccolta di ottimi frutti nei progetti abbracciati.

             Fr. Josè Ricardo Moreno R.

Natale con i tuoi

Le famiglie si ritrovano per Natale, ci si unisce anche solo per un pranzo... così è successo anche a noi, Comunità Lasalliana di Scampia: sono venuti a vivere un momento natalizio, le nostre "sorelle e fratelli" con le proprie famiglie a trovarci...Andrea con Solveig, Emanuele e Elena; Marina con Piero e Stefano, Alessandra e Riccardo e... Annalisa con Francesco e Riccardo non ci hanno potuti raggiungere bloccati dalla macchina che si è rotta in viaggio... questi Associati e no del "Collegio San Giuseppe - Istituto De Merode" sono venuti perché CasArcobaleno è casa loro, è nei loro cuori, la sentono parte del proprio orizzonte umano, spirituale e lasalliano...E' stato un ritrovarsi, sotto il nostro tetto ancora "in riparazione" e tra le mura colorate che echeggiano delle parole napoletane dei nostri mostri.Hanno voluto portare a Scampia i loro "tesori": mogli e mariti, figli e figlia; hanno desiderato condividere l'esperienza lasalliana di stare e lavorare con e per i Poveri; hanno scelto di connettere in profondità la loro vita con il loro "credo" e la loro scelta dei Poveri.E' scegliere un pezzo di Betlemme... è portare i loro cari dove "non c'è posto", tra coloro che non hanno posto a volte... forse hanno voluto anche spiegare, facendo toccare con mano... o quasi, perché è mancato l'incontro con i ragazzi e le ragazze che vivono lo spazio educativo lasalliano... e che sono i "nostri tesori" e la nostra vera ricchezza.Ci siamo incontrati all'eucarestia domenicale, alla S. Maria della Speranza dei p. Gesuiti sj, che dona sempre la possibilità a tutti di vivere la comunità che vive la fede nella propria quotidianità, di sentir la Parola di Vita che tocca e converte il cuore, di spezzare il pane e condividere il vino per e con il Povero.
Il pranzo lo viviamo con le nostre sorelle della Provvidenza e anche con alcuni soci della cooperativa Occhi Aperti, che rimangono sempre colpiti da come altri laici vivano il carisma e la missione lasalliana... sono, accanto a noi, i migliori testimoni della vocazione lasalliana.
Scampia, durante il pellegrinaggio che compiamo con chi ci viene a trovare, ha fatto il suo effetto: Emanuele, 11 anni, passeggiando per il quartiere ha ammesso: "Certo che non è proprio il massimo dello splendore!", ma avrà imparato dal suo papà che questo "non splendore" è ricco di Presenza e di significato!
Il nostro Natale è stato allargato anche dalla presenza di Fratel José Ricardo Moreno, dello staff del CIL, che con molta semplicità ha condiviso la nostra vita per 15 giorni donandosi con gioia e scoprendo come alleviarci la fatica quotidiana...sempre con il suo sorriso e le note che uscivano dalla sua chitarra.
Sono stato al campo Rom e ho ricevuto da una famiglia un regalo... un bambino mi ha chiesto perché non gli abbia fatto un biglietto di auguri per Natale... l'affermazione è stata una spada!
La sera del 24 abbiamo accolto a CasArcobaleno, i Fratelli Maristi della comunità di Giugliano insieme, naturalmente, con le nostre sorelle.
Momento di preghiera per "fare posto", cena semplice in allegria e... tombola per allietare l'attesa della messa di mezzanotte... alla Stazione con p Alex Zanotelli mccj e altri gruppi campani impegnati con i senza fissa dimora, i Rom, l'acqua...
È un immergersi in un'umanità che tiene i piedi per terra e le mani sporche, che non si tira indietro, che c'è e fa posto... a coloro che stanno ai margini... un gruppo di giovani Scout da Caserta, giunto in leggero ritardo, avevano lo sguardo anelante di cogliere... i "primi vagiti" del Bambino che nasceva in una stazione fredda... un uomo nordafricano ha condiviso i sui 18 anni lontano da casa, la perdita del lavoro da un giorno all'altro... le tante difficoltà incontrate e la nostalgia da casa... si spero che il 2015 segni l'apertura di un centro per i senza fissa dimora presso l'Albergo dei Poveri di piazza Carlo III... ho incontrato e guardato negli occhi due giovani del Mali appena giunti e che non sapevano dove andare a dormire... abbiamo dato coperte, qualche cosa da mangiare... ma rode nel mio cuore di uomo e di cristiano consacrato l'aver fatto poco e niente se non tradurre in francese e offrire un abbraccio fraterno, per coloro per cui oggi, 24 dicembre 2014, ancora "non c'è posto"...
Non è un "Natale con i miei"... malgrado abbia ricevuto tanto e tanti abbiamo desiderato festeggiare Natale con me... non merito tutto ciò... ma ci sono ancora "miei" per i quali non faccio posto, non facciamo posto... quando sarà allora Natale?

 Tranne i poveri pastori, nessuno penso' al divino Bambino;  sembrava perfino che Dio stesso non volesse che i ricchi  e i grandi gli si avvicinassero.
Infatti lAngelo,  che annunzio'  la sua venuta, diede ai pastori solo poche informazioni perche' potessero riconoscerlo, a cominciare dallambiente povero e misero dove lo trovarono, ambiente persino repellente per chi ama i luoghi splendidi.
                            San Jean Baptiste de La Salle