lettera da Matteo

Quello che sto per raccontarvi, viene tratto dall’esperienza di un giovane ragazzo, cioè me. Essendo il “figlio” di fr. Enrico, sono riuscito a vivere l’esperienza di Scampia in prima persona. Per un attimo provate a dimenticare le cronache che vi vengono sottoposte dai giornalisti su Napoli, o meglio sul quartiere di Scampia. Quando dissi a tutti i miei conoscenti che sarei venuto qua, mi assalirono con espressioni tipo: dovrai stare molto attento, non dare confidenza a nessuno, non girare mai da solo, incontrerai dei razzisti, ecc….. La frase più bella fu: non tornerai vivo da li! Da queste espressioni ebbi un po’ di paura nell’arrivare a Scampia, quel fatidico lunedì mattina. Invece, quando arrivai all’estate ragazzi di suor Edoarda, trovai qualcosa che da altre parti non si trova: ebbi un’accoglienza al quanto imbarazzante. Io, che fino a due minuti prima pensavo che tutti i camorristi fossero dietro l’angolo ad aspettare me, ricevetti una accoglienza stupefacente che mi lasciò senza parole. Bambini e ragazzi che non avevo mai visto prima mi diedero subito confidenza, senza paura, anzi, con la curiosità della mia provenienza ma anche con l’eccitazione di avere una persona nuova tra loro. Passando il tempo, mi accorsi che in tre giorni ero già stato ribattezzato come Napoletano, divenendo parte della loro comunità. Feci anche amicizia con le ragazze del servizio civile che mi chiedevano consigli sulla programmazione delle attività. Oltretutto venne avviata una battaglia tra regioni: sei contro uno, immaginate come possa essere finita…………..

Siccome assistevo l’estate ragazzi, avevo a che fare con bambini dall’età di sei anni fino ad arrivare ai quattordici e mi faceva pensare il fatto che ogni uno di loro aveva una sua storia: alcuni normale mentre altri drammatica. Non avevo mai visto cose simili se non raccontate. Comunque stava andando tutto bene, anche se non riuscivo ancora a capire il perchè di tutta questa accoglienza. Qui sono anche riuscito a fare amicizia con Licia, in arte suor Edoarda che è una persona meravigliosa e da cui sono stato ospitato. Lei è uno degli angeli di questo quartiere, perché: si impegna a mantenere il servizio civile delle ragazze di Scampia, dirige una ludoteca per i bambini che serve come doposcuola per tutto l’anno scolastico e, questa estate, ha organizzato l’estate ragazzi a cui hanno aderito in molti. Fa veramente piacere vedere che ci sono persone come lei che hanno voglia di fare e vedono sempre il bello in ogni cosa. Sono anche contento perché i lavori a casa arcobaleno continuano ad andare avanti abbastanza bene, anche se a volte ostacolati. Adesso i fratelli hanno anche l’appartamento quindi si sta svolgendo tutto per il meglio. Alla fine di questo soggiorno posso dire di aver capito perché tanta accoglienza: la gente di qua è proprio fatta così, loro ti accolgono sempre volentieri in ogni caso. Loro sono molto educati su questo punto di vista perché non hanno la “puzza sotto il naso”, è molto difficile trovarne uno che ti insulta senza conoscerti. Da questa gente, noi, dovremmo prendere solo esempio, invece di condannarli per quello che si sente. Dovremmo capire che se in un posto c’è droga o camorra, non vuol dire che tutti siano drogati e camorristi. Questa è un’idea che ammetto di averla avuta anch’io, prima di venire qua. Allora vi voglio dire una cosa: venite a farvi un giro a Scampia e cambierete, comincerete a vedere il mondo da un altro punto di vista.