fuochi d'artifico

Ogni sera verso le 23 o più tardi si sparano fuochi d’artificio.. la leggenda(?) dice che vogliono festeggiare qualcuno uscito dal carcere o l’arrivo di una partita di droga… ogni sera… fedeli… a far sentire a tutti che c’è questa vittoria annunziata con violenza… come rispondere… la foresta che nasce, che germina, non fa rumore… l’albero che si schianta lo sentono tutti… l’altra annunciazione, quella del Mistero, era avvolta nel vento, che è silente, ci suggeriva Erri De Luca… niente fuochi d’artificio, mai… la Vita deve trovare altri mezzi per essere celebrata… sarà il silenzio, sarà il passaparola dei bambini e delle donne… sarà qualcosa di nascosto, di lento, di nascosto… sarà l’evidenza di un sorriso, di un luogo senza clamori, gratuito e povero… mi ripeto… scrivo queste cose per me, per ripetermele, per fuggire dalla tentazione di grandezza, per ancorarmi ad un sogno che non mi appartiene almeno totalmente… ne sono solo una piccola tessera di mosaico… forse un verde, una arancione o un azzurro… Lui ha chiaro il disegno che tante tessere completeranno… io no… mi fido…

i mezzi pubblici

Utilizzare i mezzi pubblici, è una scelta mistica, o almeno desidera esserla… è stare a contatto con la gente… ogni tanto mi arrabbio, il mio snobbismo fuoriesce… silente, o non troppo… non sopporto, per esempio, i tossico che fumano sull’autobus... ci sono sempre volti da osservare, storie da ascoltare e da comprendere… più o meno… bambini, tanti… mamme incinte anche…

Ieri eravamo sulla funicolare… due ragazze sedute una sull’altra; una più robusta, l’altra minuta, posta sulle sue ginocchia… un ragazzo con mp3 nelle orecchie, comincia canticchiare con voce stonata… loro lo guardano… lui le guarda... ridono.. cominciano a parlare… c’è solo un blocco, quando lui le chiede. “Dove abitate?”…”A Napoli!” la loro risposta… “Sì, ma dove?”… “A Scampia” dicono loro con vergogna… “E che male c’è?” chiede lui e la loro conoscenza procede più intensamente, si presentano e… Ci siamo rimasti molto male a vedere l’imbarazzo delle due ragazze, due studentesse universitarie tra l’altro… Scampia è un marchio, una colpa… qualcosa da nascondere, da cui scappare… ma non ce lo si può togliere di dosso e allora subentra la vergogna… NON E’ GIUSTO!!!

L’autobus… un tossico e due ragazzini… i ragazzini prendono in giro, senza troppa dissimulazione il tossico… si parlano, si sfidano, si minacciano… io non so come, dove, se intervenire… aspetto, ascolto, temo che alzino le mani, fremo… tutto finisce arrivati al capolinea… all’età dei ragazzini... 10-11 anni io avrei temuto l’uomo… loro lo sfidano… “Scendi se hai coraggio” lo minacciano i ragazzini… ma qui è tutto al contrario? E’ un vivere sottosopra? E’ innocenza rubata dalla fondamenta? Qui la strage degli innocenti è quotidiana? C’è sempre Erode? A quale angolo si nasconde?

Fuga di Notizie

Il giornalino… “Fuga di notizie”… un bel gruppo di giovani e meno giovani, di uomini e donne, che vogliono dare nuova linfa a Scampia… il giornalino è mensile, raccontano la vita dentro, ma donano la possibilità di vedere il fuori con occhi nuovi e diversi… di ampliare gli orizzonti… con loro c’è Fabrizio, il gesuita… è luogo di circolarità questa “redazione”… anche se manca un’impostazione redazionale chiara… percepisci, però, una passione comune, un amore per questo lembo di terra, per questo luogo dimenticato… credo che sarà un bel luogo per noi… belle persone… anche della Comunità di Base Del Cassano… amici da conoscere e frequentare...

sorelle... rscj

le mie sorelle: Anna Maria, Maria Teresa, Amalia e Angela

Questa settimana ho ritrovato le mie sorelle, le mie sorelle della prima ora, anche se Paola, che molti di voi hanno conosciuto al Convegno, è in Cile per la sua formazione…. È stato un rinnovato incontro tra fratelli e sorelle, con la stessa passione educativa, coniugata da due carismi differenti e che nell’oggi cercano di essere piccolo granello si senape…

La loro fedeltà all’inserimento è lunga 34 anni… la mia vita… più o meno… 4 donne che, una giorno hanno lasciato zone lussuose di Napoli per nascondersi con Cristo a Miano… quando sono arrivate, appena avvertite che c’era un appartamento vuoto, non avevano neppure la luce… il primo appartamento cercato e desiderato, una ex canonica nei quartieri spagnoli, non hanno potuto abitarlo perché il Cardinale Ursi, una persona illuminata, comunque, aveva timore che succedesse loro qualcosa… Nascondersi, immergersi per ritrovarsi, per ritrovare la freschezza del loro sogno santo, della loro storia santa iniziata, apostolicamente, nel 1801 ad Amiens… tra loro c’è il profumo dell’esodo d’Israele e dell’esilio babilonese… sono donne ancora… Anna Maria ne ha 84 di splendide primavere... in ricerca, non sono arrese… sanno che c’è l’Alleanza tra Dio e gli ultimi, è evidente perché è alleanza storica, politica e mistica… non è qualcosa di alieno alla realtà fatta di spesa, di incontri sulle scale, di bambini che suonano alla porta, di donne da consolare, di spacciatori che vogliono avvelenare la vita all’angolo della loro via, di torte cucinate, di ragazzi inviati a trascorrere la serata insieme… custodiscono la promessa, mettono la mano nelle ferite, non per mancanza di fede, ma per toccare il Mistero, per risvegliare la loro identità di discepole, per toccare il corpo… il corpo storico di Cristo… quello dei poveri…

Ascoltarle è di una ricchezza evangelica… sono storie di vita, è “Buona Notizia” intessuta in una ferialità essenziale… sono piccoli semi gettati nella storia… nelle storie di tanti e di tante… che saranno già fioriti e sfioriti, ma anche cha hanno fatto frutto 30, 60 o 100 volte tanto…

So che non farà piacere che vi racconti queste cose, che dica queste cose di loro… mi perdoneranno per l’affetto che ci lega… intrecciare le nostre storie… c’è il loro desiderio di trovarci e mettere la Parola in mezzo… e lasciare che lo Spirito ci dica come vivere da discepoli e discepole che cercano nella notte… certi che la “stella gloriosa del mattino” verrà…

Maria Teresa si è già candidata per darci una mano con i nostri futuri ragazzi… e ci hanno invitato a condividere con il gruppetto di giovani che due sere alla settimana “fanno casa” con loro e con loro riflettono, pregano, contemplano… ne abbiamo incontrati tre l’altra sera: Antonio, Fabiana, Ciro… un loro, nostro ora, amico è all’ospedale per essere nuovamente operato alla spina dorsale… gli devono mettere delle viti dal costo di 1000 euro caduna, che servono per raddrizzargli la spina… napoletani esplosivi, che hanno conosciuto le nostre sorelle da piccoli… i loro racconti di vita… la casa sovrappopolata… tutto viene condiviso con estrema naturalezza, anche una buona dose d’ironia… tipica napoletana…

Centro Shalom

Siamo stati al “Centro Shalom” della figlie della Carità di San Vincenzo e dei volontari vincenziani: 18 anni di fedeltà e d’attività per i ragazzi e le ragazze emarginati della zona Chiaia… il luogo è molto bello, una ex scuola elementare, trasformata in centro educativo pomeridiano… pannelli di ceramica raccontano le attività del centro… lettura e compiti, sport, laboratori… e al centro uno splendido arcobaleno dell’alleanza e della pace… i genitori dei ragazzi sono parte integrante del centro… dal 2000 il centro è diventato Comunità Vincenziana Shalom… i genitori e i giovani fanno parte della comunità…. ne sono il cuore… non le suore… non i volontari… “I Poveri (sempre con la lettera maiuscola) sono i vostri padroni” diceva San Vincenzo de Paoli… Al Centro Shalom non ci si prende cura dei ragazzi… ma è la famiglia che si impegna in esso… vengono i figli, ma i genitori stessi devono partecipare ad incontri e alla vita… moltissimi genitori sono volontari… hanno trovato una “casa”, un luogo di vita in abbondanza… non sono più isolati nei loro problemi, non più abbandonati nel loro cammino di giovani adulti e di genitori… sono uno… questa è la ricchezza… non sono soli… Al Centro ci sono stati, nella lunga storia, fino a 260 giovani con 120 volontari… 4 pomeriggi alla settimana e il sabato mattina… tutto si basa sulla relazione interpersonale: è forza, sostegno, chiave… e il Coperative Learning è il metodo usato… ci sarà da imparare… i tavoli sono rotondi per far studiare insieme ragazzi di varie età... ci sono laboratori, la stanza delle emozioni, il teatro, una palestrina, un bel giardino… a mostrarci tutto questo Giulio e Maria Teresa, marito e moglie… tre figli… e sono stati con noi 2 ore al sabato pomeriggio per mostrarci e condividere il loro cammino… il segreto, forse, sarà anche che un pomeriggio alla settimana è dedicato alla preghiera… pomeriggio libero per i ragazzi che possono fare le visite mediche o altre attività… l’orario del centro è impegnativo: dalle 14,30 alle 19,30… non sembrano accettate assenze… c’è un patto educativo molto forte tra i ragazzi e i volontari… è questa esigente alleanza ha prodotto frutti… molti!

beati... loro

Vorrei fugare ogni tentativo di canonizzarci, di farci fare la figura degli eroi… eroi, se volgiamo chiamarli così, sono le persone che a Scampia ci devono stare, ci sono nate, ci muoiono, pregano, lottano, contemplano e si stupiscono, abbassano forse lo sguardo, ma non lo spirito, faticano, amano, piangono, sorridono, mettono al mondo dei figli e delle figlie, lavorano onestamente, gemono, creano solidarietà, resistono… sono loro il vero sale e la vera luce del mondo… sono loro i Beati…

RESISTENZA


E' la prima volta che vedo dei panetti di cocaina... li portava con disinvolto nervosismo uno dei corrieri... passando nel giardino dietro il nostro centro... sacchetti bianchi qualsiasi... è solo verosimile che sia coca... non l'ho assaggiata... qui è merce qualsiasi, credo che tutti l'abbiamo già vista, che tutti si rendano conto, partecipandovi o no, che è la merce quotidiana... che passa tra tante troppe mani... non bisogna addomesticarsi... sdegnarsi sempre, ma essendo tutto terribilmente alla luce del sole, come combattere? Come opporsi, se lo stesso Stato non fa nulla?
Resistere, riappropriarsi degli spazi nostri, ovvero loro... fare rifiorire la vita... lottare e germogliare come un seme che vince, lo dice la Vita, il cemento e il catrame... la via centrale di Scampia, che è come una pista di ciclismo su strada... si chiama viale della Resistenza!... che sia segno profetico... purtroppo al centro del viale c'è un “sarebbe splendido” parco comunale che abbiamo visto sempre vuoto... stare, esserci... il segreto, credo, è Nazareth... il Nazareth del nostro benamato fratello e Signore Gesù...
La cosa che mi consola maggiormente è che camminiamo a piedi, con i mezzi pubblici, come i poveri... questa nostra scelta è per essere fedeli al “pellegrino di Reims”, alle sue radici, al suo andare “par le mouvement de l'esprit”... ai poveri, per essere come loro... per essere fragili e assolutamente non al riparo... ma anche per incontrare le persone, per immergerci ed inserirci in questa terra santa, malgrado non capiamo ancora nulla di quello che ci chiedono in napoletano stretto... è una modalità forse insignificante, che solo noi capiamo, ma è offerta... è essere “scalzi” in qualche modo, cogliere il vento che soffia, il sole che riscalda, malgrado siamo quasi a metà ottobre... vedere, osservare e contemplare nel medesimo sguardo, cogliendo i dettagli delle foglie che volano nel vento, dei rumori.. musica napoletana a palla, ma anche il canto degli uccelli... allungare il passo per superare i mucchi d'immondizia che ornano, ormai, le strade di Scampia... sentire l'olezzo di immondizia putrescente o bruciata (che scelta!!!)... notarsi scrutati da tutti i volti che incrociamo... ascoltare è un po' la parola d'ordine... ascoltare con i nostri corpi per superare la separazione tra noi e il mondo... riappropriarci dei nostri stessi corpi... qui a Napoli i corpi ti vengono un po' buttati in faccia; è strano.. le pancette non sono nascoste in ampie camicie, ma strette in t-shirt attillate e acriliche; le ragazze non sono trattenute dall'esporre i loro ombelichi.. un po' più ampi... e gli uomini neppure si trattengono... i napoletani sono belli, alcuni volti sono veramente intensi: i volti di Scampia sono non solo temprati dal vento, ma dalla stesa vita che li ha cesellati... i corpi dei tossico, che si bucano di giorno a due metri da me... in piedi, si tirano su la manica, veramente ieri il ragazzo si è fatto nel polso, e poi ripartono... zombi, corpi in cerca di vita... i nostri corpi... per ora, e molto di più quando vivremo tra di loro, saranno il primo sacramento e le prime membrane a sentire la Vita che ci parla... ascoltare con le nostre menti più o meno acculturate, menti che si ricollegano ad altre vite, ad altre usanze e consuetudini, ad altre categorie... ascoltare quell'altro mondo ancora a volte non decifrabile e difficile da abbracciare... perché, per me, l'ascolto deve portare all'abbraccio, all'accoglienza... ascoltare con il cuore, ferito e aperto... difficile stabilire quanto lo sia già... un cuore sedotto e rapito...forse cono troppo incenso... qui Cristo è nudo... non si può dissimulare... “Ho sete”... “Perché mi hai abbandonato?”...
noi camminiamo sulle strade che sembrano ormai delimitare lo spazio santo... non credo che camminiamo soli.... i legami ci uniscono non solo per tutta Italia, ma anche già qui... ci sono anche qui persone che sentiamo camminare con noi... alleluja!... il nostro camminare non può essere vano... è già annunziare il Regno, dire a loro che ci siamo per camminare per loro e con loro... con i nostri sorrisi, il nostro parlare in modo differente, la nostra gentilezza... Ma sono loro che determinano il passo, sono loro che sono costretti a camminare e lo fanno da cirenei o da maddalene del sabato santo... noi siamo i gregari... noi siamo i camminatori dell'ultima ora... loro, ultimi, arriveranno per primi... questa è una Sua promessa... per ora, fisicamente, noi camminiamo.

DONNE E UOMINI CHE FANNO REGNO

“Scampia è condannata! Siamo tutti condannati!” Sono queste le parole di Rosaria, dirigente scolastica dell'Ilaria Alpi -la giornalista uccisa in Somalia, un'altra donna “fragile” che non ha temuto il rischio e la morte a causa della Verità-, quando ci lasciamo. E' passionale, moderna, il suo italiano si trasforma in napoletano quando condivide la sua storia quotidiana da anni vissuta nel mondo della scuola.... “Ho ricevuto due minacce questa settimana: una mamma mi ha ricordato che suo marito ora è uscito di prigione e che quindi... me fa' accidere” (scusa se non è ancora napoletano perfetto) “solo perché ho urlato rimproverando il figlio che tentava di sradicare un paletto della strada e rischiava di cadere all'indietro e di farsi molto male... Il grande cambiamento avvenuto è che una volta c'erano altri genitori che stavano dalla tua parte, che si opponevano a quelli che ti ribaltavano la macchina -cosa che le è realmente accaduta-, oggi invece hanno tutti più paura... La dispersione inizia alla scuola materna, continua all'elementare e si amplifica poi...” Parla anche di come far fare a scuola le docce ai bambini rom che frequentano... dei progetti da attuare per coinvolgere bambini e genitori... E' una donna resistente che sicuramente trascina le altre sue colleghe...
Alla scuola media Virgilio IV?, il preside e la su assistente, sono più formali; ci accolgono e ci raccontano delle iniziative che danni fanno e che stanno dando buoni risultati... per intenderci, è il plesso scolastico (materna, elementare e media) delle tristemente famose Vele... l'aiuto della Cooperativa “Obiettivo uomo”, per coloro che in classe non ce la fanno proprio più a stare, i laboratori, i P.O.N. e P.O.R. (progetti anti dispersione finanziati dall'Europa o dalla Regione)... della volontà di fare una ricerca sul post terza media dei loro ex alunni/e perché non posso pensare che basti far arrivare tutti alla licenza... propongono che nella scuola dovrebbero essere presenti dei pre-corsi professionali, così da invogliare da far conoscere la realtà della formazione professionale anche nella scuola secondaria d primo grado, per prospettare orizzonti differenti, per attivare quelle potenzialità che i ragazzi/e già hanno e sono ancora sommerse, o forse, neppure scoperte ancora...
Due spaccati di vita delle scuole... c'è interesse, c'è voglia di fare qualcosa, anzi tanto.. a volte si sentono un po' soli... gli spazi mentali e fisici, sono a volte troppo frammentati, divisi, burocraticamente... la rete, l'insieme è la chiave di svolta... si parla molto di riconquistare spazi di vita, di resistere... la gente. Le mamme e i papà, i bambini desiderano di nuovo esserci, non essere confinati, chiusi nella paura... sono semi da gettare... “Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto”. (Atti 10, 34-35) ... è bello trovarsi in questo mondo dove attorno ai bambini ci si trova insieme, in atteggiamento circolare... non ho trovato né chiusure, né paure o sospetto... “Abbracciandolo prese un bambino e lo pose in mezzo” Se siamo nati da questo gesto del Risorto.. trovarci con loro è stare a casa, è fare casa... e così... tutti entreremo nel Regno che con o senza consapevolezza costruiamo.

dalla città della paura alla città della GIOIA....


Ieri per la prima volta, sono andata a Scampia, la mattina appena sveglia mi sentivo piena di emozioni come se stavo per intraprendere un viaggio... ma è bastato entrare a Scampia, vedere la disperazione di quei posti, ed è calata dentro di me tanta paura. Siamo arrivati all'Oasi del Buon Pastore, per primo ho visto Fr.Enrico, uscita dalla macchina il suo abbraccio mi ha dato la giusta forza per far tornare la speranza nel mio animo, poi ho conosciuto Ciro il diacono che cura "l'Oasi del buon pastore" è una persona che mi ha colpito molto, ha una volglia di dimostrare che Scampia non è solo quello che si legge sui giornali la sua grinta la sua passione ti colpisce nel cuore se solo lo guardi negli occhi... poi ho salutato Fr. Raffaele e anche i suoi occhi mi hanno dato quel calore che mi ha fatto sentire di non essere sola e che forse le mie paure erano anche le loro. D'improvviso, quando meno lo aspettavo, il primo segno... una bambina, che non avevo mai visto prima, ci incita ad entrare in Chiesa perchè stava iniziando la Messa, passandomi accanto si ferma mi guarda negli occhi e mi dice: "cià Bella"... quelle sue parole hanno toccato il mio cuore hanno scaldato il gelo che sentivo dentro... e piano piano vedendo i volti di tutti quei bambini, ascoltando i loro canti, vedendoli sorridere ho sentito tanta serenità convincendo sempre di più il mio cuore che il mio posto è li' e che non posso far finta di non vedere di non ascoltare il richiamo del loro cuore piccolo e grande allo stesso tempo.
Finita la messa siamo andati a vedere la struttura... così com'è è ora rispecchia molto la distruzione e la desolazione di Scampia... ma possiamo e dobbiamo dimostrare che da quel degrado può venir fuori un ambiente pieno di LUCE ACCECANTE...

Usciti dalla struttura vedo a pochi passi da me prima uno, poi un altro, poi un altro ancora ragazzi e ragazze che si BUCANO mi veniva da piangere anche perchè erano accanto a anche a dei bambini che ci erano corsi incontro per sapere che cosa avremmo fatto lì..non ho mai visto scene così dure...lì una persona si droga alla luce del sole ogni SECONDO...e i bambini in quel quartiere vivono di bugie, vivono di paure, vivono tra la droga il degrado e la violenza….ma ci sono persone come Ciro che vogliono dargli spazi di speranza e di luce ed è così che sogno diventi la nostra CASA un luogo pieno di colori deve i bambini si sentino protetti e liberi di esprimere la loro età….a quegli stessi bambini dare spazi puliti per correre e giocare dove non ci siano siringhe o persone che si drogano davanti ai loro occhi anche se solo per qualche ora.
I ragazzi di Scampia non vanno a scuola perché non hanno altre prospettive alcuni per esegenze familiari devono lavorare ma non trovando lavoro cominciano a fare il lavoro sporco….la loro vita si sporca e si segna. Eppure quando giocava correndo fra le vele forse sognava ed immaginava qualcosa di diverso forse conosceva, vedeva ma sperava che qualcuno o qualcosa lo svegliasse da quell’incubo gli desse altre opportunità…forse avrebbe scelto di non sporcarsi la vita e se avesse potuto scegliere avrebbe studiato per costruire una di quelle macchine con cui giocava da bambino. Questi sono sogni…ma sognare è l’unica arma che ora abbiamo….per trasformare quella struttura che ora sembra la città della paura…nella città della gioia!!!!
Grazie Fr Enrico Fr.Raffaele Guglielmo senza di voi questo viaggio di poche ore sarebbe stato più duro!!!!

I BAMBINI SONO I NOSTRI FONDATORI

“I bambini sono i vostri Fondatori!”..sono gli occhi dei bambini che ormai ci conoscono...siamo sempre alieni, ma forse, facciamo meno paura, tanta curiosità, parecchie domande.. ci guardano, ci studiano... uno dei puffi, alto un soldo di cacio, c'è passato accanto in bici e ci ha detto: “Ciao!”... non sono ancora certo che ci abbia salutato, malgrado siano passati de giorni... mi sono guadato in giro per sincerarmi che il suo saluto fosse rivolto a noi... non c'era nessuno... sono i loro occhi che m'interrogano, occhi chiari, azzurrissimi, scuri, neri, verdi... ti guardano con un'espressione stupita.. tengono la bocca leggermente aperta, quasi per fare una domanda che non trova la modalità per uscire... non rispondono quasi alle nostre semplici domande... forse non le capiscono pienamente, non sono dette in napoletano... forse non sanno cosa dirci, non credono di potersi relazionare con noi... ma ci guardano... nei loro occhi si vede riflesso il sogno di Dio... non so ancora come, cosa... domande del nostro modo di pensare attivista... devo cercare in quella trasparenza che solo i piccoli hanno, la domanda e la risposta che l'Abbà ci, mi pone e dona... l'appello, il senso lo troverò in loro... la via da percorrere, ma anche il come, il modo in cui avventurarmi... non è per me secondario... dovremo sederci ad ascoltarli, a scoprire con loro... e non solo con gli incontri e l'analisi degli adulti, come stiamo facendo in questa settimana intessendo sapienti relazioni e ascoltando uomini e donne di buona volontà... mi piacerebbe fermarmi con loro e chiedere cosa ne vorrebbero fare del nostro “centro”... cosa desiderano da uno spazio nuovo... che sogni e quali utopie stiano cercando di germogliare nei loro cuori... ma bisognerà portarli in alto... e scavare nelle loro radici... cercare oltre i loro orizzonti... forse musica, poesia, pittura saranno i mezzi più utili per andare oltre ciò che vedono e sentono... quale obbedienza devo loro? Di quale tradizione sono custodi, in quanto bambini, in quanto piccoli, prediletti del Regno, a 300 anni di distanza? Non risiede in loro quel “fuoco sotto la cenere” che può ancora incendiarci e ridonarci passione, creatività, fantasia e vita? Sono i nostri Fondatori perché mi conducono.. ma io tentenno, io freno, io non lo faccio... alla Presenza.. davanti a Colui che dico sia Mio Dio e mio Tutto... ma poi lo lascio da parte, lo dimentico, lo metto nella gabbia dell'orario... e non nella libertà del vento... li sento quasi spingermi dentro, mettermi in mano la Parola... obbligarmi a sedere alla mensa che sia vera eucarestia e non celebrazione... lo sguardo limpido sgorgherà da lì... le mani dolci, forti e presenti, saranno plasmate lì... i piedi solerti, leggeri e audaci troveranno la direzione lì... e un cuore nuovo, umano, ferito, donato sarà riposto al suo posto dentro di me da loro.

popolo in cammino


sentirsi parte di un popolo che crede e sogna e cammina e lotta con compassione e solidarietà: è questa la motivazione che ci ha spinti... "par le mouvement de l'èsprit"... ad andare al GIM (Giovani Impegno Missionario) dei e delle comboniani/e... ci sono ALex sr.Laura, Lorenzo (Italia) Olivier (RDC), Juan Palomar (Mexico), Claude (Tchad)... una ventina di giovani e meno... VIVI-AMO LA SPERANZA... il tema dell'anno... il brano che ci accompagna è Lc. 5,1-11... la chiamata dei discepoli secondo la comunità di Luca... è sempre un brano di risurrezione, un brano da Risorto... legato a Gv 21...lo stesso "gesto" del Signore... la notte vana, inutile, faticosa, "Tutta la notte, senza prendere nulla..." e poi il suo invito, di giorno... a buttare le reti nuovamente... sotto il sole... azione folle di un Dio altro... "i cui pensieri non sono i nostri pensieri e le cui vie non sono le nostre vie"... "prendere il largo e gettare"...due azioni potenti, specialmente dopo la prima settimana a Scampia... tutto è "al largo" qui... gli spazi sono troppo estesi... ci si sente in mezzo al “mare/nulla”... ci sono vasti i silenzi e gemiti, le solitudini, la violenza... le vie , i palazzi, il parco comunale (quasi 1km di lunghezza)... ci si percepisce senza protezione, perso quasi, le strade che si ripetono in modo tortuoso, le vele e altri palazzi enormi che bloccano l'orizzonte... so che siete con me in questo mare... gettare... gettarsi... è un imperativo, è andare oltre, dove non si pensa, è abbandonare, partire... continuamente... non basta essere arrivati a Scampia se non ci si getta... non servi a nulla... "chi perderà la propria vita la salverà"... facile a dirsi... ma qui “alla frontiera della disumanizzazione” dove Alvaro dice che siamo nati.. . Qui come perdersi?... qui come “nascere dall'alto” nuovamente Fratelli? ... forse un barlume di risposta c'è..per ora giace... silenziosa e ci chiede di restare, come davanti al sepolcro, in un silenzio resistente, un silenzio che è spazio d'ascolto... un silenzio che è quello del seme che germina...

il Regno di Dio è in mezzo a voi


Questa sera il cuore è appesantito... tante emozioni passano ogni giorno, girando per Scampia, tra incontri formali, organizzati e quelli informali, occasionali...
nel silenzio della Chiesa mi ripeto solamente... il Regno dei cieli è in mezzo a voi...
ci sono montagne di rifiuti puzzolenti dovunque... ma il Regno dei cieli è in mezzo a voi...
due ragazzi se ne vanno dal cortile accanto all'Oasi Buon Pastore, con la dose stretta nella mano... ma il Regno dei cieli è in mezzo a voi...
gli sbarramenti distrutti dalla polizia sono stati subito ricostruiti dalla manovalanza del clan... ma il Regno dei cieli è in mezzo a voi...
i ragazzi bevono qualcosa e buttano per terra, appena finito, bicchieri e cannucce... ma il Regno dei cieli è in mezzo a voi...
una ragazza scende indietreggiando da una macchina, urla: "Non mi toccare!!!" cammina ancora indietro... si accascia a terra, urla e piange... scende un bambino, viene allontanato con violenza... il maschio si avvicina e lei urla e piange ancora più forte... ma il Regno dei cieli è in mezzo a voi...
sono le 16,30 un mucchio di rifiuti brucia con violenza e sprigiona diossina e il suo odore acre ed infernale... ma il Regno dei cieli è in mezzo a voi...
Rosaria vive in 19 metri quadrati, senza acqua calda, senza doccia, da 14 anni... ma il Regno dei cieli è in mezzo a voi...
Raffaele, con tre figli e la voglia di legalità, è un anno e mezzo che non ha lavoro, ma sorride e non sta con le mani in mano... perché il Regno dei cieli è in mezzo a voi...
Matteo, il ragazzino incontrato domenica a messa, mi si avvicina sorridendo... perché il Regno dei cieli è in mezzo a voi...
il Regno dei cieli è in mezzo a voi... mi ripeto lentamente come dice il pellegrino russo questa "preghiera del cuore"... mi sarà compagna... questa certezza spero crescerà in me, germoglierà...

trovarsi..Effatà

Ci siamo trovati Virginia, Guglielmo, Raffaele ed io... abbiamo messo al centro la Parola.. il brano dell'Effatà... "Apriti", imperativo anche per noi... è stato semplice e bello... sentire la medesima chiamata, condividerla da differenti prospettive... sentire la Vita, la passione che fluisce, passa in vite differenti che si sono incrociate... non davanti ad una porta, come insegna la nostra storia santa... per Provvidenza, per Amore, per vocazioni... ci sentiamo portatori di una grande ricchezza attinta dalle nostre storie e dalle nostre famiglie, dai nostri percorsi umani e dal carisma che sentiamo appartiene a tutti e 4 in modo differente e incompleto... solo insieme avverrà una sintesi, non per noi, ma per Scampia, per quelli che ci aspettano... sì siamo attesi!... abbiamo voluto partire proprio da lì... cominciando a conoscerci e a condividere questi percorsi... non abbiamo fretta... vogliamo costruire con lentezza e trasparenza... ci incontreremo ogni settimana, circa tre orette... preghiera condivisione, sogni e aggiornamento della situazione, idee, proposte... il seme è gettato... si raccoglierà il 30, il 60 o il 100 per cento... sarà lo Spirito... e il nostro abbandonarsi alla Provvidenza...

fare casa

...gesto a me molto caro, come sai... o almeno spero che lo sia... casa, la stiamo cercando e forse, l'abbiamo trovata... o quasi... si trova in una torre, ovvero un parallelepipedo bianco di 12-13 piani... ce ne sono un po' disseminati in Scampia, siamo in zona Lotto R... via Ghisleri... per accedere all'entrata c'è uno scivolo ... ci camminano due persone... si arriva ad un piazzale abbastanza vasto... ci avviciniamo a delle cancellate, chiuse con legname.. si sente abbaiare e i movimenti dei cani e il loro odore... (si usano verosimilmente per le lotte clandestine tra cani)... entriamo nella hall... che nome altisonante...le cassette della posta sono murate e mezze pestate... c'è una porta a vetri con il vetro rotto... dietro c'è una specie di saracinesca che rende lo spazio tra la porta e la saracinesca un antro buoi a abbandonato... lo spazio con i due ascensori è squallido, sembra una fermata della metropolitana abbandonata... sul pavimento, dove sono fermo, c'è una macchia gialla, sembra un uovo rotto... la tromba delle scale è stretta e infinita... la maggior parte dei giorni glia censori non vanno... e allora dodici piani a piedi... con la spesa, per le persone meno giovani... l'appartamento libero è al decimo piano... meglio allenarsi!!!
casa è anche dove cercheremo di vivere il nostro ministero educativo... è una ex scuola materna... ma abbiamo scoperto che circa 15 anni fa un gesuita faceva "doposcuola" per una sessantina di ragazzi... lo spazio è bello, c'è un giardino... un ampio salone con parquet, 6 stanze da letto con bagno personale per ciascuna stanza, una cucina, altre due stanze... abbiamo ricevuto le chiavi... è tutto nostro... l'inconveniente è che... il parco è abbandonato... immondizia varia... i ratti hanno fatto la loro tane sotto i rovi e tra i rifiuti... ci sono degli angoli che mi ricorda Kibera, lo slum di Nairobi... fango e rifiuti in ottima armonia... l'interno della casa ha bisogno di rifare il pavimento che si è alzato in tanti luoghi, infiltrazioni d'acqua, mancano tutte le porte, i bagni sono stati vandalizzati con l'uso... abbiamo dovuto far saldare le persiane delle porte finestre per evitare che qualcuno entri e...distrugga... la sera prima del nostro arrivo è successo proprio questo... le siringhe sono seminate davanti alla casa e nel parco... per due volte vediamo di giorno, due che si fanno sotto i nostri occhi.. una volta un ragazzo e un'altra volta una ragazza... ma riusciamo, Raffaele, Guglielmo ed io a vedere il luogo come sarà e non solo come è... il sogno... fa vivere

preghiera di Fratel Bruno

Signore,
con te i sogni diventano realtà
con te l'uomo fa i miracoli,
con te i disorientati ritrovano il cammino
con te gli innocenti non sono corrotti dal male,
con te speranza brilla nel cuore dei disillusi,
con te un sorriso ha il valore di toccare i cuori,
con te il morire è fonte di risurrezione,
con te a Scampia fiorisce l'amore
con te i vecchi Fratelli (come me) sorridono di speranza,
con te rifiorisce il carisma lasalliano,
con te si uniscono i cuori e le forze,
con te si può osare l'impossibile...
Signore
manda il tuo Spirito su Enrico e Raffaele
che sia forza, luce, coraggio, conforto, gioia
...

diario del ritorno

Napoli c'era il sole... i Fratelli Mauro, Martino, Pietro ,Norberto e il nostro Guglielmo ci attendevano... sono nuovamente acasa, ma questa è più di passaggio, vuole essere solo un trampolino per andare oltre, e i nostri Fratelli ci accompagneranno in questo... alcuni ragazzi della scuola mi hanno dato una mano a scaricare le, per me troppe, scatole colme di libri, articoli...
gli elicotteri della polizia hanno sorvolato la città continuamente questo pomeriggio... il rumore delle pale meccaniche sovrastava tutti i rumori napoletani: le urla dei bambini che incitano ad una rissa, gli annunci pubblicitari gridati con il megafono, qualche animata discussione d'adulti, le sirene che si sentono da ogni dove... mi chiedo cosa sia successo e dove: regolamento di conti? rapina? arresti? Sanità? Fontanelle? Quartieri Spagnoli?...
i ragazzi della scuola hanno, per la maggior parte, voglia di andarsene da Napoli... più che una fuga per l'america... c'è paura, timore... "Come si fa a crescere dei figli con la paura?" diceva Mario... "Sono i napoletani che non vogliono cambiare"...
la stampa non aiuta... "Trovato un arsenale alla Sanità" titolone dle giornale... poi leggi: un fucile e tre pistole, certo già troppo, ma non un arsenale, per me, se penso alla camorra... c'è chi aumenta la paura e quindi l'omertà, la sottomssione, la rassegnazione... ed è qualcosa di sottile che credo possa invadere chiunque... come un parassita che si insinua in te, come un virus... e non hai scampo... "Non abbiate paura!"... come risuonanao forti queste parole a Napoli, a Scampia... "Non avere paura" è la Parola d'ordine, è il primo e potente mezzo per urlare la speranza, per seminare futuro...
1 ottobre
Siamo tornati a Scampia... era il primo ottobre, inizio del mese missionario, festa di Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto santo... nuovamente non un giorno qualisasi... almeno per me... siamo andati a messa a Santa Maria della Speranza (rettoria dei gesuiti), tutto bene fino all'inizio del canone quando Fabrizio, il gesutia che presiedeva la messa, si è bloccato e ci ha presentati ai suoi fedeli: "Voglio farlo ora, prima della consacrazione, la parte più importante della messa, perché è un evento molto bello... abbiamo tra d noi, due amici, due Fratelli delle Scuole Cristiane che vengono tra di noi come missionari, per stare con noi, per interessarsi dei nostri ragazzi; accogliamoli e stiamo loro vcino"... potete immagnare lo stupore di Raffaele e mio a questa accoglienza, inattesissima... Fabrizio ci ha visto nei banchi a messa iniziata... ci siamo sentiti parte del cammino della comunità che vive la Buona Notizia... qui a Scampia... ci siamo sentiti chiamati, già radicati, accolti perché attesi... la messa è tutta ben animata... le preghiere dei fedeli sono spontanee... più donne che uomini... Sergio il diacono gesuita, ricorda i rom che sono tra di noi... Scampia aperta all'accoglienza... la comunione è sotto le due specie... il pane della fraternità e il vino d'allegrezza... servono, credo sia necessario tu, Gesù, per far alzare tutte le mattine le persone, qui a Scampia, Tu cibo e bevanda di Vita... perché sappiano spezzare il pane e non spezzarsi... sappiano assaporare la vita senza soccombore all'amarissimo che li circonda... la fragranza del pane e il gusto del vino... pane e corpo già donati... come i loro che, nati qui, devono donarsi non solo alla propria famiglia, ma al tuo sogno, Fratello e Signore nostro... vino e sangue già versati... come il loro, sangue da spargere per avere un lavoro, per non vedere e non arrendersi nel medesimo istante, sangue innocente e colpevole effuso insieme... tutti noi, forse, innocenti e colpevoli... vino con cui gioire per le piccole cose, i sorrisi, la disponibilità, la voglia di un vivere diverso... andando vesro la metropolitana siamo raccolti da Antonio, un papà che cantava nel coro della messa... un ulteriore amico... con lui il piccolo Matteo, prima media, la cui scuola, succursale, era stata chiusa, e non hanno ancora risolto la questione con il comune...
Stefano, fr. Stefano ci ha telefonato per incoraggiarci e per dire che è con noi... un legame forte a tutte le nsotre comunità..è vero.. non siamo soli
2 ottobre
eccoci in un giorno feriale, il primo giorno dopo la domenica, a Scampia, un mattino qualsiasi per loro, non per noi... tante, troppe sensazioni che, avvolte negli odori d'immondizia, di urina, di altri escrementi, si fanno ancora strada in me... tanta, ma proprio tanta immondizia.. forse neppure a Kibera, slum di Nairobi, è stata così ammucchiata, brucitata a cielo aperto, ritirata e ri-presente in quantità, direi, industriale dovunque... sia come sacchetti o bottiglie d'acqua, sia come qualsiasi cosa considerata ora inutile... dal materasso alla poltrona, dai mobiletti del bagno alle batterie delle macchine... ne sei sempre circondato... sembra consustanzaile la paesaggio... ci chiediamo se non siano stufi di ciò, se non abbiano voglia di prati verdi, di mariaipiedi puliti, di panorami, già tristi, non colorati di rifiuti, non addobbati con colori di sporcizia e di abbandono...
Oggi festa delgi angeli custodi... abbiamo trovato un nuovo Angelo custode: Ciro... è un volontario della Parrocchia della Resurrezione... semplice, concreto, diretto, sguardo dolce e saggio, cesellato di Verità e di Speranza... non teme, è da tutti conosciuto, aiuta tutti senza compromessi, con mani libere e disponibili... ci ha accolto all'Oasi Buon Pastore, il centro parrocchiale, nato dall'occupazione di una struttura comunale fatiscente e abbandonata... la struttura ricorda il vulcanico e disordinato Don Vittorio, il parroco, che da 37 anni ama e vive a Scampia.... 4 scugnizzi, dagli occhi vividissimi, qualcuno già temprato dalla vita in 4 elementare, qualcun altro, della prima e seconda elementare, conserva, grazie a Dio, ancora l'innocenza... per quanto?... hanno appena costruito una loro tana nel cortile del centro che dovrebbe essere il nostro roveto ardente... il luogo in cui Dio si manifesterà nei piccoli che accoglieremo, il luogo, come tutta Scampia, in cui bisognerà avanzare scalzi, attenti, beneficiari e portatori stupiti, inconsapevoli, a volte, di una promessa eterna, d'alleanza, un promessa che contempla il cielo... la "casa/tana" degli scugnizzi è quattro lamiere in croce, appoggiate alla recinzione mezza divelta...un bambino si accanisce con un pezzo di scopa a ripulire la terra battuta... è, per noi un'emozione, in mezzo a tutto 'sto disordine e a tutta l'immondizia che giace urlante intorno e che loro con disinvoltura usano per giocare, contemplare che almeno nella propria "casa" si desideri pulizia, ordine... ci aprono la parete laterale... come divano hanno posto un dondolo da bambni colorato di giallo con fantasie; è posto al centro solenne ed imperioso... sorrido di cuore vendendolo... un urlo allucinato chiama la bambina che sta con loro... non capisco nulla di ciò che la voce femminile dice alla scugnizza, né la risposta, altrettanto urlata, della bambina... come ci capiremo? il linguaggio del cuore basterà? Un coso di lingua napoletana, con anensso corso di dizione e fonologia campana, sarebbe l'ideale... quante cose non da bambini sono costretti a vedere, a ingoiare, con quante esperienze da "adulti" si scontrano... quante assurdità della vita scandalizza il loro piccolo cuore di bimbi? Quante volte i loro occhi sono stati turbati da ciò che devono vedere ogni giorno? Quanti aculei di morte hanno ferito la loro infanzia?... e chi cura queste silenziose ferite che gemono incessantemente?... Lino, il capo scugnizzo, il capomastro, è orgoglioso del sua capolavoro e per preservarlo da incurisioni, lo circonda con un reticolato di ferro e, accanto all'albero le cui chiome cercano aria, vi lega, ingegnosamente per un bambino di 9/10 anni, una vecchia porta, il cui vetro centrale è stato rotto... Lino che alto un soldo di cacio, sguardo vivido, orecchino al lobo sinistro, domanica, durante la messa ha ciesto, davanti a tutti, perdono per le cose brutte che aveva fatto, è stato, per questo, rivestito dalla tunica bianca... ci racconta Ciro a voce alta, per elogiarlo, per fargli ricordare un momento d'attenzione e centralità
tutta per lui... "Sei amato Lino" sono le parole che eccheggiano in questo racconto... e il sorriso di Lino esplode, colmo di soddisfazione e di orgoglio... gli scugnizzi ci guardano... qualcuno è interessato dal crocefisso di Raffaele... quando Raffaele pone ad uno di loro una domanda, questo scugnizzo chiede a Ciro, ma il termine che usano per chiamarlo è solo "A Ciii", che lingua Raffaele parli... si arrampicano dovunque chiamandosi scimmie... il recinto che circonda il centro ANLASIDS è facilemente superabile con estrema rapidità... saranno alti un metro e poco più.. insomma dei puffi.. ma in tre secondi sono già dentro... che servirà sta recinzioe? A proteggere noi o a farli entrare in un mondo altro, un luogo alternativo, uno spazio tutto per loro? Superare il naturale, credo, concetto di difesa del proprio spazio, che mi sorge dentro spontaneamente, forse per un desiderio di protezione, visto che mi sento nudo e disarmato a Scampia ed osare uno spazio dove educazione, gratuità, disponibilità, speranza, vogliono trovare e fare casa?
Abbiamo fatto quattro passi attorno al Centro per il minsitero lasalliano... in più di un punto la canellata è divelta, bucata, attorcigliata, distrutta, tolta.... parecchi vetri sono stati rotti... il giardino... grande... ricorda una discarica in fase iniziale... c'è di tutto in abbondanza... forse qualche tir basterà a portare via tutta la sporicizia accumulata da anni... e le siringhe, quante, che sono fuori sulla strada davanti all'edificio disabitato e e alla fermata dell'autobus... ma nei nostri occhi ci sono barlumi di cosa questo luogo in realtà sia e diventerà... il "già e non ancora"... un luogo per il tuo sogno, Signore, un ambiente sognato da La Salle... per i primi quattro scugnizzi conosciuti... che giocano e si avventurano in spazi pericolosi... non sono vere queste parole antiche di 300 anni? "I genitori, sempre assorbiti dal lavoro per mandare avanti gli affari e dalla preoccupazioni che dà loro la propria famiglia, sopratutto per procurare a loro stessi e ai loro figli il necessario per vivere, non possono dedicare tempo ai propri figli... Dio, sempre vigile e provvidente, ha pensato di sostituire i genitori con persone, sufficientemente colte e zelanti per far conoscere ai loro figli la sua divinità e i suoi misteri... Queste persone cercano, con grande premura e grande attenzione, di porre nel cuore di questi ragazzi il fondamento delle religione e della pietà cristiana... siete proprio voi, cari fratelli, quelli che Dio chiama a questo ministero..."
ore 18,30... la fila: una ventina o trentina di giovani tutti ordinati davanti ai canelli del Lotto X (Lotto è il nome comune dato alle case popolari della zona, classficate poi pe le lttere dell'alfabeto; a volte, funge anche da vero e prorpio indirizzo postale)... mancano solo i numeri d'ordine d'arrivo come in posta o al banco dei salumi e formaggi del PAM... ecco una bella fila, non si urla, non si spinge, si chiacchiera, si parla al telefonino... ci sono tante macchine posteggiate e altri giovani che girano intorno ad esse... motorini... ma non stanno attendendo di comprare i biglietti per la partita o per un concerto, non è un negozio con saldi vantaggiosi... questi giovani sono tutti in attesa di acquistare la propria o più dosi di droga, sicuramente la varietà dei prodotti è vasta... o forse sono "botteghe" monomarca: se vuoi la dorga Z vai di là, se ne vuoi un altro tipo, altro luogo..., c'è ancora sole, luce... chiunque passando se ne può accorgere... di posti come questo a Scampia ce ne sono almeno... meglio non contarli... meglio non guardare, non vedere, non chiedersi nulla... tutto è controllato, nessuno sconosciuto può avvicinarsi, solo volti noti, solo persone sicure, non avventori occasionali... la polizia non lo sa? c'è una rete protettiva di macchine, motorine, vedette, pali piazzati nel punto giusto... la droga è negli appartamenti... c'è chi controlla il compratore, chi regola la fila, chi va dal cancello al "banco" per pendere la dose da portare all'acquirente... chi rimane sul cancello a contatto solo con i pezzi piccolissimi, l'ultima catena di questo commercio diffusissimo qui a Scampia... il commercio di Scampia... commercio di vite perse... di guadagni sicuri e relativamente facili... come essere segni di risurrezioni in questa reltà? come vivere il ministero educativo e come toccare i cuori dove la droga divora anime e corpi?

primi pensieri Napoletani

Penso che non ci sarebbero stati giorni migliori a settembre per iniziare l'avvetnura di Scampia...

26 settembre... 1993, i miei voti perpetui... tappa importante del cammino.... tappa di rinnovato inizio, segno di una volontà, forse troppo giovane e inesperta, che puntava molto sul desiderio... il brano del Fondatore che da allora mi porto dietro è sigillo di questo cammino: "siate come viandanti, dediti unicamente all'opera di Dio e a far nascere Gesù nei cuori..."...c'era già il mio desiderio nomade... un'identità seminata da subito, forse posta mentre ballavo a Montecarlo e con il mio piccolo zainetto che conteneva tutto quello che allora avevo, portandomelo dietro mentre correvo e danzavo, cambiando, per colpa del denaro, posti letto, stanze, ostelli... passione ha dovuto maturare dolcemente per diventare trasparente, chiara anche per me, accompagnata da alcune illuminazioni ed innamoramenti come per il piccolo fratello Carlo di Gesù e petite soeur Magdeleine, per soeur Emanuelle.. il suo primo libro: Gesù tra i rifiuti" sulla sua esperienza in una bidonville del Cairo con gli zabaillin, per Paul Lambert, personaggio letterario per narrare fratel Gaston Dayanand (il suo nome indiamo) Grandjean (fratello del Prado), che mi ha rapito ne "Anand Nagar, La Città della gioia" (di D. Lapierre) che andò a vivere in uno slum di Kolkata (l'ex Calcutta) con i poveri... sono stati compagni e compagne di viaggio di questo tempo sufficientemente lungo per me: 20 anni... ma nulla è casuale.. tutto è Provvidenza... tutto è Grazia... anche se i tempi di Dio sono differenti da nostri, sono più simili a quelli della terra e della Vita... sono tempi lenti... ma confronto all'eternità che sono?... nomadismo segnato dal primo paio di sandali comprato mentre, ancora postulante, ero a Bassano del Grappa e dalla bisaccia azzurra che ha fatto strada con me... ora mi ritrovo con un altra bissaccia e altri paia di sandali... ma con il medesimo desiderio di allora... identità, a volte vista con sospetto, altre volte compresa ed accolta come un dono dall'Alto... a volte sulle nuvole, ma sempre capace (almeno lo spero) di abbracciare e tessere legami di amicizia che s'impregnavano di profumo per me sempre dolcissimo e di cui godo ancora...

non ho avuto il coraggio di alzare gli occhi mentre, inginocchiato nella nostra cappella, mi imponevate la mani... sapore e profumo della chiesa primitiva che con coraggio, gratuitamente e senza calcoli umani, mandava, inviava... quelle mani erano per me carezze per i giorni di sconforto, in cui tenerezza e volti amici saranno necessari come il Pane; erano mani apoggiate sullle mie spalle per quando la timidezza, imperiosa e fastidiosa, farà capolino; erano mani che mi tiravano per buttarmi nella mischia di fronte alla pigrizia, all'insuccesso; erano mani levate al Padre per chiedere Sapienza, sguardo di fede; mani intrecciate per gridare e gemere; mani che, unite a quelle dei piccoli di Scampia, faranno fare girotondo... mani che mi dicono: "Non sei solo"; mani che testimoniano comunione nel servizio educativo dei poveri e disegnano un futuro differente, circolare, ampio, dove i variopinti colori dei modi di vivere "La Salle" formano un arcobaleno inedito e continuo segno dell'Alleanza... mani che ben testimoniano che è lo Spirito, che non si sa da dove venga, né dove vada, Spirito che accompagna sempre i pellegrini di ieri e di oggi... lo Spirito: vento, fuoco, acqua...la terra dobbiamo mettrcela noi con piedi per ancorati, ma pronti ad andare oltre, a varcare confini, piedi che ti conducono dove c'è frontiera e limite per torvare il io posto ora lì e poi altrove, preché ci saranno sempre altre frontiere e altri limiti da superare... e mi chiedo anche sa non ci dovrebbe essere qualcun altro al mio posto... più valido, più capace... ma Gesù ha sempre cavalcato asini e mai cavalli... un motivo ci sarà :-)

27 settembre...la festa di fratel Scubilion... un tratto luminoso della storia santa lasalliana, una storia che mi è consegnata, affinchè continui, porti frutto... se come dice Schillebeeckx, "gli uomini sono le parole con cui Dio racconta la propria storia", questo mio e nostro fratello ha coniugato le parole libertà ed educazione per la gli ultimid della società del suo tempo... è troppo poco definirlo missionario perché a lasciato la Francia e dopo mesi, via mare, è arrivato alla Reunion... se penso al mio comodo viaggio con mio fratello Matteo che mi portava velocemente e con sprint verso la pre-tappa del nostro fare casa a Scampia... lì è stato capace di scegliere quelli che erano fuori, alla periferia.. gli schiavi, i mulatti, i neri... per ridare libertà attraverso l'educazione... ricordare Scubilion è fare memoria di un impegno cha va al di là del proprio cammino, di un inserimento nella stroia e nella lotta per i diritti umani dei senza diritti... anche a Scampia c'è una forma di schiavitù... o varie... ma soprattutto il Regno è già presente... non devo, dobbiamo, dimenticarlo mai... i semi del Verbo... il soffio dello Spirito aleggia già sul caos di Scampia... io sono stato consegnato, come Scubillion alla Reunion agli schiavi, a quei bambini, a quella gente, a quei giovani... il cammino è da fare insieme... pensando a Don Milani devo ripetere che saranno "loro i miei confessori, i miei direttori spirituali, i miei maestri, il mio Dio..." e spero che "mi usino la carità, la pietà di accogliermi come uno di loro..." sarò capace di vivere ciò... come La Salle, Scubilion, Don Milani...?

A Napoli c'era il sole... i Fratelli e Guglielmo che mi attendevano... alcuni ragazzi della scuola mi hanno dato una mano a scaricare le, per me troppe, scatole colme di libri, articoli...

gli elicotteri della polizia hanno sorvolato la città continuamente questo pomeriggio... il rumore delle pale meccaniche sovrastava tutti i rumori napoletani: le urla dei bambini che incitano ad una rissa, gli annunci pubblicitari gridati con il megafono, qualche animata discussione d'adulti, le sirene che si sentono da ogni dove... mi chiedo cosa sia successo e dove: regolamento di conti? rapina? arresti? Sanità? Fontanelle? Quartieri Spagnoli?...

i ragazzi della scuola hanno, per la maggior parte, voglia di andarsene da Napoli... più che una fuga per l'america... c'è paura, timore... "Come si fa a crescere dei figli con la paura?" diceva Mario... "Sono i napoletani che non vogliono cambiare"...

la stampa non aiuta... "Trovato un arsenale alla Sanità" titolone dle giornale... poi leggi: un fucile e tre pistole, certo già troppo, ma non un arsenale, per me, se penso alla camorra... c'è chi aumenta la paura e quindi l'omertà, la sottomssione, la rassegnazione... ed è qualcosa di sottile che credo possa invadere chiunque... come un parassita che si insinua in te, come un virus... e non hai scampo... "Non abbiate paura!"... come risuonanao forti queste parole a Napoli, a Scampia... "Non avere paura" è la Parola d'ordine, è il primo e potente mezzo per urlare la speranza, per seminare futuro...