Buone Notizie da Scampia n° 11

“Fammi spazio dentro la tua Presenza che m'avvolge”

de La Salle

Carissime e carissimi,

questa illuminazione del Fondatore ci è sembrata dar voce alla nostra stessa preghiera e al senso del nostro essere a Scampia mente ci preparavamo a festeggiarlo: dobbiamo ammettere che Dio ci ha fatto spazio nella Sua tenda tra questi palazzi, tra queste sorelle e questi fratelli, in questo luogo doloroso dove tanti sono stati uccisi, vittime di violenza senza senso e dove tanti vengono a cercare un paradiso di morte nelle droghe.

Ripercorrendo questi mesi, constatiamo come il “farsi spazio” sia stato fisico con casArcobaleno e con la casa della comunità, come sia stato declinato nel campo dell’educazione quando scopriamo che c’è stima e interesse verso la nostra presenza e nuove persone e servizi bussano alla nostra porta per chiedere aiuto e per confrontarsi.

Il “dentro” lo cogliamo evidente quando gli altri inquilini del nostro palazzo ci fanno domande e si chiedono se ci fermeremo qui con loro come nelle confidenze che adulti e giovani ci offrono.

La presenza di Dio la sentiamo in certi momenti d’ispirazione, nei momenti di gioia quando casArcobaleno è tutta un fermento e i ragazzi e le ragazze sono pronti e disponibili all’apprendere, all’entusiasmarsi, come nei momenti in cui la Sua assenza sembra imperiosa e l’abbandono fa capolino come quando ascoltiamo i nostri fratelli e le nostre sorelle Rom che condividono i loro incubi e vediamo la situazione in cui sono costretti a vivere.

Siamo avvolti e il grazie sorge spontaneo molte volte nella nostra preghiera della sera quando tentiamo di raccogliere i frammenti della nostra vita ordinaria e quotidiana, come pezzi e briciole di pane avanzato, per offrirglieli nuovamente nella preghiera; siamo avvolti perché non ci sentiamo soli e sorridiamo quando qualcuno di voi e dei nostri amici ci chiede se abbiamo paura, se viviamo in un posto sicuro; siamo avvolti perché non mancano i gesti di tenerezza di Dio Padre in tante persone di Scampia che si prendono cura di noi come delle piccole trasfigurazioni che i ragazzi e le ragazze di casArcobaleno vivono nella propria pelle e nel loro cuore.

Sentiamo lo spazio creato da Dio quando qualcuno del nostro palazzo comincia bussare alla nostra porta di comunità magari per chiederci una croce da indossare, quando le confidenze si fanno più profonde, quando, con il cuore toccato, comprendiamo che quello che stiamo facendo, l’aiuto che stiamo dando a quel particolare ragazzo nessuno glielo avrebbe dato oggi se non ci fossimo stati noi…

Ed essere “spazio avvolgente e tenero” o come dice il 44° Capitolo Generale “il volto umano di Dio lo viviamo quando, ormai quotidianamente, i bambini del palazzo bussano alla nostra porta… prima uno, forse in avanscoperta o perché quello che più è solo, poi in coppia, poi le sorelline… giovedì sera, per esempio, mentre noi pregavamo il nostro vespro “peculiare”, Mario e Maurizio sono stati in camera a disegnare sul computer mentre le sorelline applaudivano quando cantavamo…è vero non abbiamo ancora il tabernacolo, ma Gesù presente nei piccoli era tra di noi, fisicamente.

Ci sentiamo dentro e come dice “fra’ Gustavo Gutierrez op: se Pilato, il Sistema, ha condannato Cristo alla morte di croce, Dio lo ha condannato alla risurrezione. Tutte e tutti siamo condannati alla risurrezione(fra’ Joao Xerri op): sì, sappiamo già di essere condannati alla risurrezione e forse è questo che permette di starci dentro qui a Scampia, guardando con gli occhi della fede la sua Presenza che avvolge noi, tutti e tutte.

Abbiamo sentito forte il desiderio di festeggiare il Fondatore per farlo conoscere e per ringraziare coloro che hanno camminato con noi in questo anno; casArcobaleno si è così ripopolata di amici e di amiche che ci hanno dato una mano, che lavorano e si impegnano con noi oggi, che abbiamo conosciuto e ci sembrava bello accogliere tutti e tutte per condividere il dono ricevuto che non ci appartiene.

Ciò che forse è piaciuto di più è stato il momento di preghiera in cui abbiamo celebrato la Vita in “Dio che agisce con sapienza e dolcezza, guida ogni cosa”… è stato un tempo “liberato e aperto” per riconoscere la presenza di Dio nelle nostre vite come per ricordarci tutti che “dobbiamo rinascere dall’altro… dallo Spirito” come ha fatto il Fondatore e per offrire al “vento”, poiché “Dio è Spirito”, i nostri desideri e le nostre intenzioni di preghiera.

Abbiamo voluto cucinare noi il più possibile, come buoni padroni di casa, sia per una scelta di povertà che per fare come si fa qui nei giorni di festa, quando le mamme preparano pranzi luculliani per tutta la loro grande famiglia.

E’ stato un bel lungo pomeriggio all’insegna del condividere ciò che gratuitamente tutti abbiamo ricevuto e, naturalmente, non poteva mancare alla fine un po’ di musica napoletana.

La festa di La Salle ci ha dato “coraggio” per iniziare due piccole nuove iniziative:

Yaprire gli spazi e i tempi comunitari di preghiera per condividerla con altre persone(44° C.G.): era da tempo che ne parlavamo e che desideravamo farlo; il giovedì sera su in casa sono invitate le persone che desiderano condividere con noi un momento di preghiera; accanto alla Parola di Dio che ha sempre la centralità, condividiamo anche testi del Fondatore o della “nostra storia santa”, per far conoscere la nostra eredità e ricchezza spirituale;

Yanimare gruppi di fede…accompagnarli nei propri cammini di spiritualità… unire nella lettura della Bibbia, l’interpretazione della realtà e quella della comunità per discernere i segni dei tempi(44° C.G.): abbiamo invitato un gruppo di mamme ad incontrarsi attorno alla Parola per una lettura comunitaria orante: il primo libro scelto è quello di Giuditta perché narra di una donna che vive, senza alcuna protezione, in tempi violenti ai margini della vita sociale (Betullia) e che diventa strumento di salvezza da parte di Dio. Giuditta rinnova quella verità espressa nell’Esodo e che il Capitolo ha posto in calce agli atti capitolari “Ho ascoltato il loro grido – Io vi mando” (cfr. Es 3,7-10). Giuditta testimonia la fede e la fiducia in un Dio che ascolta le grida del suo popolo, in un Dio presente con la sua protezione divina verso coloro che rischiano la propria vita per la libertà, la solidarietà con il popolo sofferente le dona la forza per intraprendere questo cammino.

Sono due semplici momenti speriamo significativi per condividere la fede ricevuta con tutti e tutte e costruire una “comunità dai fede, isola di speranza e creatività; comunità alternativa che cerca di assomigliare alla prima comunità di Gerusalemme e alla comunità delle nostre origini lasalliane(44° C.G.).

Dal 23 al 25 maggio, Napoli ha vissuto la sua prima festa del volontariato: piazza Plebiscito è diventata così una piccola cittadella della solidarietà dove le associazioni potevano incontrarsi, dove vi erano dibattiti e momenti istituzionali, dove poter presentare a tutta la città il “fare bene il bene per gli altri”; noi come “ARREVUTAMMOCE”, insieme all’Associazione C.E.Lu.S.” di suor Edoarda (la suora giustamente famosa nel mondo lasalliano italiano) siamo stati presenti e abbiamo accolto con gioia

l’invito ad animare 4 laboratori in piazza per i più piccoli: costruire aquiloni, fare mosaici con riso colorato, cornici colorate di cartoncino e collane e bracciali di perline.

Dobbiamo, senza falsa modestia, ammettere che siamo stati gli unici ad animare per due giorni la piazza a favore dei bambini e il successo ci è stato, così che il C.S.V. (Centro Servizi Volontariato) di Napoli desidera mandarci dei giovani a fare volontariato con noi.

La scelta, da noi compiuta, di coinvolgere i ragazzi più giovani di casArcobaleno per renderli volontari per i più piccoli è stata, come potete leggere nella lettera allegata, un idea vincente; ma la vera soddisfazione ci è venuta dall’avere dei giovani Rom che si sono fatti volontari per i più piccoli napoletani; qualcuno dei genitori più attenti se ne è accorto e ha fatto notare ai figli come quei ragazzi che li avevano aiutati a fare il proprio piccolo capolavoro fossero gli zingari di cui in quei giorni si agiva e si parlava con razzismo e violenza, particolarmente qui a Napoli.

Il 18 giugno abbiamo partecipato al “Giro d’Italia” de “Le Parole Ritrovate” un associazione che “vuole far incontrare utenti e operatori dei servizi di salute mentale, familiari e cittadini , credendo nel valore del “fare assieme”…. e che il cambiamento è sempre possibile”: è stata bello far festa con loro, condividere il nostro percorso con persone così profondamente ferite e con i loro familiari e far stare i nostri ragazzi e ragazze con loro… tutti dobbiamo “ritrovare le parole”: parole della lingua italiana, parole appropriate a narrarsi, parole di giustizia per dare voce ai piccoli, parole per ascoltare e per dire la Parola che era presso Dio e si è fatta carne.

Anche per noi questo è un periodo d’esami e siamo intenti a terminare la preparazione prossima e ad accompagnarli nelle varie scuole in cui devono sostenerlo. Antonio, nel tema d’esame, ha raccontato che quest’anno si è preparato non con dei professori, ma con dei fratelli… enorme soddisfazione per tutti noi.

Nella preparazione siamo stati testimoni, purtroppo, di quanto ai ragazzi sia data sempre più libertà rispetto alle ragazze poiché qualsiasi esigenza familiare deve essere espletata dalle donne, non importa l’età che hanno; “fare i servizi” espressione tipica per dire che si deve fare delle commissioni o aiutare in casa, è stata usata dalle ragazze per scusarsi delle proprie assenze che erano dovute agli differenti impegni come accudire i fratellini/sorelline, andare dalla nonna a potare qualcosa, dare una mano a qualcuno… così nessuna ragazza ha potuto essere presentata da noi all’esame di terza media.

Nel mese di giugno non siamo stati soli: Claudio, del Movimento Giovani Lasalliani, ha desiderato trascorrere del tempo con noi; abbiamo così potuto “allargare gli spazi della nostra tenda”e provare, ma proprio poco, cosa vuol dire avere una casa “affollata”. Claudio si è ben integrato con i ragazzi e le ragazze del servizio civile e siamo stati fortunati ad avere un testimone “giovane e laico” del carisma lasalliano.

Una visita inattesa è stata quella di fratel Joseph Fabiano del distretto lasalliano di San Francisco; aveva letto di noi ed era curioso di scoprire la nostra realtà: è stato con noi, ha conosciuto Scampia e CasArcobaleno, ha condiviso sogni e preoccupazioni: una visita lampo, ma gradita e che ha lanciato una passerella tra Napoli e San Francisco dove vive la propria missione.

Siamo parte di un’ampia storia santa che ci precede e ci supera e abbiamo scoperto con stupore che alcuni ex allievi vedono nel nostro essere e stare una possibile continuità con la propria esperienza lasalliana: tutto questo è un dono reciproco per poter vivere “in modo più aperto il servizio educativo dei poveri(44° C.G.); sono, per noi, tutti segni di una rinnovata associazione lasalliana che la nostra Provincia sta vivendo, ma tutto ciò ci rende coscienti “della nostra responsabilità di essere per tutti i Lasalliani e le Lasalliane cuore, memoria e garanzia (44° C.G.). Abbiamo avuto così differenti contatti con le associazioni di ex allievi che vivono nella nostra provincia:

NEnrico, come ex allievo dell’Istituto Gonzaga, ha ricevuto il “Gonzaghino 2008”: un gesto molto affettuoso, ma anche impegnativo: riconoscere che essere come Fratelli a Scampia è “rinnovare il carisma lasalliano… esempio da imitare e sostenere” diventa un impegno affinché le stesse possibilità che gli allievi del Gonzaga hanno e hanno avuto siano messe a disposizione per il giovani di Scampia: la carità fattiva milanese deve essere messa in azione!;

Nun contatto inaspettato e gradito è giunto dagli ExLaLi (ex allievi di Libia) che dal 1970 vivono la propria “diaspora” in giro per il mondo, ma si sentono tralci nel carisma lasalliano: ci hanno invitato a condividere con loro il nostro cammino: ne è nata amicizia, il desiderio di rimanere uniti per progettare qualcosa di bello per Dio, con loro qui a Scampia e… li ringraziamo del dono offertoci;

Ngli ex allievi dell’Istituto La Salle di Torino ci avevano da tempo contattati per poter dare un mano: siamo stati con loro a festeggiare il 70° esimo di fondazione e sono stati generosi nell’aiutarci a fondare una biblioteca tecnica che tra poco prenderà forma più strutturata;

Nci hanno scritto anche gli ex allievi del San Vincenzo di Piacenza, altra scuola lasalliana chiusa da tempo, che hanno desiderio di “sognare con noi” per questi ragazzi e giovani;

Tra i ringraziamenti dobbiamo aggiungere quelli per i ragazzi degli Istituti Filippin che, nella loro festa del Fondatore, ci hanno invitato e ci hanno donato frutto del loro impegno; per il Colle La Salle che nella “festa della Famiglia” ha raccolto e donato anche a noi di Scampia; per un Fratello e per un ex allievo del Gonzaga.

“La speranza dei poveri non è per domani ma per oggi, “l’oggi di Dio”. Essa non è prima di tutto la fine di una disgrazia ma annuncia sempre un nuovo inizio, anche se tale inizio umile e fragile fa pensare ad un germe, ad un germoglio o ad un bambino… La speranza è come “l’inizio in quanto tale”, il principio di una “avvenire” assoluto”, primizia della “nuova creazione” (Pierre Ganne s.j.)

Sappiamo che anche l’estate di molti di voi sarà piena di occasioni per vivere il dono ricevuto, avvolti dalla Sua presenza e dentro la Storia come dentro le storie di molti “piccoli” che ci manifestano quell’Amore che ci precede e segue… noi saremo qui e se qualcuna o qualcuno di voi vorrà fare casa con noi vivremo insieme e condivideremo la speranza di noi poveri e “l’oggi di Dio”.

Guglielmo, un amico di Scampia, ci ha scattato questa bella foto che ci ritrae insieme a Paola e Maria Neve; ve la inviamo per farvi raggiungere dal nostro affetto ed dal bene di cui ci


sentiamo sempre debitori con la gente di Scampia e con voi tutte e tutti.

TANTI AUGURI AD EMINA

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... come brezza leggera...

siamo tornati a casa sul tardi e fuori dal nostro palazzo abbiamo trovato Antonio, Davide, Nando e Spaghetto, che in realtà si chiama Antonio... ci siamo fermati a parlare con loro, abbiamo assistito alla loro cena verso le 23,30 a base di pizza mangiata seduti sul muretto del nostro palazzo... naturalmente tante cose si sono dette: discorsi seri e faceti, prese in giro e momenti di tenerezza... ma il culmine, almeno per noi, è quando tutti all'unisono ci hanno detto che fuori casArcobaleno si sentono persi e che non dovrebbe mai chiudere...