René Voillaume... un padre nella fede e nella vita

Vi sono alcune grazie che Dio ci comunica solamente nel silenzio e nella solitudine nell’appuntamento con lui. Vi è un modo per Dio di donarsi che non si trova né nel frastuono, né nella folla, e neppure nell’assemblea cristiana riunita nel nome di Cristo. Bisogna essere completamente veri per quanto riguarda la natura umana l’intimità dell’amicizia e dell’amore è per la persona un bisogno altrettanto essenziale. Una tale intimità ha le sue esigenze e non si trova abitualmente che nella solitudine di un appuntamento con colui che si ama.

Ricordiamoci che soltanto la fede di un bimbo può, a detta di Gesù stesso, essere abbastanza illuminata dalla grazia dello Spirito Santo per comprendere il mistero dell’eucaristia e viverlo nel modo migliore. Che si possa anche noi essere per il Signore quell’oggetto di ammirazione che gli faceva esclamare: «Ti benedico, Padre, Signore del cielo e della terra, di aver nascosto questo ai sapienti e agli esperti, e di averlo rivelato ai più piccoli» (Mt 11,25). Non ritroveremo il cammino dell’unità nella fede fino a che non ci renderemo capaci di ricevere pienamente la rivelazione promessa da Dio ai più piccoli.

per una vita vera e ampia

Incontrarsi in una ludoteca non è cosa solita per noi “adulti”, eppure la Ludoteca “La Soldanella”, piccola presenza in mezzo ai palazzoni del Lotto G, ricorda molto il seme di senape che, minuscolo, è capace di dare vita ad una grande cespuglio ed accogliere coloro che vogliono farsi un nido al sicuro.

Anche il giorno, un sabato qualsiasi del tempo pasquale, in realtà ci preparava alla Buona Notizia proclamata domenica nelle nostre parrocchie: “il comandamento nuovo: amatevi come io vi ho amati….

La novità e il termine di paragone, illuminano le nostre semplici presenze:

nuovo per il mondo ecclesiale e delle nostre comunità e congregazioni,

nuovo perché speriamo di essere aperti ed aperte alla novità eterna dello Spirito

nuovo perché è la Vita la nostra prima maestra…

come perché è Gesù, il Risorto, il nostro modello unico

come perché il farsi tutto/a a tutti/e è la priorità

come perché le modalità di vita dei nostri amici e delle nostre amiche, la loro cultura, la loro spiritualità, le loro speranze e i loro desideri, come le sofferenze e le angosce devono diventare le nostre…

Abbiamo fatto festa… abbiamo condiviso la mensa.. forse qualcuno ci avrebbe dato volentieri dei mangioni e dei beoni… così abbiamo avuto modo per conoscerci, per ascoltarci, per capire cosa si trova nel cuore di ognuno od ognuna come le preoccupazioni delle nostre comunità… non abbiamo perso tempo, ma rinsaldato o tessuto legami semplici…