Buon Natale

Dal Vangelo secondo Luca:

Non cera posto per loro…”

Non cera

Non cè

Eppure Dio nasce ancora

Nasce bambino

perché nessuno sia rifiutato

Nasce tra di noi insegnandoci a fare spazio

Nasce dentro la Storia

per stare acconto a coloro che oggi non hanno posto

Dio nasce oggi... è qui!

Fai spazio vivi dentro Buon Natale  


“A voi tocca riconoscere Gesù nei bambini che vengono alla vostra scuola”


Chi é dunque Gesù per noi? E’ le ragazze e i ragazzi di CasArcobaleno, piccolo gregge dei tanti giovani di Scampia, una Betlemme moderna.

I testi che trovate in queste nostre Buone Notizie sono i loro: abbiamo raccolto le loro parole, sgorgate con fatica, a volte, dal più profondo; abbiamo conservato tutto, errori compresi.

I testi sono vari: qualcuno si present

a o presenta un amico; qualcuno ha voluto raccontare l’anno appena trascorso con noi, altri si sono concentrati sul Natale…

E’ il loro regalo di Natale affinché li e le conosciate meglio e possiate voler loro bene come noi abbiamo la fortuna di volergliene.

Qualcuno si presenta:

LA MIA VITA

La mia vita e cambiata molto da quando sono entrato a casArcobaleno grazie ad Enrico un fratello che mi disse che facevano un corso per conseguire la licenza media, dopo che o preso la licenza media ho continuato a frequentare casArcobaleno e mi trovo bene insieme a tutti i ragazzi che frequentano. Insieme a loro ho fatto gite, lavori di gruppo “cose che prima mi era difficile fare” siamo andati anche a mare insieme. Grazie a questa esperienza ho imparato a stare insieme e a pensare quello che sono; mi presento sono Antonio ho 17 anni e vivo a Scampia un quartiere molto a rischio per colpa della droga. Ma io fortunatamente io ne sto fuori ma anche grazie a casArcobaleno  .

Questo sono io…

Mi  chiamo  Nando , ho  16  anni  e sono  di  Scampia.      

E  mi  voglio  raccontare : mi  ricordo  il  mio  primo giorno  di  scuola  calcio  avevo   10 anni , iniziammo  quest’ avventura  io e  mio  cugino  ò Cines   perché  entrambi  amiamo  questo  sport . Infatti   insieme  ci  impegnammo  per  allenarci  costantemente .

All’  inizio  fu  molto  faticoso  perché  non  eravamo abituati  a fare  tutti   gli  esercizi  che  ci  faceva  fare il mister . 

Con il passar del tempo  riuscimmo  ad integrarci  nella  squadra  e cosi  cominciammo  a giocare  anche  da  titolari . poi  l’anno  dopo  venne anche  spaghetto  che in quella stagione era   l’ assist  man  della  squadra , che  mi  fece  fare  anche  8  goal .   

 

Mi chiamo Antonio, ho 16 anni e vivo a Scampia o buon e o malemend kest e sembr casa mj.I miei amici mi chiamano spaghetto!!!!   I miei  hobbies: sono di giocare a calcio, divertirmi con i miei amici, ascoltare la musica e chattare…

Sono 3 mesi che frequento CasArcobaleno. Casarcobaleno è una struttura bellissima: lì si può giocare al calciobalilla e ci divertiamo moltissimo a fare le sfide di coppia, si può giocare anche al ping pong e poi il venerdi si gioca a  calcio facendo delle partite tra di noi. Grazie a casarcobaleno ho avuto la possibili

ta di andare ad un corso di elettricista e questa ha fatto cambiare la mia vita. Xke prima di andare a questo corso non facevo niente xke non volevo andare a scuola ora invece frequento questo corso che mi permette di realizzare il mio sogno.. Non sono voluto andare a scuola  xke mi scocciavo ma poi ora ho capito il mio errore più grande!!!! A poi la squadra del mio cuore è il napoli e sempre forza napoli ssssssss!!!!!

 Ciao  sono   lino  e  o  11  anni  e   abito  a  scampia   e  o   conosciuto  la  casa arcobaleno  e  o  conosciuto    a  raffaele  e  o  conosciuto  anche   enrico    e  o  conosciuto   anche  ginevra  e anche  peppe   che  ogni   giovedi   giochiamo  sempre   a calcio   e  avvolte  peppe  ci  rimane  anche  le  porte   e

  poi   ginevra   ci  fa  giocare  anche  al  bigliardino .  poi   peppe  ci   chiama  per  portare le  porte  dentro  . io  frequento  la  1 media  e  nella  mia  classe  o  conosciuto  mario  e  in  classe  io  e  mario  facciamo  un  sacco  di  chiasso  e  nella   classe  io  e  mario  abbiamo   tanti  amici   da  giocare  .quando  andiamo  a  squola,  poi  tutta  la  mia  classe  con   la  nostra  professoressa   di   ginnastica  ci  fa  giocare  a  calcio  mentre   le  femmine  che  giocano  a pallavolo  sono  Mena  Luana , Marianna,Rosaria,  mentre  i  maschi  giocano  a  calcio  ci  giocano mario,  dylan, carmine ,lino,mariano.

La mia migliore amica si chiama Jessica, ha i capelli castani ricci e lunghi, ha gli occhi in tinta con i capelli, non ha i denti perfetti come i miei però quando sorride rende tutti felici, e fortunatamente sorride sempre.  Ha un carattere simpatico, è molta socievole, gioca sempre con tutti.. Una volta stavamo con i nostri ami

ci e giocavamo a “dimmi, dammi e comandami” adesso toccava ad Enzo che disse a Massimo: “dai uno schiaffo a Jessica”, Massimo diede uno schiaffo molto forte a Jessica e nonostante lei si fecce molto male non disse nulla; per questo penso che sia una ragazza molto buona e paziente. Con lei mi confido molto e gli racconto tanti segreti  e ho notato che ciò che le dico rimane sempre tra di noi, e io faccio lo stesso con lei. Io e lei ci vediamo la mattina perché stiamo nella stessa classe, poi ogni tanto il pomeriggio  andiamo a fare una passeggiata nel Monterosa mentre nel fine settimana usciamo sempre insieme. Una volta litigammo proprio di brutto perché c’era un ragazzo che a lei piaceva che invece voleva uscire con me. Stemmo un paio di giorni senza parlarci ma poi lei mi diede di nuovo la confidenza e tutto si risolse. Stamattina l’ho vista e ci siamo messe d’accordo che non dovevamo fare niente e l’abbiamo fatto però abbiamo avuto dei rapporti, comunque io e lei ci mettiamo sempre d’accordo se dobbiamo fare fisica o meno, se dobbiamo andare a scuola o restare a casa

 e così via…

Questo Sono io

Ciao sono Ciro  ho 16 anni e sono di Napoli Scampia. Nella mia vita studio e gioco al calcio pero il mio desiderio e Diventare un calciatore. IO SPERO CHE RIUSCIRO A GIOCARE DENTRO UNA GRANDE SCUADRA IMPORTANTE ANDARMENE FUORI MA NO PERCHE NAPOLI E BRUTTO PERCHE SI RIALIZEREI IL MIO DESIDERIO E PER ME LA PIU BELLA CITTA E NAPOLI DOVE SONO NATO INVECE CE GENTE CHE DICE NAPOLI E BRUTTO MA NON LA DEVONO PENSARE COSI, SI E VERO CHE CE LA CAMORRA PERO LA CAMORRA CE PER TUTTA ITALIA SI DICIAMO COSI E POI A NAPOLI CE ANCHE BUONA GENTE COME ME E IO ADESSO S

TO SCRIVENDO PERCHE LO VOGLIO DIMOSTRARLO PERCHE QUI A NAPOLI CE GENTE CHE LA MATTINA SI ALZA CON BUONA VOLONTA DI ANDARE A LAVORARE

Ricordi di un anno

C’incontrammo fuori CasArcobaleno per la partenza per questa nuova esperienza. L’appuntamento era stabilito alle ore 9,00, fu faticoso svegliarsi così presto, ma ne valse la pena. Il divertimento cominciò già nell’autobus la cosa che mi viene è che cantammo tutti insieme. L’inizio del camposcuola non fu semplice infatti ricordo che il primo ostacolo fu di portare tutte le valigie negli alloggi. Il posto era incantevole, la mattina faceva freddo, ma si respirava un’aria pulita tanto che un gruppo di noi andava a 

correre. Ciò che ricordo volentieri che tutte le mattine ci dovevamo svegliare presto sia per dovere che per piacere  per fare colazione insieme, il cerchio all’aperto, pranzavamo e cenavamo insieme. Poi durante le giornate faceva caldissimo, ma visto che eravamo sempre impegnati a fare qualcosa: spesso uscivamo per visitare il paesaggio e i paesini vicini quasi non lo sentivamo. Eravamo circondati dal verde e c’erano delle distese di parto grandissime, montagne, alberi e un cielo stupendo. Mi ricordo una mattina: andammo a fare il bagno in un lago. L’acqua del lago è diversa da quella del mare, è molto più fredda e la corrente è più forte. Un altro giorno conoscemmo un archeologo che ci fede visitare la vecchia Abbazia e la cripta. Nel tardo pomeriggio organizzammo un torneo di calcio nel quale la nostra squadra non perse una partita. La sera eravamo stanchissimi , ma l’idea del poter stare ancora insieme ci teneva svegli fino a tardi… però una volta entrati nelle stanze il divertimento continuava… Ci sarebbero tante cose da raccontare… forse l’ultima da ricordare fu la serata finale. Allestimmo un mega falò che non riuscivamo ad accendere. Fu una bella ser

ata anche se a qualcuno di noi venne un po’ di tristezza forse la stessa che ci viene ora nel ricordare quei bei momenti passati insieme. In fine speriamo di ritornare in quel posto, ma soprattutto di rivivere un’esperienza di convivenza con vecchi e nuovi.

 Ho conosciuto CasArcobaleno grazie a mia madre che mi consigliò di venirci a passare un po’ di tempo. All’inizio non era facile frequentare perché non conoscevo nessuno o quasi e non eravamo un gruppo. Man mano che passavano i giorni faceva sempre più freddo e non c’erano i condizionatori… faceva davvero freddo, ma il tempo passava e CasArcobaleno cresceva con noi. Facevamo amicizia i Fratelli compravano i condizionatori , lo stereo, il tavolo da ping pong e tutto il materiale per realizzare i laboratori e i progetti.  A dire la verità non credevo d’affezionarmi così tan

to a CasArcobaleno, ma poi le cose sono cambiate… ho trovato tanti amici: Nando, Carmine, Spaghetto, Finelli, O’ Cines, Lia, Tonia e tanti altri e con loro ho conosciu

to i ragazzi del servizio civile che considero dei fratelli maggiori. Insieme siamo diventati un gruppo, insieme abbiamo percorso la strada che ci ha permesso di conoscere e riconoscere l’importanza di ognuno di noi… Ognuno di noi è Unico, Ognuno è Speciale, Ognuno di noi è un Dono per l’altro.







Natale:

Per me il natale è una festa perché a Napoli durante questa festa la città si trasforma. Le vie sono completamente illuminate dalle luminarie,stelle,alberi,fiori,forme di ogni genere  decorano la città. In questa occasione la mia famiglia si riunisce festeggiamo insieme. Mangiamo tutti insieme la cena e molto lunga sembra un banchetto reale. Le portate sono numerose si inizia con gli antipasti poi si passa ai primi piatti poi al pesce, alla carne la frutta e in fine i dolci,poi finita la cena iniziamo a giocare a tombola. Questo gioco non e dei miei preferiti pero visto che ci giocano tutti ci gioco anche io. La parte più bella della serata e quando si scartano i regali e quando mi mangio il roccocò e i mostaccioli (tipici dolci natalizi), accompagnati dallo spumante e il limoncello. Spero di ricevere bei regali quest’ anno visto che l’anno scorso non ricordo quello che ho avuto regalato, anche se poi alla fine basta il pensiero.

 Per me il Natale è una festa speciale perché si festeggia tutti in famiglia la nascita di Gesù.

Mi piace il fatto di stare uniti a mangiare e chiacchierare a tavola e le donne che preparano i piatti tipici del Natale (minestra,insalata di rinforzo,baccalà, spaghetti con le vongole,il panettone, roccoco, spumante, ecc..) e poi si  verso mezzanotte  ci riuniamo  tutti insieme  con i miei parenti  ci  scambiamo i regali e non importa cosa ho, basta il pensiero  e stare tutti uniti insieme  questa è la mia felicità

Per me natale e una festa speciale perché si fa l'albero e il presepe. Poi ci riuniamo tutti insieme e si ricevono tanti regali e bello anche perché per la citta ci sono molte luci che iluminano le case dopo iniziamo a mangiare tante cose il pesce l'agnello e tante molte cose dopo mangiato apriamo il panettone e la scampagn poi finiamo di mangiare vengono gli altri miei cugini zie e tutto il resto a presso tutti anziosi per aspettare la mezza notte per scambiarci i regali e gli aguri poi dopo si gioca la tombola la tombola e bella perche ci riuniamo tutti insieme e ci divertiamo e per un attimo ci dimentichiamo tutti i problemi .

 

…e il Natale Rom:

Ciao a tutti, mi chiamo Emina, ho 14 anni e sono di etnia Rom.

Vivo da sempre nel quartiere di Scampia e da più di un anno frequento Casarcobaleno.

Questa sera Fr Enrico durante uno dei nostri momenti di riflessione ci ha raccontato di voi, di quello che state facendo per noi e del vostro desiderio di conoscere le nostre usanze natalizie.

Il mio Natale è un po' diverso da quello dei miei compagni, sia per la mia provenienza culturale di tipo ortodosso, sia per quella religiosa, infatti io sono Evangelista.

Innanzitutto noi non festeggiamo il 25 Dicembre, ma il 6 Gennaio. In quel giorno le nostre famiglie sono solite riunirsi per trascorrere insieme questa ricorrenza. Fuori da ogni casa prepariamo un piccolo alberello ed ogni amico e parente che arriva ne prende una foglia e bruciandone un po' nella stufa augura a tutti un buon natale ed un anno pieno di gioie e ricchezze. Qualche famiglia poi addobba anche un albero all'interno della casa, proprio come fate voi.

Il Natale poi è pieno di cose buone da mangiare, in particolare noi prepariamo “ le sarme”, una specie di verza condita con cipolle, carne di maiale, pollo e riso......davvero squisita; mangiamo il maiale, la pecora e come dolci abbiamo diversi tipi di torte, con le noci,una tutta colorata, e tanti altri ancora.

C'è anche un'altra usanza un po' diversa per il natale.... arrivati a mezzanotte ci riuniamo intorno ad una fontana e riempiamo una bottiglia con l'acqua. Accanto alla fontana lasciamo dei soldi mentre dalla bottiglia beviamo l'acqua, ma non tutta.

In quella che rimane difatti mettiamo un po' d'oro e lo lasciamo tutta la notte fino al giorno dopo. Noi crediamo che questo gesto porti fortuna, ma a dire la verità io non ci credo tanto. Ah dimenticavo di dirvi che durante queste feste noi ci divertiamo tanto perché balliamo le nostre danze tradizionali e insieme giochiamo e facciamo festa!!!!!!!.

Insomma il nostro natale è davvero bello e spero un giorno di passarlo insieme. Tanti saluti EMINA



 

Thomas Merton 1915 - 1968


Thomas Merton era un uomo appassionato e, per questo, era un monaco, una persona in costante ricerca di Dio: il contemplativo non è l'uomo che ha infuocate vi­sioni di cherubini che trasportano Dio sul loro carro alato, ma semplicemente uno che ha messo a rischio la propria mente nel deserto al di là del linguaggio e al di là delle idee, dove si incontra Dio nella nudità del puro fidarsi.
Leggendo la sua esperienza mi viene in mente quella di La Salle che nelle strade di Reims davanti ai volti dei bambini, figli degli artigiani e dei poveri, deve aver vissuto la stessa esperienza: "A Louisville, all’angolo tra la Quarta Avenue e Walnut, nel centro della zona dei migliori negozi della città fui d’un tratto preso dall’idea che io amavo tutta quella gente, che mi apparteneva come io appartenevo a loro, che non potevamo essere alieni gli uni degli altri anche se eravamo del tutto estranei. Era come svegliarsi da un sogno di separazione, di isolamento fittizio in un mondo speciale, il mondo della rinuncia e della pretesa santità. L’illusione di una santa esistenza appartata è un sogno”.